Archivio storico dell'arte — 6.1893

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ALESSANDRO YKSME

ììombre des pensionnaires que le roy y entretient. Après cinq années de séjour dans cette
capitale du monde chrétien, il en revenoit pour se rendre en France, lorsque par le plus
grand de tous les malheurs, Jes ohevaux de la chaise où étoit son onde Carle Vanloo et
qu'il avoit voulu eonduire par amusement, prirent le moni aux dents au sortir de Loretto,
et trainant après eux le jeune Francisque, dont le pied étoit demeuré dans l'étrier, ils en
firent un second Hyppolyte. Il continua sa route et arriva à Turili dans le plus pitoyable
état, brisé, moulu, tout couvert de playes, sans avoir voulu y apporter aucun remède. Il
paya bientost le prix de cette imprudence. Tous Ics soins qu'on prit pour le sauver furent
imiti les. Il mourut à Paris en 1733, ago seulement de 22 ans. Il était né à Aix en Provence,
en 1711. On dut pleurer la mort d'un artiste qui, par sa facilitò de dessiner et de peindre,
faisoit concevoir de lui les plus grandes espérances. Il étoit né pour faire honneur à la fa-
mille des Vanloo, si fertile en grand* peintres ».

Si noti che qui è detto che Francesco morì a Parigi, mentre lo stesso Manette, nello
stesso volume, a pag. 382, e il Dandré-Bardon affermano che morì nella capitale del Pie-
monte; ma probabilmente fu per distrazione che Mariette, una delle due volte, scrisse Paris
invece di Twin, se pure tale scambio non è dovuto agli editori dell' Abecedario.

L'atto del decesso di Francesco, da me rinvenuto nell'archivio parrocchiale di San Tom-
maso, ci apprende, oltre a diversi particolari, come il giovinetto abbia finito i suoi giorni
nel 1732, non nel 1733, data sinora indicala da tutti i biografi: «Francesco Yanlò di Pa-
riggi, in età (ranni 23 in circa, munito de' SS."" Sagramenti, è morto li 8, e sepolto li
9 luglio 1732 nella metropolitana di S. Giovanni per essere forestiere. A noi [cioè alla par-
rocchia di San Tommaso] ci diedero lire 3 d'emonumento (sic) et due terzi di cera, et a
quella parochia [di San Giovanni] si diede la quarta <remonumento e la terza della cera-,
erano sedeci torcie, loro n'ebbero cinque torcie et un terzo ».

Francesco qui è detto di Parigi, perchè così fu creduto da coloro che ne denunziarono
la morte, i quali sapevano che il padre di lui era stabilito in quella capitale. Ma il Ginoux
(Liste chronologique des Van Loo, in Nouvelles archives de l'art franrais, VI, 258) dice
categoricamente ch'egli nacque in Aix l'8 novembre 1708; ed a lui presteremo fede.

Il seguente passo del Dandré-Bardon ci attesta V interessamento dimostrato in quella
circostanza dal re Carlo Emanuele alla famiglia di quei Van Loo che egli tanto bramava
fissare al suo servizio, e non è assurdo il supporre che quel sovrano si sia recato in per-
sona a visitare il giovane infermo: « L'onde [Carlo Van Loo] est vivement touché de la perte
de ce cher neveu. Après avoir donné à la nature et au sentimens les pleurs, tous les regrets
qu'il leur doit, il trouve un motif de consolation dans le souvenir des bontés dont le Eoi de
Sardaigne avoit honoré Francois Vanloo durant sa maladie ».

Alla vendita in seguito a morte degli oggetti d'arte appartenuti a Luigi Michele Van
Loo (Parigi, 1772) figurò il Trionfo di Galateo,, forse l'unico quadro di Francesco. Misu-
rava 6 piedi d'altezza per 3 di larghezza, ed aveva più di 25 figure. Il catalogo a stampa
notava: «Ce morceau fait justement regretter un artiste mort à la lieiir de l'age ». Nel
1777 fu poi acquistato «pour le cabinet du Roi » contro il prezzo di L. 1700, con parecchi
altri quadri che avevano appartenuto af principe di Conti ed al signor di Bossette (Nou-
velles archives de l'art frangais, 1879, p. 427).

Luigi Michele Van Loo.

Figlio primogenito di Giovanni Battista, nacque a Tolone il 2 marzo 1707 ed ebbe a
battesimo i prenomi dell'avo paterno e dello zio materno. Fu dapprima allievo del padre,
ch'egli sino all'età di venti anni seguì dovunque, a Torino, a Roma, di nuovo a Torino e
poi a Parigi. In quest' ultima città ottenne, nel 1725, il premio di pittura, e nel 1728 andò
con lo zio Carlo, quasi suo coetaneo, e col fratello Francesco a Roma. Ne ritornò prima di
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