Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IGINO BENVENUTO SUPINO

andò innanzi, che in calce ov'è segnata questa partita si legge: «la ditta taula no' n'è
seghuito l'achordo che la faci, e sse miso le lire 35 a chonto del quadro »; certo dell'altro
ch'egli cominciò poi a lavorare per la sagrestia, il Sacrifizio d'Abramo.

Il soggetto non era nuovo per la chiesa maggiore, che avanti di lui, Niccolò De Labrugia,
quello stesso che non terminò la tavola dell'altare di San Giorgio, ebbe 1' 11 di marzo
del 1536 lire 210 « sono per dipintura d'uno quadro posto in sagrestia nel quale è Abramo,
che vuole sacriflchare Isaach ».1 Ma è possibile supporre, per le notizie date di lui, che,
poco piacendo il lavoro, si preferisse farlo rifare da altro e migliore artista, e affidato al
Sodoma, questi lo die finito il 23 di luglio del 1542, nel qual giorno s'ebbe « lire trenta e
soldi 5 per resto del quadro, d'ogni altro lavoro e chonto auto chon l'Opera, d'achordo con
lui ».2 II quadro fu stimato scadi 42, e così si legge nella nota già citata delle pitture del
Sogliani ove in fondo, per non esserci distinzione di sorta, sono per errore a questo attri-
buiti e la tavola della Pietà e il Sacrifizio d'Abramo.3

Il Sodoma eseguì in questo frattempo un altro dipinto di braccia 1 J/2 incirca, nel quale
era raffigurato « nostro Signore cho' la croce in chollo in celo ».4 Ma questo quadro, avendo
avuto l'artista anticipazioni di denari dall'Operaio, in varie volte, dal 31 ottobre del 1544
al 27 di gennaio dello stesso anno (stile pisano), rimase di proprietà dell'opera, in' paga-
mento del suo debito; e nelle Ricordanze, ov'è notato il fatto, ò anche scritto: «Nota
chome maestro Gianantonio ci lasò per ditti denari el ditto quadro, e s'è chonceduto a un
amicho per dito pregio: però si chancella dite partite».5 Dipinse anche per l'Opera alcune
bandiere che dovevano andare sul duomo e sul campanile nelle quali erano « una fìghura
di nostra Donna, un arme duellale e una croce», per il qual lavoro ebbe «il chavalieri
Sodoma pitore, lire ventidue e soldi 16» e questo il 9 d'agosto 1546.°

La permanenza del Sodoma a Pisa non è facile stabilirsi: vi restò egli sino al 1542
oppure come apparirebbe dai registri del l'Opera sino al 1546, stile pisano, o 1545, comune?

Il chiarissimo Milanesi, nel prospetto cronologico della vita e delle opere di lui, s'attiene
al primo partito, e nel 1545 suppone sia andato di nuovo a Piombino, ma di questi anni
fra mezzo non ci dice nulla: ò quindi probabile ch'egli rimanesse a Pisa, tanto più che
sappiamo aver egli fatto, oltre che i quadri per il duomo, nella sagrestia, quello con un Cristo
che regge la croce, nonché l'altro per la chiesa della Spina, per il quale il 16 maggio 1543
ebbe « lire dugentoquarantanove in scudi trentatrè d'oro, per parte della taula, come apare
ricevuta di sua mano», l'otto gennaio dello stesso anno (stile pisano), « lire dugentosetan-
tasette, soldi dieci, per resto della taula, senza l'azurro intramarino, che l'abiamo rimissa
in messer Antonio Benucello », « e a dì primo di fevraio, detto messer Antonio giudicò
che li dovessi dare lire quarantacinque in scudi sei d'oro, che non li voleva, et tenevasi
mal pagato ».7

È da supporsi quindi, che la permanenza del Sodoma a Pisa non fosse continua, e di qui
egli si recasse a Lucca, come ci dice il Vasari, per dipingere in San Ponziano,'2e poi a
Piombino come afferma il Milanesi.

I due quadri da lui eseguiti per il Duomo, si ammirano tuttora in quella chiesa, dietro
l'aitar maggiore, nella tribuna, e non ci pare siano meritevoli delle critiche, cui furon fatti
segno da alcuni scrittori di cose d'arte.

II Sacrifizio d'Abramo, mal si può giudicare per i restauri e le ripuliture subite; ma
se nella figura del patriarca v' è qualche cosa di esagerato e di manierato nel disegno, e
un che di legnoso nel colore, forse anche in causa di esser tanto cresciute le tinte, il nudo

1 Arch. dell'Opera. Debit. e Cred. Azzurro, B, 5 Arch. dell'Opera. Ricordanze, 23, pag. 55'.
pag. 74. 6 Arch. dell' Opera. Ricordanze, 25, pag.

2 Arch. dell'Opera. Ricordanze, 21, pag. 13. 7 Tanfani, Santa Maria di Pontenovo. Documenti

3 Documento N. 10. XXX-XXXI.
* Arch. dell'Opera. Ricordanze, 23, pag. 55'.
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