Archivio storico dell'arte — 7.1894

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NUOVI DOCUMENTI

Antonello da Messina

chiamato alla Corte di Galeazzo Maria Sforza

(documenti inediti).

Nel compiere recentemente alcune ricerche al-
l'Archivio di Stato di Milano, e scorrendo le carte
del periodo sforzesco, mi venne sott' occhio una
lettera del duca Galeazzo Maria, in data del marzo
147(3, nella quale si accenna ad un pictore ceciliano
residente a Venezia: siccome quella lettera si rife-
risce al proposito di Galeazzo di avere alla sua
corte quell'artista siciliano, essendo morto a quel
tempo Zanetto Bugatti, che da oltre sedici anni
era stato al servizio di casa Sforza in qualità di
pittore ritrattista, 1 così la induzione che il pit-
tore menzionato nella lettera ducale fosse l'Anto-
nello da Messina, non mi parve affatto fuor di
proposito, giacché ci è noto come questo celebre
pittore di ritratti si fosse nuovamente stabilito a
Venezia a partire dal 1475. In mancanza però della
indicazione del nome di questo artista, la indu-
zione doveva necessariamente rimanere nel campo
di una semplice ipotesi.

Fortunatamente, nel continuare lo spoglio dei
documenti, ebbi incidentalmente a portare l'atten-
zione sopra un' altra lettera, datata da Venezia,
nella quale si menzionava " Antonelo depinctore „
e che, in modo non dubbio, si presentava come
una risposta alla lettera ducale precedentemente
esaminata. I due documenti, venendo a comple-
tarsi a vicenda, mi parvero meritevoli di essere
pubblicati.

Risulta dalla lettera ducale come, essendo morto
il Bugatti, Galeazzo Maria incaricasse tosto Leo-
nardo Botta, oratore presso la Repubblica veneta,
di ricercare un pittore siciliano, del quale egli aveva
ammirato un ritratto che il fratello suo, il duca di
Bari, 2 aveva recato a Milano: Galeazzo raccoman-
dava vivamente perchè il pittore avesse a portarsi

1 Zanetto Bugatti fu dapprima al servizio di Francesco
Sforza, che nel 14(50 lo incaricò di eseguire il ritratto della
figlia Ippolita: Galeazzo Maria spediva il pittore in Francia
nel 1467 coli'incarico di eseguire il ritratto di Bona di Sa-
voia, sua promessa sposa: il Bugatti lavorò nel 1472 a Vige-
vano all'oratorio di Santa Maria delle Grazie, e l'anno dopo
a Milano alla chiesa di San Celso. Il Calvi nelle sue notizie
sugli artisti dell'epoca sforzesca, ritenne che il Bugatti sia
sopravissuto al duca Galeazzo, ucciso ai 26 di dicembre del
1476. La lettera ducale ora pubblicata non lascia alcun dubbio
che l'artista sia morto invece al principio di quell'anno.

~ Duca di Bari nel 1476 era Sforza Maria Sforza, alla cui
morte solamente, quel titolo passò a Lodovico il Moro.

alla corte Sforzesca, dove avrebbe trovato la mi-
gliore accoglienza e vantaggiose condizioni.

L'Antonello da Messina stava in quel tempo
lavorando già da otto mesi ad una pala d'altare,
destinata alla chiesa di San Cassiano commes-
sagli da Pietro Bono patrizio veneto. Questi, edotto
della richiesta del duca di Milano, pur mostrando
vivo desiderio di assecondare i desideri di Galeazzo
rivolgeva a questi la preghiera perchè fosse con-
cesso all'Antonello di condurre a termine la pala
" la quale serà de le più eczelente opere de penelo
che habia Ittalia e fuor d'Ittalia. „ Il patrizio ve-
neto, menzionando l'Antonello, dice " el lator de la
prexente Maistro Antonelo „ il che ci indurrebbe
a ritenere che lo stesso artista siasi recato a Mi-
lano ed abbia presentato la lettera del suo com-
mittente al duca Galeazzo: ma il significato della
lettera però lascierebbe qualche dubbio in propo-
sito, mirando ad ottenere che l'Antonello possa in-
dugiare qualche giorno a mettersi al servizio del
duca di Milano, allo scopo di condurre a termine
la pala di San Cassiano. Tale contraddizione si
potrebbe eliminare coli'ammettere che realmente
l'Antonello siasi sollecitamente portato a Milano
per presentarsi a Galeazzo, e trattare le condizioni
colle quali sarebbe stato assunto in servizio del
duca, riservandosi però di ottenere, colla lettera
di Pietro Bono, la licenza di poter ritornare a
Venezia, per alcuni giorni, allo scopo di ultimare
la pala. Ad ogni modo non ci è dato di poter ac-
certare se la fama, dal pittore acquistata a Milano
(Mediolani quoque fuit percelebris, come riferisce il
Maurolyco), siasi basata non solo sulle opere, ma
anche sulla effettiva presenza dell'Antonello alla
corte Sforzesca.

Luca Beltrami.

I.

Dux Mediolani etc.

M.r Leonardo. Essendo morto magistro Zan-
netto nostro pictore, quale retraseva dal naturale
in singulare perfectione, havemo pure volunta de
havere uno altro che in simile artificio ne satisfaxa.
Et pero havendone portato lo 111.0 Duca de Bari
nostro fratello una figura cavata dal naturale per
uno pictore ceciliano, quale stanzia in quella città,
quale molto ne è piaciuto, volemo che, recevuta
questa, mandate per Aloysio Cagnola mercadante
et cittadino nostro milanese che cognosce et è in-
formatissinio del dicto pictore, et fatilo condurre
da voi. Et li persuaderete con tucte quelle parole
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