Archivio storico dell'arte — 6.1893

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MISCELLANEA

Sotto questa zona di bassorilievi ci mancano
gli elementi per arguire se esistessero nel basa-
mento fregi e sculture ornamentali, ma ivi soltanto
addossati a quelle stilobate venivano a trovar posto
le altre tre statue, citate dal Vasari, di cui quella
raffigurante la Fede, dell'altezza di cent. 90, ora
a Castellazzo, nel posto di mezzo sotto il bassori-
lievo di Belgiojoso, e le altre due, di 60 cent., di
cui una sola deturpata e monca ci fu conservata
a Castellazzo, ai due lati, in modo da dare al mo-
numento un aspetto piramidale.

Rimangono da ultimo i due bassorilievi minori,
colle scene del defunto presentato alla Vergine e
di un'accolta di santi, ora a Belgiojoso, e, poiché
hanno quei bassorilievi l'altezza essi pure di cent. 39
può supporsi venissero posti ai lati del sarcofago
dopo i bassorilievi delle rinfiancature sopportanti le
statue maggiori, se pure non erano infissi invece
sulla fronte stessa del basamento, fra quei « bel-
lissimi ornati » di cui fa cenno il Vasari, e che
dovevano adornare anche la parte bassa dello sti-
lobate.

Queste sono, nelle linee generali ed allo stato
attuale di quanto venne in luce fin qui del distrutto
monumento Birago di San Francesco Grande, le

conclusioni cui si può ragionevolmente addivenire
per un'ipotetica ricostruzione di quel prezioso sar-
cofago.

Non rimane esclusa la probabilità che, in pro-
gresso di tempo, maggiori dati possano venirci for-
niti da antiche carte e documenti se non da qualche
1 delineazione grafica di quel sepolcreto, ma ad ogni
modo le statue ed i frammenti marmorei fortuna-
tamente rimastici di quel disperso monumento sono
di troppa importanza in arte perchè non si tenti
fin d'ora un'opera di ricostituzione.

Se, come avvenne pel monumento di Gastone
di Foix, anche pel sarcofago Birago si provvedesse
a riunire le copie in gesso delle varie statue e dei
bassorilievi, avrebbesi fin d'ora sott'occhio, come dallo
scbizzo qui appresso, 1 una vera e complessa opera
d'arte, di meravigliosa armonia e bellezza, d'assai
superiore in merito alla tomba stessa del duca di
Xemours, e che può dirsi incontestabilmente il ca-
polavoro dell'arte scultoria lombarda del Rinasci-
mento nel primo quarto del decimosesto secolo.

Diego Sant'Ambrogio.

1 Lo schizzo venne cortesemente eseguito dal distinto
architetto prof. Ai-caini.

Per i lavori pubblicati nelVARCHIVIO STORICO DELL'ARTE sono riservati tutti i diritti
di proprietà letteraria ed artistica per l'Italia e per l'estero.

Domenico Gnoli, Direttore responsabile.

Roma, 1893 — Tip. dell'Unione Cooperativa Editrice, via di Porta Salaria,23-a.
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