Archivio storico dell'arte — 6.1893

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QUADRI ITALIANI NELLE GALLERIE PRIVATE

DI GERMANIA

ra le fermato più piacevoli a segnarsi nell'itinerario
d'un viaggiatore, amico delle arti, quella potrebbe con-
tarsi alla corte del principe di Hohenzollern, sulle rive
incantate del Danubio, là, nella piccola ma idillica città
di Sigmaringen, con quel suo castello, che vi sta a ca-
valiere. Il meglio sarebbe mettere in relazione la visita
a Sigmaringen con una a Doniscinga per Ulma. E se
dopo essersi stancati a visitar le Gallerie di Monaco e
le curiosità di Angusta e di Ulma, si desidera godere
d'alcuni giorni di tranquillità in amena contrada ed
in mezzo a splendidi tesori d'arte, nulla di più indi-
cato di cotesta gita a Sigmaringen. Si tratta d'una
collezione principesca, che voglio ora annoverare tra
le altre da me già descritte; ma tale che serba uel senso più alto il carattere di collezione
privata, messa su con tutta la più affettuosa premura del privato, il quale si vale per ciò
soltanto del suo talento artistico e della sua propria inclinazione; di collezione dedicata
solo al più squisito diletto dell'arte, e ordinata in cotesto senso, e non per servire a scopo
d'arido insegnamento.

Nel caso che i nostri amici italiani volessero essere informati, d'un tratto, di tutto il
carattere della collezione Sigmaringen, e del modo ond'è composta e ordinata, direi loro:
La collezione Sigmaringen è circa un museo Poldi-Pezzoli, tedesco. Qui come là, la col-
lezione si estende a tutto il dominio dell'arte e dell'industria artistica; qui come là, il
bello e il diletto formano la meta del collezionista. In Sigmaringen si può avere il con-
cetto di quel che sia stato, in altri tempi, il «gabinetto di curiosità» d'un gran principe.
Ma se la moderna decorazione delle sale, malgrado tutto il suo valore, costituisce a volte,
nel Museo Poldi Pezzoli, una troppo viva dissonanza con le opere d'arte contenutevi, tale
cosa è evitata, felicemente, in Sigmaringen. La parte principale di essa collezione si
trova in una Galleria di stile gotico, costruita da parecchi anni e illuminata da un'ot-
tima luce, che vi cade d'ogni parte. Ti aderiscono due sale, più anguste. Cotesta Galleria,
come in generale tutta quanta la collezione, nel suo ordine odierno, è dovuta al defunto
principe Carlo Antonio di Hohenzollern. La prima pietra ne fu posta nel 1862; la dispo-
sizione della collezione ebbe luogo nel 1867, ed il 5 ottobre dell'anno stesso venne aperta
al pubblico. Oltre cotesto Museo, in varie altre sale del vecchio castello si trovano l'Armeria,
la Publioteea, le collezioni di medaglie e d' incisioni in rame e la casamatta del Danubio
che con la sua ricca collezione di vasi in argilla verniciata o in metallo, serve di stanza

Archivio storico dell'Arie - Anno VI, fase. VI.

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