Archivio storico dell'arte — 6.1893

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RECENSIONI

È inoltre uno dei punti brillanti del libro quello
in cui il Lermolieff colla nota arguzia rivendica
ad Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, la soave
creazione, rammemorante l'apparizione della Ma-
donna al fanciullo sordomuto del paesello bresciano
di Paitone, contrapponendola alla misera figura da
« monaca isterica » della già rammentata Pinaco-
teca. Che di più opportuno quindi che d' interca-
lare nel testo tradotto un facsimile del quadro del
Santuario, da che il fotografo Ogliari di Brescia
ebbe a trarne una buona copia? 1

La bella tavola della Vergine coi due Putti
che si baciano, di L. Lotto, a pag. 256, nuova
del pari e ricavata da altra delle splendide foto-
grafie Braun, illustranti la Galleria di Dresda, ri-
pete le sua ragione d'essere dalla circostanza che
dopo la morte del critico vi si scoperse il nome e
la data dallo studioso giovane signor Carlo Loeser,
troncando così ogni dubbio ed ogni velleità di dif-
fidenza verso il battesimo sostenuto già nella ori-
ginale edizione tedesca con argomenti ben fondati
sull'esperienza e sulla famigliarità dell'autore colle
opere dell'artista.

Il signor Woermann, direttore della Galleria
di Dresda, il quale fino dal principio aveva ac-
colto le osservazioni critiche del Lermolieff colla
deferenza d'uomo superiore ad ogni suscettibilità,
fece un nuovo passo nel senso delle opinioni ma-
nifestate dal Lermolieff, accogliendo quasi senza
riserva nell'ultima edizione del suo catalogo, quale
opera del poco noto Bartolomeo Veneto l'attra-
ente quadro dell'Erodiade colla testa di San Gio-
vanni nel bacile, che deve avere fatto rompere il
capo a più di un intelligente ricercatore; tant' è
vero che vi fu uhi, come il prof. Schmarsow, volle
vedervi il ritratto di Lucrezia Borgia, di Dosso
Dossi, chi un' opera di scuola milanese, come il
dott. Richter, chi in fine un ignoto da qualificarsi

1 NB. In questo periodico già venne riprodotta in-
sieme al mio articolo : Serie di capolavori dell'arte ita-
liana, nuovamente illustrati (anno V, cioè 1892, fasci-
colo I).

pel « maestro della Salome di Dresda » come il
dott. Bode, mentre ab antico passava per niente
di meno di un' opera di Leonardo da Vinci. 1 Ora
l'edizione inglese del 2° volume del Lermolieff,
quasi a festeggiare la determinazione presa dal ca-
talogo di Dresda volle dare un posto anche alla
bella crudele nel novero delle nuove sue illustra-
zioni grafiche e certamente non senza soddisfazione
degli studiosi.

E al Morelli invero che andiamo debitori di
avere rievocato dalle tenebre del passato anche
codesto strano pittore, non da noverarsi fra gli
astri maggiori certamente, ma pure interessante
pel carattere intermedio che tiene fra l'arte ve-
neta e la lombarda, e si può dire di più che co-
gl' indizi da lui avvertiti ci è dato oggidì di ag-
giungere altre opere al novero di quelle già enu-
merate dal critico medesimo; quello eh' è curioso
poi si è, che parecchie di tali opere passano sotto
nomi ben più altosonanti, quali sarebbero quelli
di Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Lionardo
da Vinci, Boltraffio e persino di Holbein, come si
potrebbe facilmente dimostrare.

Per non nascondere il vero bisogna convenire
infine che nel volume inglese vi sono pure alcune
poche tavole meno bene eseguite, cioè alquanto
torbide e cariche di tinte, dove gli originali non
sono resi con altrettanta evidenza. Tali per esem-
pio quella del ritratto del Basaiti nella raccolta
Morelli stessa, quella della Madonna col Bambino,
del Mantegna, della Galleria Poldi, quella del ri-
tratto di Antonello da Messina nel Museo di Na-
poli e qualche altro.

Ma il male non è poi grande ed è bene com-
pensato dal miglioramento ottenuto con parecchie
altre tavole, come per esempio quella dei quadri
di Cariani a Vienna e in casa Frizzoni a Bergamo,
del Sodoma di Francoforte, del Iacopo de Barbari
di Vienna, del Luini di Casa Borromeo e via di-
cendo.

Gustavo F.

1 V. il catalogo della Galleria dell'a. 1892, a pag. 102.
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