Archivio storico dell'arte — 7.1894

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entro una mandorla. Ai lati, un poco più bassi, in semicerchio, gli apostoli; sopra di essi,
tre angioli da ciascuna parte, aventi nelle mani i simboli della Passione, e sotto alla Ver-
gine e al Salvatore quattro arcangioli, il primo dei quali, ritto in piedi, tiene con ambo le
mani una cartella ove è scritto, a destra: Venite benedioti patris mei, percipite regnum
quod vobis paratum est; a sinistra: Ite maledicci in ignem aeternum qui paratus est a
diabulo etc. A' suoi piedi, il secondo arcangelo, col guardo impaurito, sta tutto ravvolto
nelle pieghe dell'ampio mantello, mentre gli altri due, ai lati, danno fiato alle trombe.
Alla destra del Cristo, son rappresentati gli eletti, fra cui San Paolo e San Giovanni Bat-
tista, e varj pontefici e fondatori di ordini monastici, e donne e regine, e uomini togati
e cavalieri, tutti con gli occhi rivolti in alto e con le mani congiunte in atto di adorazione
e di preghiera; a sinistra, i reprobi, ritratti in variati atteggiamenti di dolore, di paura,
di disperazione, che, piangenti, sono da furiosi demoni strascinati all' Inferno. Ed è un pec-
cato veramente, come scrive il Vasari, che, per mancamento di scrittori, in tanta moltitu-
dine di uomini che vi sono effigiati e ritratti dal naturale, come si vede, di nessuno o di
pochissimi si sappiano i nomi o chi furono : ben si dice che un papa che vi si vede è In-
nocenzo IV. 1 Più in basso, in piedi, nel centro, San Michele Arcangelo, con la spada nella
destra, indica con la sinistra distesa a un altro arcangiolo, il quale ha seco un giovinetto,
il luogo dei beati, mentre un frate è mandato fra i reprobi, volendo in tal modo il pit-
tore denotare, scrisse il Rosini, che a nulla giovò a lui l'abito monastico, nè fu la vita
mondana dannosa alla purità dei costumi dell'altro. 2 Nel primo piano del quadro, uscente
da una tomba, incerto ancora del suo destino, il re Salomone.

II.

Descritte così le due pitture, passiamo in breve rassegna i giudizj e le opinioni che
su queste hanno espresso gli storici dell'arte.

" Narra il Vasari che, mossi dalla fama dell' Orcagna, coloro che in quel tempo gover-
navano Pisa, lo fecero condurre a lavorare nel Camposanto di quella città un pezzo d'una
facciata, secondo che Grotto e Buffalmacco fatto avevano. Onde, messovi mano, in quella
dipinse Andrea un Giudizio Universale con alcune fantasie a suo capriccio, nella facciata
di verso il Duomo, allato alla Passione di Cristo fatta da Buffalmacco ... 3 Poi, lasciando

Bernardo, suo fratello, a lavorare in Camposanto da per sè un Inferno....., se ne tornò

Andrea a Firenze. „

" Ma i signori Crowe e Cavalcaselle, i quali hanno, scrive il Milanesi, discorso con gran
diligenza ed esaminato con critica nuova e dotta le pitture di quel luogo, stimano che quelle
assegnate ai fratelli Orcagna siano di maestro in tutto diverso, trovando nell' esecuzione
loro non solo dissomiglianza dalle pitture della cappella Strozzi in Santa Maria Novella,
ma ancora varietà grande dalla scuola fiorentina nei tipi, nelle forme e nella espressione :
affermano di più, che esse sono tutte d'una mano, e d'uno stile più senese che fiorentino;
e che se ad un artefice si dovessero assegnare, si darebbero con più ragione a Pietro Loren-
zetti o al fratel suo Ambrogio. „ Ma lo stesso Milanesi aggiunge che, " mentre si acconcia
volentieri coli'opinione loro di non riconoscere per opera degli Orcagna quelle pitture, è
poi di contrario avviso rispetto al più probabile loro autore. „

" Ai tempi del Vasari, scrive egli, doveva essere ancor viva la tradizione che nel cam-
posanto di Pisa avessero lavorato, fra gli altri, un Andrea e un Bernardo, pittori fiorentini.
Questi due nomi bastarono a lui per comporvi sopra una delle sue solite favolette. Egli
dunque la ragionò così: un pittore di quei tempi di nome Andrea fu l'Orcagna; dunque quelle

1 Vasari, ediz. Sansoni, voi. I, p. 599.

* Rosini, Descr. delle pitture del Camposanto di Pisa.

Archivio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. I.

3 Vasari, ediz. cit., voi. I, p. 596.

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