Archivio storico dell'arte — 6.1893

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il detto maestro Stoldo, di grandeza bracia dua 1/2 in tre quarti, sichondo ohe para clion-
venirsi a luogho, a giudizio del S.r Operaio e di maestro Stoldo. La quale statua si delta
fare e finire sempre cliol intervento e asistenza del detto maestro Stoldo, nò posa in esa
lavorarvi altri che lui steso, o senza che eli vi sia presente, e promette il detto maestro
Stoldo dare fìnitta perfettamente la detta statua, da questo presente giorno in fra mesi
diciotto prossimi avenire ». 1

Il lavoro di fusione fu subito incominciato, e nei libri di entrata e uscita dell'Opera
si trovano le partite per il gesso, per il metallo e rame occorso nella fonditura, come le
spese per la fornace, per le legna, per la stipa ed altro.

Il 20 d'agosto 1584 furono pagate a Arincenzo Possanti L. 14, soldi 13, denari 4 pic-
cioli, « per libre 15 di stagnio, per legna di eerro servito tutto ne gettare la base e agniolo,
cioè l'alie di detto agniolo ».2 II 4 luglio dello stesso anno riceve mastro Stoldo L. 350 a
conto dell'agniolo, e il 6 settembre sono pagate per lui a'su aredi «lire 140 piccioli, e
per loro pagati a Cinetto Nerbi, deputato tutore, per testamento rogato per V.° del Troncia,
e sono al conto di sua fattura per l'agniolo ed altro»."

Nella filza L dell'archivio del Capitolo è il «conto di più spese fatte per me Stoldo
Lorenzi per l'angiolo di bronzo per l'opera del duomo di Pisa »: in tutto L. 35, soldi 17
e denari 6;4 e il 26 settembre 1583 Yalerio Gioii, essendo stato chiamato dal signore Ope-
raio del duomo di Pisa, e avuta la commissione da maestro Batista Lorenzi, scultore e cu-
gino di detto Stoldo e tutore dell'erede di detto maestro Stoldo, per stimare l'angiolo di
bronzo fatto di mano di maestro Stoldo e posto nel duomo, giudicò detta fattura col pieci e
e chon tute te .sua a par tenenze, quattrocento venti scudi di moneta, e quanto b deto, scrive
egli nella stima, e giudichato, è secondo et mìo giuditio et senza alcuno scrupolo di cìio-
scìenzia, questo dì, 26 di setenbre 1583, in Pisa.5

L'angiolo, rappresentato sorreggente con ambe le mani un candelabro e che si ammira
anch'oggi sotto l'organo, nel coro del duomo, a sinistra di chi v'entri, è giustamente riputato
bellissimo per la eleganza della mossa e per lo slancio della figura, per la correttezza del
disegno, per il movimento e la purezza delle pieghe, mirabilmente disegnanti il bel corpo,
e rimane tuttora fra le migliori opere di scultura che vanti la Primaziale pisana.

IY.

Ma ritorniamo ancora per un po' allo Stagi; fra le opere bellissime del quale deve
annoverarsi la cappella, oggi detta dei Martiri, (die doveva essere «chon una chasia da
sepoltura in dela quale s'à a mettere e corpi di S.tù Ghamaliene e Nichodeno e Abibo, chon
una nostra Donna di rilievo e antri intagli rilevatti sichondo il modello e disegno c'à l'à
fatto di su mano, la quale de' chominciar per tutto el mese di setembre prosimo e finire
in due anni seguenti, de la quale gli abiamo a dare scudi quattroscento d'oro larghi, a
pagliare a' lavoranti sichondo si lavorerà in ditto lavoro, con patto, che quando sarà finito
ditta cappella e la siisi stimata più che dito pregio, non debi avere più, e quando siisi sti-
mata manco, debi avere quel mancho che siisi stimato di detta somma... (8 d'aprile 1533) ».6

E la cappella fu al tempo stabilito ultimata, sebbene non completamente eseguita, se-
condo il modello e disegno fatto di sua mano, perchè la nostra Donna di rilievo, forse per
uno di quei pentimenti cosi facili e comuni agli artisti, non vi fu posta, e vi si lasciò met-
tere dopo, invece, quel Dio Padre, primo lavoro dell'Ammannati, grave ed esagerata scul-

1 Vedi Documento N. 5.

2 Aveh. deir Opera. Entr. e Uscita, 229, pag. 34.
8 Arch. dell'Opera. Entr. e Uscita, 230, pag. 35.

4 Documento X. 6.

5 Documento X. 7.

6 Àrch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, pag. 100.
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