Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GUSTAVO FRIZZO NT

ritrovo. La dolce inclinazione della tosta di San Giovanni non poteva essere definitiva-
mente fissata senza che fosse tenuto conto in ogni linea della testa di San Pietro, fervo-
rosamente chinala in avanti, non che della sua mano. Anche quest'ultima non prese La
sua l'orma definitiva se non nella sua correlazione colla figura attigua, come si rileva anche
dalle variazioni sul foglio del San Giovanni.

" Tali ed analoghe osservazioni vorranno esser fatte da chiunque si ponga ad esaminare
gli otto fogli indicati senza idee preconcette, e paragonandoli con una stampa dall'af-
fresco. „

In una nota quivi il dottor Ruland segnala la stampa di Rodolfo Stang, come la più
fedele all'originale. Quanto a quella celebrata del Morglien, non ne contende il pregio, ma
osserva che il Matteini, del disegno del quale il Morglien si servi per incidere l'opera sua,
erasi conformato più ad una copia di Marco d' Oggiono che all'originale. E noi possiamo
soggiungere che questa copia non dovette essere altra se non quella ora riconosciuta per
opera di Andrea Solari, già da noi rammentata. Come mai il pittore Giuseppe Bossi, nel
suo ponderato lavoro intorno al Cenacolo di Leonardo da Vinci, avesse potuto attribuire a
Marco d' Oggiono detta pittura del refettorio di Castellazzo, è cosa inesplicabile da parte
di un uomo pur dotato di tanto senso per 1' arte. Qualunque intelligente la vede oggidì
collocata nel refettorio delle Grazie non potrà a meno di avvertire la differenza che corre
fra essa ed un'altra copia più piccola, dipinta sulla tavola, trasportata pur essa dalla Pi-
nacoteca nella sala del Cenacolo, e nella quale si scorgono i tipi propri di Marco d'Og-
giono. La mediocrità di questo dipinto tuttavia ci obbliga a ritenere, d'accordo col com-
mendatore Bertini, che sia stato compito da qualche garzone o aiuto di Marco.

Prosegue quindi l'egregio illustratore dei fogli di Weimar descrivendoli partitamente
colle indicazioni seguenti :

" I. San Bartolomeo, capigliatura bionda-rossiccia, barba leggiera idem ; la veste
quasi bianca con orlo giallo.

" IL San Iacopo minore, capigliatura bruna e barba leggerissima; la veste rossa con
orlo bianco; la mano destra dell'apostolo messa in evidenza più che nell'affresco.

" III. Sant'Andrea, testa energica di vecchio con iscarsi capelli ; sopra la veste gialla
una sopravveste quasi bianca.

"IV. Giuda; dalla capigliatura e barba oscure, in abito rosso e manto giallognolo;
dietro a lui San Pietro, canuto di capelli e di barba, chinato a destra verso Giovanni.

" V. San Giovanni, testa di spiccato tipo di Leonardo, di bellezza molle, quasi fem-
minile ; capei bruno e veste indicata solo a rapidi tratti e leggiera intonazione.

" VI. San Tommaso e Sant' Iacopo maggiore, entrambi bruni di capigliatura, il primo
piuttosto oscuro, l'altro tendente un po' al rosso.

"VII. San Filippo, senza barba, capigliatura bruno-oscura; sull'abito grigio-chiaro
un manto rosso. Questo foglio per isfregagioni o altre avarìe subite ha sofferto assai;
lungo il collo e massime presso l'occhio sinistro si rendono sensibili i malaugurati ritocchi ;
a destra, al basso, apparisce la mano di Matteo.

" Vili. San Matteo, senza barba, i capelli bruni-chiari in veste di un grigio-leggero.
Della differenza fra questa testa e quella corrispondente nell'affresco già si è ragionato
di sopra. 1

" Gli otto fogli pertanto contengono dieci teste dell'affresco; mancano il Cristo e i due
ultimi apostoli a destra. E assai verosimile che siano esistite anche queste due teste di
apostoli, come le altre dieci, e possibile che si trovino tuttora nascoste in qualche luogo.
La supposizione più volte espressa, che avessero a trovarsi in una raccolta privata inglese,
non è stata confermata dalle indagini fatte all'intento per vie diverse. Il Lawrence ad

' Avvertiamo che i colori qui indicati non corrispondono quasi in nulla a quelli dell'affresco.
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