Archivio storico dell'arte — 6.1893

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I YAN LOO IN PIEMONTE

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Vittorio Amedeo II per mano di Giovarmi Battista Yan Loo; ma, avendo poi chiesto parti-
colari informazioni alla Direzione del Museo, mi fu risposto che quel ritratto è lungi dal-
l'essere opera certa del pittore cui è attribuito.

L'Argenville seguita così: « Dès ce moment le Due de Savoye le prit en amitié, ce
qui causa de la jalousie au Prince de Carignan; ce Prince ne voulant pas que le Due de
Savoye retfnt Yan Loo à son service, lui proposa de le prendre au sien, de l'envoyer à
Rome, et d'avoir soin de sa famille en son absence. Charme d'un si flatteur engagement,
notre artiste partit pour Rome en 1714, après avoir travaillé pour ces deux Princes pendant
plus de deux ans ».

Il principe Vittorio Amedeo di Savoia-Carignano, nato nel 1690, era cugino in secondo
grado del re Vittorio Amedeo. In novembre del 1714, cioè appunto nel tempo che Yan Loo
si trovava in Piemonte, sposò Vittoria, figlia spuria del suo sovrano e della contessa di
Yerrua. La sua condotta dissipata e scandalosa ed il carattere difficile ed imperioso del
suocero avevano reso frequenti gravi disgusti fra di loro, tanto che il principe, un bel
giorno del 1718, escito di Torino come per andare a caccia, s'incamminò per Parigi, con-
ducendo seco la moglie, carissima al padre, il quale ne levò gran rumore. A Parigi, teatro
molto più vasto che quello di Torino per i suoi capricci, potè, grazie air immensa fortuna
che gli proveniva dalla nonna paterna, erede dei Bourbon-Soissons, darsi a tutti i bagordi
eleganti che caratterizzarono il periodo della reggenza del principe d'Orleans, ed ai quali
pare lo portasse la sua mala inclinazione. Colà guadagnò e perdette in poco tempo somme
favolose di denaro al giuoco e nelle speculazioni del sistema di Law, e raccolse nel suo
palazzo di Soissons una rinomatissima galleria di pitture, state poi vendute pochi mesi
dopo la sua morte, che accadde in Parigi il 4 aprile 1741. Quando un illustre storico pie-
montese avrà pubblicato il lavoro, cui ora attende, sulla storia della famiglia di Carignano,
si conosceranno e spiegheranno meglio i rapporti che passarono fra il principe Vittorio Amedeo
e i due più illustri Yan Loo.

Nei Conti della Beai Casa non ho trovato che Giovanni Battista abbia fatto, prima di
andare a Roma, altri lavori per il re di Sardegna, oltre quelli su menzionati, che un ritratto
del principe Vittorio Amedeo Filippo: «Al signor Gioanni Venlò pittore del Ser.'"" Priucipe
di Carignano, per uno ritratto grande fatto di S. A. R, il Principe di Piemonte nel 1714;
parcella 18 dicembre detto anno, et quittanza ; L. 480 ».

Ho anche esaminato nell'Archivio di Stato in Torino le carte contabili della Casa dei
principi di Carignano; non vi ho trovato menzione specificata di pitture fatte in quel tempo
per il principe, e ciò perchè il pittore riceveva, oltre altri vantaggi, un annuo stipendio
fisso. In compenso rinvenni la patente che stabilisce Yan Loo al servizio del principe di
Carignano, ed altri documenti i quali, oltre che al confermare ed illustrare quanto asserisce
l'Argenville, aggiungono nozioni sin qui ignorate, come la presenza in Torino non solo
della moglie, ma anche della madre e della suocera del pittore, e la data del viaggio della
moglie a Roma per accompagnarvi i tre suoi figli ed il giovane cognato Carlo.

«Amedeo di Savoia Principe di Carignano. L'inclinazione, che noi abbiamo di
giovar a quelle persone, che si distinguono per il loro talento, e che sono accompagnate
da qualità e costumi ripieni d'honore, n'è giusto motivo di partecipare gli effetti della

nostra beneficenza verso il molto diletto nostro Gioanni Vanloo della città di.....[in bianco]

come persona ornata d'ottimi talenti, come così ne fa conoscere con la sua arte della pittura.
Per tali considerationi noi abitiamo volontieri condisceso ad ellegerlo e nominarlo, come
per le presenti elleggiamo e nominiamo esso Gioanni Vanloo per nostro Aiutante di camera
per il nostro attuale servizio, con tutti gli houori, privilleggii, prerogative, preeminenze,
utili e dritti a tal ufficio spettanti et appartenenti, e con lo stipendio annuo di livre mille
duecento d'argento da soldi venti l'ima pagabili di quartiere in quartiere, e così continuar
all'avenir durante la di lui servitù, et a nostro beneplacito, a principiare dal primo giorno
del mese di luglio dell'anno corrente. Habbiamo anche oltre il sudetto stipendio stabilito
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