Archivio storico dell'arte — 6.1893

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a sinistra, Maria che va al tempio, l'Annunziazione e l'Adorazione dei tre re a
destra. Disotto, occupante tutta la larghezza del foglio, è figurata la morte di
Maria, che è stesa sul feretro in un paesaggio e circondata da undici apostoli e
da quattro angioli con candele. Si vede Cristo coll'anima della madre in una man-
dorla, Disopra Maria, che porge la cintola a San Tommaso, è portata al cielo da due
angioli e ricevuta da Dio Padre e da sei angioli suonanti.

Questa incisione è passata dalla Collezione Durazzo a quella del Drugulin, colla
quale nel 1879 in Lipsia è stata venduta (come Niello). (250 a 195 millim.).

Il catalogo di vendita (C. G. Boerner, XXIX, n. 1382) ne porge una riprodu-
zione in eliotipia.

È importante la stampa specialmente perchè riproduce nella parte di mezzo, in
senso inverso, la celebre Pace del Museo Nazionale in Firenze, attribuita al Finiguorra.

A giudicare dalla eliotipia essa pare d'un lavoro più trascurato che le altre inci-
sioni sopraindicate e posteriore ad esse per l'esecuzione tecnica.

Lasciamo da parte alcune incisioni (die paiono affini alle nostre, ma le (piali
a causa dello stato esaurito o ritoccato della lastra nel tempo in cui ne fu presa
l'impressione, non permettono più di portare un giudizio sul genere del lavoro
originale. Per esempio, la incisione con Cristo noi sarcofago sostenuto da Maria e
San Giovanni (Passavant, Y, p. 10, n. 14) e un'altra con Santa Caterina da Siena
(Bartsch, XIII, p. 87, n. 5, British Museum). 1

Gli autori, che hanno trattato di queste incisioni, lo lasciavano indistinte fra il cu-
mulo delle stampe anonime od attribuite a Baccio Baldini, e non si accorsero della loro
affinità e della differenza loro con tutte le altre stampe. Soltanto la bella incisione del
busto di donna è stata riconosciuta dal Lippmann 2 secondo il suo vero valore artistico e
storico, senza essere messa però in relazione colle altre incisioni eseguite con la stessa
tecnica. Eppure questo ritratto di donna, benché perii suo valore artistico, la sua semplicità
e finezza, superi le altre stampe di questo gruppo, molto diseguali anche esse fra loro, nondi-
meno, specialmente nella esecuzione tecnica e negli ornamenti, mostra la più stretta affinità
con loro.

Le forme del disegno, che si osservano in tutte questo incisioni, evidentemente sono
quelle dell'arte fiorentina della prima metà del secolo XV. Le composizioni ed i movimenti,
le l'accie larghe col naso lino, (piasi nello stesso piano con la fronte, o formante con essa
in profilo quasi una linea obliqua diritta, coi capelli scarsi sul cranio e abbondanti verso
le spalle, con espressione (dove ce n'è una) di entusiasmo o devozione mista ad un certo
orgoglio, fanno sentire fortemente il carattere dell'arte fiorentina di quel periodo. Evidente
anzitutto è l'analogia nel modo di disegnare le pieghe abbondanti, tonde tonde, colle curve
die si riuniscono in punte, con larghezza e morbidezza caratteristiche. Fiorentini del tutto
sono il disogno delle roccie, degli alberi e delle altre piante e specialmente il costumo, (dio
<d mostra fra le altre particolarità caratteristiche anche il cappuccio, genere di cappa tutto
speciale di Firenze; e infine anche le poche forme architettoniche ohe vi si trovano.

1 Tutte lo incisioni in questione si trovano fuori
d'Italia. Perciò solo è stato possibile di fare gli studi
e le fotografìe necessarie e di dare ai lettori delle ri-
produzioni. I regolamenti riguardanti la riproduzione
di oggetti d'arte, da poco tempo in vigore in Italia,
creano tante difficoltà e tante spese allo studioso (il
quale con fatica e con sacrifizi di ogni genere deve
procurarsi le riproduzioni indispensabili ora 'per tutti
gli studi) da costringerlo a far senza di questo aiuto
importantissimo. Non è possibile di comprendere la ra-
Archivio storico dell'Arte - Anno VI, fnsr. VI.

gione di queste misure dannose tanto per lo studio ed
il commercio, quanto anche per le collezioni stesse. Se
non si vuol soffocare del tutto gli studi scientifici, non
si facciano dei regolamenti burocratici, impossibili ed
inutili, (die non servono che a creare fatiche e diffi-
coltà ai conservatori delle Biblioteche e Gallerie, e
spese esagerate e perdita di tempo, prezioso per il la-
voro, agli studiosi.

2 Jahrbuch der Kgl. Preuns.Kunsfsamtnlungen 1,(1880),
pag. 11.
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