Archivio storico dell'arte — 6.1893

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I CAPOLAVORI DELLA PINACOTECA DEL PRADO IN MADRID

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maestro parmi decisamente più sensibile che non nel dipinto di Madrid. Benché il Caval-
casene si esprima in senso piuttosto contrario nella rassegna che fa delle opere del Sanzio,1
non parrebbe fuori di luogo l'ammettere che s'egli avesse a rinnovare le sue osservazioni
iniziate anni addietro al Prado si troverebbe indotto a convenire meco nell'anteporre il quadro
del Vaticano, in grazia dell'impronta più diretta del maestro, a quello della Galleria spa-
gnuola, come che quest'ultimo non la ceda a quello, anzi lo superi forse per la vaghezza
e l'idealità dell'invenzione, degna all'intutto del divino artista.

C'accordiamo invece fin d'ora collo scrittore nominato, quando egli, descrivendo la ricca
composizione dello Spasimo, soggiunge, che Rafaello sarà stato assistito dai suoi discepoli
nel dipingere questa tavola, come lo era quasi sempre, più o meno, in ragione degli impegni
assunti. Fra questa e la Madonna del Pesce s'interpone un divario di tempo di quattro anni
circa, poiché, l'esecuzione è probabilmente contemporanea a quella del rame d'Agostino Vene-
ziano (come diceva il Cavalcasene stesso), nel quale è riprodotta la composizione, con la
data del 1517, là dove la Vergine del Pesce viene posta, come è ragionevole, verso il 1513.
Le forme umane nelle ligure dello Spasimo già ci manifestano un non so che di ricercato
e di tronfio, quale scorgesi in modo analogo nella decorazione pittorica della prima loggia
della Farnesina, quella cioè a dire del banchetto e del consesso degli Dei. Anche di quel
certo color mattone, visibile nelle carni nell'una e nell'altra opera, non si saprebbe in alcun
modo tenere responsabile l'autore delle invenzioni, bensì i suoi discepoli. Che questa into-
nazione cuprea, per così dire, lo Spasimo l'avesse sempre avuta poi lo certifica l'aspetto della
copia antica che ne fece il pittore spagnuolo Juan de Carrello, che trovasi esposta nella sala
delle adunanze dell'Accademia di San Fernando, la (piale riproduce appunto l'intonazione
caricata e rossastra, avvertita nell'esemplare del Prado.

Quanto alla Verta, una Sacra Famiglia cui venne consacrato questo nome da che il
re Filippo FV l'ebbe a dichiarare la porla de'suoi quadri, con buoua pace di quel monarca,
bisognerebbe essere ciechi oggi per non vedere (die l'esecuzione non saprebbe giustificare
in alcun modo l'attribuzione a Rafaello. E un dipinto di un colorito così cupo e carico,
che, senza parlare delle qualità del disegno, si qualifica di per se quale fattura di Giulio
Romano, e segnatamente di quel Giulio nel (piale la sua natura propria ha preso il soprav-
vento sopra quella del maestro in misura altrettanto notevole quanto è notevole la deca-
denza del gusto e del sentimento dello scolare, in confronto a quello dell'elevato suo pro-
totipo. E giudicarono bene coloro che ravvisarono la stretta corrispondenza di stile che corre
fra la Perla e la così detta Madonna della Gatta del Museo di Napoli, la quale n'è quasi
una replica anche come composizione.

E che dire poi di certi altri capi classificati a Madrid sotto il nome medesimo di Ra-
faello? Dei ritratti del Beazzano e del Navagero bello è il tacere, poiché non possono valere
per altro che copie dall'originale, ormai bene accreditato, che trovasi nella Galleria Doria
Panfìli di Roma, recentemente fotografato a meraviglia dalla nota ditta Brami.

La Madonna della Uosa, salvo errore, mi fece l'effetto di essere un altro prodotto di
Giulio Romano, anteriore a quello della Perla. Il colorito vi tiene più del rafaellesco che
non quest'ultima; ma le forme (bocche, mani, musculature, dove si scoprono precipuamente
i tratti personali dell'artista) parlano propriamente per Giulio. Il bello si è, che la rosa,
posta sopra un tavolo, dalla quale il quadro prende il nome, non è se non un accessorio ag-
giuntovi posteriormente, un «accidente modernamente anadido», come osserva il catalogo
stesso, ed estraneo affatto al pensiero originale dell'autore.

Porta bensì segnato il nome di Rafaello il soggetto rappresentante la Visitazione ; ma,
oltreché l'autenticità dello scritto è dubbia, 2 l'esecuzione n'è tanto fredda e convenzionale
da escludere ogni probabilità che vada aggiudicato a Rafaello. Per quanto si sappia compiuta

1 Raffaello, la sua vita e le sue opere, Firenze, sue- 2 Vedi Cavalcaseli^, op. cit., p. 234, n. 1 del voi. III.

cessori Le Monnier, 1890, voi. II, p. 2G0.

Archivio storico dell'Arie - Anno VI, fase. V.

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