Archivio storico dell'arte — 6.1893

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NUOTI STUDI INTORNO A MICIIELOZZO

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chiarezza del disegno delle pieghe sono in grande analogia con le figure in rilievo rappresen-
tanti la Fede e la Carità sulla tomba di papa Giovanni XXIII nel Battistero.

La figura dell'apostolo Bartolomeo è indubbiamente il lavoro più perfetto del monu-
mento sepolcrale di Montepulciano e rappresenta egregiamente la maturità dell'ingegno
dell'artista. Solo la statua giacente del morto merita di stare a paro a questa figura ideale.
La statua dell'Aragazzi, confrontata con quella di papa Giovanni XXIII a Firenze, mostra
le particolarità caratteristiche di Michelozzo nella loro diversità da quelle di Donatello.
Accanto all'immagine dell'impetuoso e violento principe della Chiesa negli splendidi para-
menti di cardinale arcivescovo tusculano, col quale titolo morì a Firenze Bartolomeo Coscia
quondam Papa, si trattava di rappresentare nel monumento di Montepulciano la figura di
un colto umanista, benché alquanto vano, nel vestire più modesto, ma di grande effetto
artistico, dei camerlenghi del papa, ai quali Bartolomeo Aragazzi appartenne sotto Martino V.
Il cappuccio è tirato sulla testa e fa da morbida cornice al volto sbarbato dalle linee dure,

FIGURA GIACENTE DI BARTOLOMEO ARAGAZZI NELLA CATTEDRALE DI MONTEPULCIANO.

che presentemente è pur troppo danneggiato alla punta del naso e al labbro superiore; il
capo riposa su di un cuscino ricamato all'orientale, la cui orlatura risalta graziosamente
sulla semplice stoffa delle vesti. Le mani sono incrociate sul davanti e anch'esse con la
loro bella forma e con le dita lunghe e morbide formano un vivace contrapposto alle due
larghe maniche le cui pieghe traversali interrompono le linee dritte del talare. In fondo
spuntano dall'orlo moderatamente mosso i piedi, anch'essi di forma nobile, alquanto lunghi
e calzati di scarpe liscie. Tutta la figura è piena di un gusto straordinario, seria, dignitosa
e insieme mite e pacifica nella quiete e quasi nel consapevole godimento di un dolce sonno.
Qui l'artista è riuscito perfettamente a riprodurre l'impressione della personalità di un uomo
allora vivente, senza false concessioni ai modelli antichi e, conservando pienamente il costume
dell'epoca, ha potuto compenetrare la figura di quell'ideale classico, che fu durante la vita
guida costante dell'uomo raffigurato, così ne' suoi discorsi come ne' suoi scritti, nelle sue azioni
come ne'suoi pensieri. Michelozzo era precisamente l'artista adatto a tal compito, e nem-
meno Donatello avrebbe dato un'espressione così pura alla coltura umanistica di quell'epoca.

Lo stile di Michelozzo, completamente sviluppato, e quindi manifestamente diverso dalla
maniera di Donatello, si mostra anche nel fregio con putti alati che sorreggono dei festoni,
ora collocato sull'altare maggiore del duomo. La purezza del gusto particolare dell'artista
si manifesta nella maestria d'esecuzione del rilievo marmoreo, come pure nel movimento
vivace, ma non esagerato, dei putti e nella distribuzione dei festoni pieni, ma non pesanti,
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