Archivio storico dell'arte — 6.1893

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I VAN LOO IN PIEMONTE

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loro, chiamato a Parigi dal padre perchè lo aiutasse in alcuni grandi lavori statigli allora
ordinati. Wleughels così ne parla in una sua lettera scritta da noma il 6 luglio 1730 al
duca d'Antin: « Le fils de M. Yanlò partit dimanche dernier pour aller trouver son pére.
11 a fait avant de partir le portrait de tous Jes pensionnaires, qu'il emporte avec lui.... Ce
jeune homme, avec la naissance qu'il a, peut devenir très habile.... »

Nel 1733 fu mandato dal padre a Torino per indurre lo zio Carlo ad andare in Francia.
« Le Eoi de Sardaigne les employa tous deux à différens ouvrages, mais la guerre qui sur-
vint leur Ut demander leur congé » (Argenville). Il seguente documento parla infatti di pit-
ture fatte allora in Torino da Luigi Michele nella sua specialità di ritrattista:

« 1734, 4 gennaio. — Al pittore Luiggi Michele Yanlò, d'ordine di S. M., per prezzo
di quatro quadri dal medemo dipinti de ritratti de Reali Prencipi e Principesse Infanti di
Savoia, e stati rimessi in dicembre 1733; L. 1048 ». (Tesoreria Real Casa).

I ritratti cui qui si accenna devon essere quelli del principe ereditario Vittorio Amedeo
(allora in età di 7 anni) e delle principesse Eleonora Teresa (5 anni), Maria Luigia Gabriella
(4 anni) e Maria Felicita (3 anni). Tutti sono stati perduti di vista, il che non vuol dire
che con un po'di perspicacia e di buona volontà non si possano ritrovare fra gl'infiniti
che ancora giaciono negli appartamenti secondari e nei magazzini dei palazzi reali.

II Rovere, II li. Palazzo di Torino, p. 138, descrivendo la camera detta delle Famme,
dice: «Il quadro della specchiera sopra il camino, dipinto da, Michele Yanloo, è il ritratto
in piedi della principessa Adelaide di Savoia, duchessa di Borgogna ». Non vi sarebbe nulla
di straordinario nel fatto che il re di Sardegna avesse commesso a Yan Loo di fargli, con
l'aiuto di altri ritratti dipinti od incisi, il ritratto di quella sua sorella, già morta da un
ventennio; ma lo stesso Rovere dice in nota (p. 187): « Il quadro di cui trattasi venne
inviato dalla corte di Francia a quella di Savoia nell'anno 1713 ». Per (pianto artisti pre-
coci fossero generalmente i Yan Loo, non si vorrà ammettere che Luigi Michele abbia co-
lorito quel quadro in età di sei anni al più tardi! Quindi il dilemma, o questo non è il
ritratto venuto di Francia nel 1713, o Yan Loo non ne fu l'autore. Sono in grado di risol-
vere siffatta questione, avendo trovato, nell'esame minuzioso che feci del quadro, la firma
chiarissima: « P. Gobert, 1701 ». Pietro Gobert, pittore ritrattista, nato a Fontainebleau
nel 1602, morto a Parigi nel 1744, espose ai Salons parecchi ritratti della duchessa di Bor-
gogna in differenti costumi, ed è senza dubbio uno di questi che la corte di Francia, nel
1713, cioè pochi mesi dopo l'immatura morte della Duchessa, mandò al padre di lei, Vit-
torio Amedeo II duca di Savoia, e che ora si conserva nella camera delle Famme.

Non si ha memoria di ritratti fatti da Luigi Michele in Piemonte per famiglie private,
fuorché di quello di Francesco Lorenzo Somis, di cui si farà menzione più innanzi.

Carlo Amedeo Filippo Yan Loo.

È più conosciuto sotto il prenome d'Amedeo, ma qualche volta vien anche chiamato
Carlo, con rischio di confusione con lo zio.

Ecco un suo cenno biografico estratto da Dussieux, Les artiste* frangais à Vétranger:
«Charles Amédée Philippe Yanloo, peintre né en 1715 ou 1718, à Turin; on ignore la
date de sa mori Fils et élève de Jean Baptiste Yanloo. Amédée Yanloo fut peintre du roi
de Prusse, et résida à Berlin de 1748 a 1769. Nous connaissons panni les oeuvres de cet
artiste: le portrait en pied de Frédéric II, exposé au salon de 17G9 (gravé par P. G. Lan-
glois en 1785); le portrait du prince de Prusse, Frédéric-Henri, peint en 1705 (gravé par
Schmidt en 1707); une fresque représentant la Religion, à l'église de Saint Nicolas de
Potsdam. Yanloo a fait aussi des cartons pour les tapisseries exécutées à Berlin dans la
manufacture de Yigne. Il a peint aux appartements d'Etat {sic, forse tVété) du chàteau de
Potsdam un plafond représentant l'apothéose du Grand-Electeur ; il a fait aussi à Sans-
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