Archivio storico dell'arte — 6.1893

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alla Vita del Trìbolo, cui rimandiamo lo studioso, che fosse vago di notizie maggiori; noi
qui ci limiteremo ad illustrare alcuno delle opere di lui, intorno alle quali corrono ancora
inesatte o non compiute notizie.

ITI.

Lo Stagi cominciò a lavorare con PandolfoFancelli, e precisamente all'altare di San Biagio,
che Pandolfo aveva preso a fare per il duomo. A tal proposito sarà bene correggere subito
una errata affermazione di tutti gli storici pisani, che di questo altare hanno parlato. Il
Da Morrona non solo erra attribuendo allo Stagi questo lavoro, ma aggiunge:

« La statua, del santo collocata nel mezzo di sì pregiato lavoro al medesimo scarpello
attribuirsi vorrebbe. Ma dar lede dovendosi ad alcune inedite carte di circa a quel tempo
ed alla concordata notizia che il Tribolo fu amicissimo dello Stagi, e. che seco lavorò nel
Duomo di Pisa, crederla piuttosto dovremo di questo celebre Scultor da Firenze, che allievo
del Sanso vi no fiorì verso la metà del deciinosesto secolo ». 1

Il Grassi poi ripete la stessa cosa. Lasciamo stare, che si capisce ben poco pendio il
Tribolo, (die fece V angiolo per l'altare del Sagramento e del quale fu così mal ricom-
sato dall'Operaio, che, come dice il Vasari, si partì senza voler fare l'altro, avrebbe dovuto
poi, per amicizia dello Stani far anche la statua a un altare, nel (male lo Stagi stesso non ebbe
(die la modesta parti1 di aiuto; ma a dimostrare totalmente errata questa asserzione, viene
il documento che pubblichiamo, in cui v'è la stima dell'altare fatta da Donato di Battista
Beoti di Firenze e Stagio di Lorenzo da Pietrasanta, ambidue scultori, e dove si legge
nell'ultima partita: prò laborerio ci mayisterio S. Blaxi folto per dictum Pandolfum: (lo-
cati 78. 2

11 chiarissimo Milanesi, noi commentario già citato, scrive, che fra le bellissime opere
condotte dallo Stani pei' la Primaziale di Pisa dal 1523 al 1563, non si può annoverare ne
il tanfo celebrato altare di San Biagio, ne il capitello della colonna del cero pasquale, o
«die, pui' non negando «die egli vi avesse più o meno parto, vuole però giustizia che la
maggiore e principal lodo di quelle due opere appartenga al fiorentino Landolfo Fan-
celli.3 F per l'altare di San Biagio questa osservazione ci pare giustissima: lo Stagi, come
si legge nei libri di amministrazione dell'Opera, intagliava marmi per la cappella di San
Biagio, lo quale Ito sopì'a di sè maestro Pandolfo,4 quindi è come lavorante, o, per usare
una parola più propria, come aiuto, (die egli attendeva a questo lavoro: non così però per il
capitello del cero, (die il Fancelli lasciò interrotto e lo Stagi prese a finire. Che se si fosse
trattato proprio di solo rifinimento l'Operaio non avrebbe, in primo luogo, avuto bisogno,
oltre che di raccomandare all'artista di finirlo sichondo el principio follo, di aggiungere
«che sia bello lavoro e buoni fighure a raguaglio del principio»; lo che per lo meno sta
a dimostrare, che lo Stani doveva farvi altri lavori di figure, le quali avrebbero dovute
stare a paragone di quelle già fattevi dal Fancelli; poi, è evidente ohe di qualche cosa più
(die di un rihnimento o completamento doveva trattarsi, anche per il fatto, (die il capitello
fu pagato al nostro Stagi scudi 140, dalla (piai somma furon defalcati scudi trenta, « com-
presi por i lavori che vi è fatto lino a ora por ditto m.° Landolfo ». :>

Ora basta questa proporziono di ricompensa per stabilire sicuramente, (die il maggior
lavoro fu dello Stagi, e il maggior merito por conseguenza di quest'opera vuole giustizia
vada proprio a lui, non ad altri.

F il lavoro è veramente straordinario: fra le foglie alcuni putti graziosissimi, scher-

1 Da Morrona, Pisa illustrata, voi. I, pag. 228.

2 Tedi Documento N. 4. Il T'anfani non parla punto
di questo lavoro; il Milanesi dice per errore questa
statua di San Bartolo. È per questo che abbiamo creduto

opportuno ritornare sull'argomento.

3 Vasari, edizione Sansoni, voi. VI, pag. IH!.

4 Arch. dell'Opera. Deb. e Crcd. Paonazzo, pag. lOfi.

5 Arch. dell'Opera. Ricordanze, 13, pag. 4G*.
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