Archivio storico dell'arte — 7.1894

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CAPOLAVORI NUOVAMENTE ILLUSTRATI

(I DISEGNI DELLE TESTE DEGLI APOSTOLI NEL CENACOLO DI LEONARDO DA VINCI)

a nessuno vorrà essere negata certamente la qualifica
di capolavoro ad un'opera d'arte quale il Cenacolo di
Leonardo. Ma nello stesso tempo chi non avrebbe a
convenire che lo stato suo di conservazione è dei più
deplorevoli, causa il deperimento da antico tempo su-
bito e dei conseguenti ritocchi reiterati, che corri-
spondono oramai ad una quasi completa ridipintura?
Stando le cose in questi termini, riesce vie più pre-
zioso qualunque dato ci vien fatto riscontrare, atto a
ricostruire nella nostra mente l'imagine di quello che
l'opera del sommo maestro possa essere stata, appena
uscita dalle sue mani.

Sono insomma le copie antiche, o per meglio dire
le contemporanee all'originale, quelle che noi dobbiamo consultare per rievocare con mag-
giore o minore approssimazione l'originale pressoché perduto. Fu provvida misura quindi
quella adottata or sono pochi anni dal direttore della Pinacoteca di Brera di trasportare
nel locale del Cenacolo, nell' antico refettorio di Santa Maria delle Grazie, alcune ripro-
duzioni del dipinto di Leonardo, di spettanza della Pinacoteca medesima. La più prege-
vole e più prossima all'originale, anche per la vastità delle proporzioni, è quella prove-
niente dal refettorio dell'antico monastero di Castellazzo, presso Milano, da tempo raso al
suolo, senza che ne sia rimasta traccia di sorta. Portata nella Pinacoteca di Brera e col-
locata nell' ultima fra le sale destinate di poi alla raccolta dei quadri moderni acquistati
dall'Accademia, il presente direttore della Pinacoteca la fece trasferire dal muro sulla tela,
e dopo provveduto ad un accurato restauro nelle parti essenziali, senza alterarne sostan-
zialmente il carattere, la fece appendere vicino all' insigne originale, con evidente utilità
per i visitatori di quel santuario dell'arte.

L'attribuzione poi ad Andrea Solari, o Andrea da Milano, della importante copia, per
parte del comm. Bertini, apparisce giustificata dalle caratteristiche che rivela, massime nei
colori, divergenti in parte da quelli del dipinto originale, nonché in certi particolari del
paesaggio, pure variato, che scorgesi nel fondo. 1

1 La data approssimativa circa l'origine di que-
sto affresco si avrebbe a ricavare da quanto indica
la lapide che stava incastrata esternamente nella
parete meridionale del refettorio: Ad Coem (Coeno-
bitarum) utilitatem restauravit, auxit atque exornavit
Archivio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. I.

Goenobium hoc Don Balthassar Sudatus a Mediolano
Dei Grafia Prior ejusdem Monasterii MD=XlV.
(Vedi: Giuseppe Bossi, Il Cenacolo di Leonardo da
Vinci).

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