Archivio storico dell'arte — 6.1893

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NUOVI DOCUMENTI

CASTEL SANT'ANGELO

Via Alessandrina e adiacenze.

La storia di alcuni monumenti sembra inesau-
ribile come quella di certi uomini, clic pel loro
genio e natura straordinaria si prestano sempre a
nuove indagini, a studi e opinioni diverse. Xon
rechi dunque meraviglia se noi siamo da capo con
altre notizie originali riguardanti il più caratteri-
stico monumento di Roma.

Gli scrittori di cose romane toccano, ad ogni
piò sospinto, di Castel Sant'Angelo; e pure una
vera e compiuta storia di esso resta tuttora un de-
siderio. Ultimamente se ne occuparono, tra i no-
stri, il chiarissimo P. Alberto Guglielmotti 1 sotto
il punto di vista dell'architettura militare, dal pe-
riodo della scuola Sangallesca in poi, ed il signor
Borgatti, 2 il quale ci regalò una guida illustrata,
più che altro, non azzardando l'A. stesso d'inti-
tolare il suo scritto «Storia di Castel Sant'Angelo :
che fare la storia di questo Castello sarebbe fare
la storia di Roma ».

Di fatti, le vicende della Mole Adriana si ri-
collegano continuamente alle cittadine, come i fasti
di tre epoche stanno improntati nel diverso stile
delle sue mura. Stette tra le meraviglie della
Roma imperiale; divenne informe rocca e carcere

1 St. delle fortificazioni nella spiaggia romana, lib. III.
Il Castello Sant'Angelo.

2 Castel Sant'Angelo in Roma, storia e descrizione.
Cfr. in proposito YArch. stor. dell'Arte, an. II, p. 486-7.

Sappiamo d'una storia ms. intorno a Castel Sant'An-
gelo del defunto Paolo Mazio, ma nulla più.

Y. inoltre Storay, Castle St. Ange! (London, 1882).

nell'evo medio; indie età più moderne, rifugio, asilo
e reggia, cittadella de1 Papi, prigione di Stato, non
che teatro di spettacoli, di pompe e feste. Colà si
ripercosse l'eco de'tumulti e de'tripudi popolari;
colà gemiti di delinquenti illustri, e talora animose
grida di liberi petti, vennero soffocate nel sangue.
Ma il nostro compito si limita a raccogliere nuovi
documenti sulla storia esterna o artistica del mo-
numento. Ci sopravanzano punti o pochi documenti
genuini del primo impianto del passetto dovuto a
Nicolò III, non che de'lavori eseguiti nella Tom
di Crescenzio d'ordine di Gregorio XI, al suo ri-
torno d'Avignone, e ripresi da Bonifacio IX.

L'Archivio Vaticano manca de' registri came-
rali di questi due Papi, dal 1377 al 1404; mentre
ne' bollar! e nei libri diversorum ricorrono di rado
le ordinanze e note di spese. Un volume d'introiti
ed esiti, specialmente delle uscite prò guerra, an-
teriore al detto periodo, ha rapporto, del resto, con
le arti alla Corte d'Avignone, e ci presenta i soliti
nomi di Guglielmo e Bernardo de Frezenchis hro-
darii, Giordano Amici lapidila, Bertrando Xogai-
rolo direttore o sovrastante alle fabbriche, Moschetto
de Ponte, romano, e Giacomo da Castiglione drap-
pieri, M." Gio. Bartoli, l'artefice delle teste dei
Santi Apostoli, Cristoforo Geri compsor e orefice, ed
altri. Alcuna volta ricorrono le ricostruzioni delle
rocche necessarie alla difesa delle terre della Chiesa
spadroneggiate; e di doppio interesse ci sembra il
documento che citiamo ad esempio. 1

1 An. 1372 il 22 aprile. Cum de mense Iulii (an. 1371)
nobilis vir Nicolaus Ponis domicellus Perusinus vendi-
disset rev.m0 Petro card. Bituricensi in partibus Italie
Ap.ce Sedis Legato quedam hospicia seu domos que seu
quos idem domicellus in civitate Perusina possidebat

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