Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IGINO BENVENUTO SUPINO

de] fanciullo Isacco sebbene un po' troppo femminile, e l'angelo clic regge la spada ad
Abramo, son pur sempre pezzi notevoli di pittura, che rivelano la non comune valentìa
dell'artista. Il quadro poi della Pietà, a causa dello troppe vernici e dei molti restauri,
l'ultimo de'quali del 1830, è un po' annerito, e più apparisce tale per la infelice colloca-
zione; ma se sembra contorto nella composizione ed esagerato nel movimento di alcune
figure, ha dei pezzi dipinti con molto sapere, e basterebbe la Maddalena sorreggente con le
mani i piedi del Cristo, dalla testa di una vivezza e di un succo di colore tutto veneziano,
dall'espressione così vera e dalle mani disegnate e modellate maestrevolmente, per convin-
cerei dell'abilità, che pur sempre era propria al nostro pittore. E noi che abbiamo potuto
ammirare il quadro fuori dal posto ove si trova, durante la riparazioni saggiamente ope-
ratavi dal signor Domenico Fiscali, possiam dire di aver visto davvero quella pregevole
opera, perchè nel coro del duomo, per la pessima luce, non è dato giudicare compiutamente
del suo valore e della sua artistica bellezza. Ben giudicò quindi il signor Frizzoni quando,
a proposito di queste opere scrisse, che vi rimane pure molto di buono, e che esse dimo-
strano non essersi per anco in lui estinta la scintilla dell'ingegno e del sentimento del beilo,
della quale abbiamo ognora trovato dotato il nostro autore

E avanti di terminare queste notizie intorno al Sodoma, ci sembra non inutile osser-
vare, che nei registri di amministrazione dell'Opera egli è chiamato sempre maestro Gio-
vali'Antonio d'Jacopo Tisoni da Yersè, pittore, e questo dal 1540 al 154(5: la (piai cosa,
nella lunga questione intorno al nome di lui, starebbe a dimostrare, che la nota delle spese
fatte per le pitture nel l'oratorio superiore della Compagnia di San Bernardino, non è runico
documento in cui il suo cognome apparisco Tizoni, e clic questo cognome si mantenne
sempre anche dopo la nomina a cavaliere, e quando verso il termine dei suoi giorni dovè
dall'arte ritrarre il sostentamento alla vita. 2

IX.

Ma avviciniamoci alla line della nostra artistica peregrinazione.

Scrive il Yasari, clic e' è di scorta in queste nostre nuove ricerche, che per mezzo
di Luca Martini fu allogata al Bronzino la tavola d'una delle Cappelle del duomo, nella quale
egli fece Cristo ignudo con la croce, ed intorno a lui molti santi, fra i quali è un San Bar-
tolomeo scorticato, die pare .una vera notomia ed un uomo scorticato daddowero, così è
naturale ed imitato da una notomia con diligenza: la quale tavola, che è bella in tutte le
parti, fu posta da una cappella, come ho detto, donde ne levarono un'altra di mano di Be-
nedetto da Poscia,3 discepolo di Giulio Romano. Scrisse infatti il Bronzino il 2?> di feb-
braio 1554 all'Operaio del duomo di Pisa, Bartolomeo da Fercoli, rallegrandosi grandemente
di far tale opera per più cagioni, «ma la principale è, che avendo io havuto sempre va-
ghezza di fare in cotesta magnifica città et massimamente nel Duomo di quella qualche
lavoro, ringrazio Iddio di tale occasione, e spero che per grazia sua et per l'aiuto di Y. S.
quando saremo alla fine dell'opera et che sarà al suo luogo destinato, non doverrà dispia-
cere nè a cotesto ornatissimo Tempio d'haverla, nò a Y. S. mag.'a d'haverla fatta fare, il
che desidero sopra ogni mio desiderio ». 4

Come il dipinto dovesse essere, meglio s'intenda dalla scritta, la quale ci dice, che la
tavola doveva andare all'altare delle Grazie, e il Bronzino, fiorentino dipintore, « la debba
fare secondo un disegno che ha fatto, dove è un Cristo con la Croce in mano et a torno
vi sono li sei santi infrascritti cioè: San Bartolommeo, Sant'Andrea, San Giovanni evan-

1 Frizzoni, Arte Italiana ile! Rinascimento. Milano, ilei Sodoma, pag. 4<>4.
Duniolard, pag. 176. 3 Documento X. 11.

2 Vasari, Ed. Sansoni, voi. V, Commentario alla Vita 4 Lettere di Artisti. Xozzo D'Anoona-Cassin.
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