Archivio storico dell'arte — 6.1893

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liera et Antonio Andree de Como testibus etc, dictis
unno (1529) et inditione, die 6 aprilis.

Et presentibus suprascripto domino Antonio
Operaio suprascripto et Bartalino frate et erede
ditti Pandolfi dictis nominibus et predicta audien-
tibus et intelligentibus et j ustificentibus et confìr-
mantibus etc. Actum ut supra, presentibus supra-
scriptis testibus suprascripti, anno et indictione die
et mense.

(Contratti dell'Opera, n. 906, pag. 120).
N° 5.

-\- a di 5 d'aprile 1583.

Si dichiara per questa presente scritta, qual-
mente il Magnifico Messer Girolamo Papponi, Ope-
raio del duomo di Pisa e sui anesi, per sua alteza
Sma da una parte, e in" Stoldo di Giovanni Lorenzi
da Fiorenza, schultore, chonvenghano in fra di loro
e sono d'achordo, che il detto m" Stoldo facia una
statua di metalo di gitto, la quale se deba pore in
su la cholona di porfido, che è sotto li orghani di
duomo, per servire a tenere il cero pasquale; la
quale statua debi esere uno agniolo da formarsi
sichondo il modello, che ne à di già fatto il detto
m° Stoldo, di grandeza di bracia dua in tre
quarti, sichondo che parà chonvenirsi a luogho, a
giudisio del sr Operaio e di m" Stoldo. La quale
statua si deba fare e finire senpre cho l'intervento
e asistensa del detto m° Stoldo, nè posa in esa la-
vorarvi altri che lui steso, o senza che eli vi sia
presente, e promette il detto m° Stoldo dare finitta
perfettamente la detta statua, da questo presente
giorno in fra mese dicotto prossimi avenire, e
prima, a suo piacimento; e la materia del gitto
della detta statua si li deba provedere dal detto
Operaio de'danari de l'Opera; e similmente tutte
le altre spese che anderano in finire e chondure
la detta statua, la quale finitta che sarà, sono d'a-
chordo, che la si deba fare stimare da uno o più
periti de l'arte, e fatta che sarà detta stima, si-
chondo quela si deba pagliare al detto m" Stoldo
il suo magisterio, metendo in diminusione di eso
tutte quelle partitte di danari, che si sarano pa_
ghati dal detto signor Operaio al detto per detto
conto, e chaso, che per cholpa e manchamento del
detto m° Stoldo, la detta statua drento al detto
tenpo di mesi dicotto non fusi del tutto finitta, e
il detto s1 Operaio non si chontentasi, che pasato
il detto tenpo si finisi, promete di restituire tutti
li danari, che a buon chonto avesi riceuto dal

! detto signor Operaio, senza potere domandare parte
alchuna de la mercede di detta statua chominciata
; e non finitta; e per oservansa di quanto di sopra,
il detto signor Operaio obrighò la detta Opera e
tutti e sua beni presenti e futuri, e il detto m" Stoldo
obrighò se, su' arede e beni mobili e inmobili pre-
senti e futuri, rinunsiando le dette parti a ugni
logie, statuto, che per loro facesi; e inoltre il detto
m° Stoldo, dette per sichurtà e malevadore di oser-
vare quanto di sopra A'incentio di Ranieri Tober-
teli, citadino pisano, quale promete, che '1 detto
m° Stoldo oserverà quanto di sopra, e in defetto
egli star vole e sarà tenuto a tutti i danni, che
la detta Opera potesi inehorere, e perciò obrigha
se, su' arede e beni presenti e futuri, e vogliano,
che questo presente scritto abia f'orsa di pubricho
chuntrato, ed io Ghuido Papponi ò fatto questo
presente scritto, di voluntà de le dette parte, de
mia propria mano, quale sarà sotto scritto da tutte
le parti e di loro mano propria, questo dì e anno
sopra scritto, in Pisa.

Io Hieronimo Papponi, Operaio in per S. A. S.,
obligo la detta Opera et in detto nome prometto
quanto di sopra, di mia propria mano q° dì e anno
soprascritto, in Pisa.

To Stoldo Lorenzi soprascritto prometto e af-
fermo quanto di sopra si dice, e in fede ò fatto la
presente soscritione di mia propia mano, questo dì
e anno soprascritto, in Pisa.

Io Vinc° Tobertelh di Pisa prometto e m obri-
ghò per detto m° Stoldo a quanto di sopra si dice,
e per fede di ciò ò fatto la presente scrisi di mia
propria mano, questo di VII d'aprile, 1583.

(Archivio dell'Opera. Scritte e obblighi ecc.,
n. 1131).

| a icrtjo: scritta di l" agniolo che à a fare Stoldo
schultore in duomo.

N" 6.

Conto di più spese fatte per lo Angiolo di bronzo,
per l'Opera del Duomo di Pisa.

Per libre quatro, oncie tre di
filo di ferro preso da' cal-
derai ........ lire 2, soldi I 1

e più spago....... lire 3, soldi !>

e più per libre dua e 72 di

filo de ferro.....lire 1, soldi 1 7, den. 6

e più per tornitura del candel-

liere di lego io..... lire 6
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