Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IGINO BENVENUTO SUPINO

l'altro Caino, dei quali, a giudizio del Vasari, quello d'Abcl è vago per i paesi che son molto
Iteu fatti e per la testa di lui, che pare la stessa bontà, siccome è tutto il contrario quella di
Caino, che ha cera di triste da deverò. Oggi queste due pitture sono tutt'altro che in buona
condizione e mal n'è dato giudicarne l'eccellenza, non solo per questo, ma anche per i non
pochi restauri subiti. Prese egli poi a fare la tavola d'altare posta in duomo di contro alla
porta della Nunziata, intitolata la Natività della Vergine Maria e San Clemente, e il 17 di
luglio ebbe il Sogliani, per mezzo di Roberto di Pietro Cimatore, i denari; lire 38 e soldi X,
per fare la tavola di legname ove aveva a dipingere, 1 e il 30 ottobre del 1538 la die finita,
e per legname, doratura e gabella da Firenze, si spesero lire 122, soldi 14 e denari 4,2 come
«per suo magisterio e dipintura» egli s'ebbe ducati 120. 3

Pochi giorni avanti di consegnarla gli furono allogate altre due tavole da altare, che
dovevan essere « alla misura delle altre con otto figure al naturale e una nostra donna per
ciascuna », e promise condurle a Pisa a suo rischio e a spese dell'Opera, per il solito prezzo
di ducati 120 ciascuna. Dal libro di Amministrazione, ove si legge questa notizia, s'ap-
prende anche, che il nostro artista di queste due tavole ne fece, a Firenze, una sola-, quella
per la cappella di San Simone, San Jacopo e Sant'Antonio ecc., di cui abbiam parlato sopra,
e i cui resti si possono ammirare nella Madonna del Duomo e nel quadro coi tre santi
al Museo Civico, e l'altra, scrive l'Operaio, «si gli è data a fare in Pisa perchè quelle che
venivano da Firenze stirpavano ».4 Questo nel 1540; e in quest'anno infatti, a dì 22 no-
vembre, l'Operaio nota nel suo memoriale « chome m° Giovanant.0 Sogliani venne da Firenza
a dipingere a Pisa, e adì 17 si prese la chasa di Marche Upesinghi a pigione per lui, cioè
inchomjnciò la pigione a lire 49 l'anno, d'achordo chon Gherardo Upesinghi ».5 Qui dipinse
la tavola della Concezione e altri titoli, e nelle Ricordanze è segnata una partita di soldi 14
dati a Gian Maria facchino e compagni, per portare la faida da dipingere a chasa del di-
pintore, maestro Giovanni Antonio Sogliani e tirarlla suso per le finestre,0 la qual tavola
«a mozzo tondo ghrande, con figure che si gì'erano ordinate», fu consegnata in duomo
a dì US di marzo del 1540 (stile pisano).7 Ritornò quindi egli a Firenze, ove dipinse una
filsa di drappelloni, che furon mandati a Pisa, a ogni sua spesa, e per i quali s'ebbe lire 385.8
Questo fu l'ultimo lavoro eh'ci fece per la Primaziale pisana.

Nei registri dell'Opera non si trova segnata la tavola di Noè uscito dell'Arca e che fa
il sacrifizio, che il Vasari ci dice molto lodata per esservi teste e pezzi di figure bellis-
sime; così nella, nota delle pitture di tavole che ha fatto in duomo e altrove il Sogliani,
da, noi già citata e che qui riportiamo, sono solo citate le seguenti pitture:

« La tavola dell'altare posta in duomo di contra alla porta della Nunziata, intitolata della
Natività della Vergine Maria e S'° Clemente, a dì 22 di luglio 1530, fu stimata d'accordo
con lui, scudi 120.

La tavola dell'altare di S. Gio. Battista e San Giorgio, con 8 figure di santi e una no-
stra Donna, a dì 30 d'ottobre 1538, stimata scudi 121.

La tavola intitolata S. Simone, S. Jacopo e S. Antonio fu stimata, a dì 30 ottobre 1540,
scudi 120.

La tavola dell'altare della Conceptione, San Filippo, S. Pietro et S. Maria Maddalena
stimata, a dì 18 di marzo 1540, scudi 120».

Forse il quadro di Noè è compreso, sebbene non specialmente nominato, fra quelli che
faceva per la tribuna nel 1532; e nelle Ricordanze, che si trovano nella filza D dell'Archivio

1 Ardi. dell'Opera. Ricordanze, 15 pag. 19'. 4 Arch. dell'Opera. Deb. e Cred., Azzurro B, pag. 117.

2 Arch. dell'Opera. Debitori e Creditori. Azzurro B, r> Arch. dell'Opera. Memoriale n. 3, pag. 46.
pag. 98. fi Arch. dell'Opera. Ricordanze 19, pag. 69.

3 Ardi. dell'Opera. Debitorie Creditori. Azzurro/?, 7 Arch. dell'Opera. Ricordanze 20, pag. 105*.
pag. 27. s Arch. dell'Opera. Ricordanze 20, pag. 205.
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