Archivio storico dell'arte — 6.1893

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2CA PAOLO FONTANA

novatore al Battistero, notando che il concetto del lanternino della cappella Pazzi, elegantissimo
coronamento del nobile edilizio e della sagrestia di San Lorenzo, potè benissimo derivare
da quello della rotonda medievale, da cui non differisce nella composizione.

D Bnmelleschi non si contentò di studiare le chiese fiorentine, ma rivolse la sua atten-
zione anche a quelle di altre città di Toscana. Già il Dehio notò che il duomo di Pisa potè
suggerire all'architetto fiorentino la disposizione della crociera di Santo Spirito, e il Burck-
hardt vide in un fianco di San Frediano usate le mensole a sostenere la cornice, come si
vede costantemente nelle opere di Filippo. Quest'esempio non è unico; che anzi si osserva
in altre notevolissime chiese della stessa città, 1 e nel Duomo di Pisa e in molte chiese di
Pistoia: il che rende sempre più verosimile che non si tratti di una casuale
coincidenza. Ma altre prove più certe si hanno che le chiese di quelle città fu-
rono studiate dal Bnmelleschi. Infatti nella cappella Pazzi uno degli ornamenti
che più volte si trova ripetuto nelle cassette delle finestre, invano si cercherebbe
nelle rovine classiche e nei monumenti medievali di Firenze, mentre si vede
perfettamente identico nel Duomo lucchese nell'arcata destra del portico (fig. 5a);
inoltre sotto il portico stesso sono due bassorilievi medievali figuranti i mesi,
Fig. 5". scompartiti da arcatelle, gli angoli delle quali sono ornati di un tondo scol-
pito (fig 0a). Un partito uguale fu dal Bnmelleschi adottato nel portico degl'In-
nocenti, ed ebbe fortuna presso i suoi imitatori. 11 signor Fabriczy, al quale sfuggì certa-
mente questa come altre analogie, lo crede una novità introdotta da lui stesso; ma l'analogia
coi bassorilievi lucchesi è tanta che non mi par ragionevole considerarla puramente casuale.2
Non c'è da meravigliare che il Brunelleschi abbia studiate le fabbriche di Lucca, Pi-
stoia e Pisa, giacche un sorprendente numero di sacri monumenti nei quali si svolse un
particolare stile architettonico, rende anche oggi notevolissime quelle città; certo, un artista
uato in Firenze sul declinare del secolo xiv non poteva ritornare sulle orme degli archi-
tetti del secolo xn e xill per quel che riguarda le bizzarre ornamentazioni e gli ingenui e
non di rado grotteschi espedienti; ma molto restava da lodare e da scegliere. Intanto il
Brunelleschi trovava in quelle chiese un'infinita serie di arcate e di finestre ad arco di
tutto sesto; e nel duomo pisano di quelle proporzioni lunghe ch'egli usò in San Lorenzo
ed in Santo Spirito; e in mille luoghi vide forate le pareti esterne da finestrelle circolari,
cerchiate da semplice cornice, proprio in quel modo che a lui piacque tanto, e che forma
una delle caratteristiche sue. Numerosissime sono siffatte finestrelle, oltre che in tante
altre chiese, in Santa Maria Forisportam di Lucca, nella quale mi pare degno di nota che
i pilastri del braccio sinistro all'esterno hanno un tipo che si avvicina al dorico, dal quale
non molto differiscono quelli che t'ormano gli stipiti nei finestroni del palazzo Pitti, e quelli
che scompartiscono le arcate nel piano terreno esterno di San Lorenzo.3

Io non ho forse enumerati tutti i punti nei quali si vede che il Brunelleschi trasse
profitto delle fabbriche medievali della Toscana: ho tralasciato il confronto analitico delle
cornici e di altri profili, il quale avrebbe giovato alla mia tesi; pure ho fiducia che il mio ragio-
namento provi a sufficienza che il Brunelleschi tolse il bello stile non dalle rovine di Roma, ma
dai monumenti di Firenze e di altre città della Toscana. Oltre alle prove particolari addotte,
stanno in mio appoggio le considerazioni d'indole generale. Se Filippo a Roma disegnò e
misurò per lunghi anni gli antichi edilizi, è naturale auzi necessario il supporre che, allor-

1 In San Michele in Foro è sostenuta da mensole la si riscontra in fabbriche anteriori al Brunelleschi; per
cornice dei bracci laterali; lo stesso si dica di Santa cui, anche non volendo rassegnarsi a credere che il
Maria Forisportam. Anche il duomo di Pisa mostra le grande artista traesse profitto da un rozzo bassorilievo,
mensole in quelle parti; in altre chiese di Lucca e di bisognerebbe ammettere che si fosse ispirato a quelle.
Pistoia tutta la cornice esterna è sostenuta da mensole. 3 Credo non si possa accettare la congettura del si-
Si confrontino alcune chiese medievali lombarde, per gnor Fabriczy che il rivestimento in questione fosse ag-
esempio, San Michele di Pavia. giunto al tempo in cui si edificò il campanile, cioè

- A Firenze questo motivo, sebbene non così simile, nel 1741.
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