Archivio storico dell'arte — 7.1894

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CAPOLAVORI NUOVAMENTE ILLUSTRATI

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tanta e così penetrante attenzione, e quindi non si presti ad essere presentato come
esempio genuino della sua mano.

La riserva del dottor Bode d'altronde viene alla sua volta contradetta da esempi mol-
teplici e di peso, e coni'ebbi già a dimostrare altrove, tali esempi ci vengono forniti senza
meno dalle più ragguardevoli raccolte di disegni del maestro, come sarebbero quelle pub-
bliche di Firenze, di Milano, di Venezia, di Colonia, di Parigi, di Windsor, non che da
parecchie collezioni private, fra le quali si distinguono quelle di S. M. il Re a Torino,
dei signori Valton e Bonnat a Parigi e Malcolm a Londra. 1 L'autore vi si rivela costan-
temente mancino, come esecutore, quale suole esserlo nella scrittura, a differenza di ogni
altro artista. Tanto è vero che questo fatto si nota non meno dove si tratta di sem-
plici studi di teste, che in quelli di ligure intiere ed eziandio d'altri oggetti e composi-
zioni, nelle quali poi, come nell'unita fìg. 4a, ci si presentano alternativamente le figure
rivolte a destra e a sinistra ; si nota, bene inteso, quando uno sia in grado di sceverare
il grano dal loglio, ossia di distinguere quanto si ha sensatamente ad attribuire alla mano
del maestro medesimo da quanto invece si è infiltrato di estraneo, ossia di mano d'imita-
tori o di scolari. Ne crediamo di andare errati asseverando che solo in qualche caso, in
ispecie dove vuole essere indicata la rotondità dei corpi, si vedono dal Vinci adoperati i
tratti in senso opposto ; come s'intende che nella scrittura dovette uniformarsi all'uso
comune quando voleva farsi intendere direttamente.

Ora, tornando al caso concreto dei disegni di Weimar, quando si avesse da applicare
ai medesimi il criterio accennato, quale conclusione ne deriverebbe? C è da metter pegno
che tanto il signor Bode quanto il Eichter abbiano a trovarsi d'accordo nell'escluderli
dal novero delle cose spettanti alla mano del sommo artista.

Rimarrebbe allora da rintracciare il vero autore, il quale per le peregrine qualità del
disegno stesso non si avrebbe a riscontrare per certo se non fra uno dei migliori pittori
lombardi del tempo. Se sia per avventura quello stesso Andrea Solari, al quale si propende
ad aggiudicare la più pregevole copia del capolavoro di Leonardo, poi che i termini di
affinità sono parecchi fra i disegni e l'affresco, è cosa che non manca di verosimiglianza,
ma che vuole ad ogni modo essere ulteriormente studiata e raccomandata all'attenzione
degli intelligenti, i quali in primo dovrebbero adoperarsi a rintracciare dei disegni sicuri
di mano dell' insigne pittore milanese.

Gustavo Frizzori.

1 In apposito articolo del giornale Arte e Storia
del 25 marzo 1888 ci siamo presi cura di addurre
specificatamente gli esempi tolti dalle raccolte suin-
dicate a sostegno del nostro assunto, dando un elenco

di disegni genuini, con tutte o parte delle figure ri-
volte a sinistra, le quali senza eccezione vedonsi om-
breggiate con tratti condotti da sinistra a destra in
senso diagonale.

Archivio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. I.

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