Archivio storico dell'arte — 6.1893

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GK FRIZZONI

opere della scuola milanese della seconda metà del Cinquecento e del principio del Seicento,
di quella scuola cioè che novera fra i suoi principali cultori i Procaccini (bolognesi d'origine),
il Morazzone, i Crespi. Non sarebbe il caso di dilungarci intorno a costoro in questo luogo.

Mi sia lecito fermarmi solo sopra un dipinto sul rame, le ligure del quale sono dal
Catalogo dichiarate de (tutor desconocido, ma che io sono lieto di potere rivendicare con
tutta certezza all'aggraziato ed elegante nostro Giulio Cesare Procaccino. Non è la prima
volta che mi accadde di vederlo associato nella pittura al distinto e noto pittore di pae-
saggi e di fiori, fiammingo, Jan Breughel, il quale altre volte lavorò con Rubens e con
altri della scuola. Nel l'esemplare di che si tratta, ci si presenta appunto una vaga ghirlanda
di fiori del suddetto Breughel che fa da cornice al gruppo interno della Tergine col Bam-
bino addormentato fra le braccia di lei. 1 Le qualità del Procaccino, abile maneggiatore del
pennello, vi sono riconoscibili tutte, unitamente a'suoi tipi di figure, di una molle avve-
nenza, nella quale diresti trasfuso in uno lo spirito del Correggio e quello del Parmigianino.

Pei' dare un'idea del genere e per legittimare la determinazione proposta nel caso con-
creto vi contrappongo la composizione della fig. 22, tolta da un dipinto assai caratteristico
che fa parte della l'accolta arcivescovile in Milano.

Tra i nostri sommi artisti che hanno lasciato la loro orma in opere, passate per le
vicende dei tempi nello lontane regioni iberiche di che ci occupiamo, va contato anche il
Correggio. Egli infatti tiene il campo al Prado con due quadri, degni di speciale osserva-
zione. L'uno è un;i tavoletta (die non raggiunge il mezzo metro di altezza, ma nella quale
ci porge una di quelle scene di tenera intimità famigliare nella quale egli sa riescire mae-
stro (fig. 23), e dove si avvicenda quei giuoco di lice e d'ombra che suole dare tanto rilievo
alle sue composizioni. In quella (die abbiamo sott'oechio domina una castigatezza, una quiete
relativa, (piale non si riscontra nelle opere più celebrate di lui, e questo è indizio ch'essa
deve appartenere a'suoi anni giovanili, ossia a tempo anteriore a quello in che egli prese
il prodigioso slancio d'onde scaturirono le sue ardite creazioni fatte per le chiese di Parma,
di Reggio e di Modena, non che i rinomati suoi quadri di soggetti mitologici. La Sacra
Famiglia della Galleria di Madrid proviene, come veniamo informati, dalla collezione di
Donna Isabella Farnese, e si potrebbe congetturare una primizia della sua attività nel pe-
riodo della sua dimora in Parma, allorché venne a stabilirvisi di 24 anni nel 1518. Noi vi
troviamo l'autore in un momento di evoluzione, starei per dire dalla sua prima maniera,
dove si scorge il nesso coi suoi precursori, e quella sua personale che lo rende un innova-
tore de' più originali fra (pianti siano esistiti. Che se le teste della Tergine e del San Gio-
vannino ci appaiono un po' singolari ed insolite per lui, non saprei dire con piena certezza
se ciò giustifichi i dubbi da taluno manifestati sulla originalità del dipinto, o se piuttosto
vada ascritto ad effetto di alterazioni subite per intromissione di mano estranea che vi sia
passata sopra posteriormente. La figura e in ispecie la testa del Bambino Gesù di certo è
eminentemente correggesca e prelude già sensibilmente nella conformazione e neh'espres-
sione a quella che vedesi, fra altre, nella Madonna detta del San Girolamo a Parma. Del
resto il quadretto di che si ragiona, nei contrasti di ombre e di luce fra l'ambiente col nome
e le figure, nelle pieghe dei panni ed in altri particolari, rammenta alquanto quello noto
della Zingarella nel Museo di Napoli, ed è a credersi la sua origine vada riportata a quel
volger di tempo.

Notevolmente più sciolto e progredito è non solo il concetto ma anche la mano del-
l'artista nell'altro saggio del suo valore, quello cioè a dire della Maddalena inginocchiata

1 Chi volesse rintracciarlo in mezzo alla serie infi-
nita dei quadri fiamminghi, si rechi nel riparto delle

scuole germaniche dal lato orientale, dove sta sotto il
n. 1251.
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