Archivio storico dell'arte — 7.1894

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ANSELMO ANSELMI

Infatti si ha ricordo nei più antichi codici del comune che era chiamata Santa Maria
Fonti* Avéllanae o Santa Maria de Platea perchè sorgeva sull'angolo della Piazza Maggiore
dalla parte dell'Episcopio, e quasi di fronte al palazzo del Podestà, in oggi residenza del
Municipio. Dallo statuto del 1447 dell'Arte dei calzolai e conciatori di pelle (artis sutorié)
industria in allora fiorentissima per essere la primaria del paese, tanto decantata anche
dal Panfilo nel suo poema latino Delle lodi del Piceno, si sa che apparteneva a questa
corporazione di artisti.

Rinnovato il quadro e dato un nuovo titolo alla chiesa, la Comunità e Fraternità di
artisti decise di rinnovarla dalle fondamenta, e a tale scopo si intesero con un architetto
e scultore d'Ancona certo Girolamo Falini, con cui addì 4 aprile del 1534 fu rogato apposito
istrumento, 1 e con un fornaciaio abitante al Casale, certo Giandomenico di maestro Gio-
vanni lombardo, il quale si impegnò di approntare in brevissimo tempo seimila e duecento
mattoni per detta fabbrica.

Dovendosi dunque ricostruire questa chiesa fu pensato di collocare prima in luogo sicuro
il quadro di Sant'Anna, e ciò si ricava da un altro istrumento di deposito del 27 marzo 1534
fatto dai sindaci della chiesa di Sant'Anna ai sindaci della Fraternità di Santa Maria
Maggiore, altra bella chiesolina che sorgeva lì presso di fianco alla attuale chiesa di San
Francesco e disfatta sul principio di questo secolo.

Ciò dimostra in quanta considerazione si tenesse fin dal principio questo quadro, e lo
dimostreremo anche con altre ragioni che diremo in appresso.

La nuova chiesa di Sant'Anna fu presto ricostruita, giacché noi troviamo un istru-
mento di sentenza e lodo arbitrale dei maestri scarpellini Bernardino da Fabriano e Fran-
cesco da Monteaiate, località presso Pergola, con la quale addì 10 ottobre 1535 stimano
tutti i lavori in pietra scolpiti per questa chiesa da maestro Basilio dei Bosani da Ra-
venna e dai maestri scarpellini Giovanni di Vico di Girolamo e Pierantonio da Rocca-
contrada. 2

1 Ecco l'istrumento nel suo originale:

" Annis dictis (15S4) tempore indictione eie. Die vero
xxiiij Aprilis in dovano, Dominorum Consulum juxta sua
latera presentibus Dno Baptista Bastioni et Ser Al-
phonso Venerio de Boccha Contrata testibus. Magister
hieronimus falini de anchona sculptor et architector
promisit et pacto convenit curri Laurentio Ihoannis
racchi Paulo mri becti et Perantonio Santis tardutii de-
putatis ab aliis artificibus artis concie Boccile Contrate
cannare lapides et scolpturas facere de tot lapidibus usque
ad quantitatem necessariam prò faciendo Pedestallum
in duabus parietibus cappelle S. Anne noviter costruende
vedelicet in pariete anteriori versus plateam magnani
Comunis et in pariete versus merchatale Comunis altitu-
dinis et usque ad altitudinem aplanitie terre usque ad al-
titudinem a terra duarumpeduum et plus si fuerit nota-
tum in designimi de quo apparet in folio cartis bombicine
existentem penes dictos artifices deputatos de hiisdem lapi-
dibus quos dicti deputati eligerunt et eis placuit omnibus
sumptibus et expensis dicti Magistri hieronimi hoc tamen
expresso quod dicti artifices teneantur et debeant cavare
et fodere facere de lapidicinia pretorie lopidas et dictus
Magister hieronimus debeat accedere seu mittere unum
scarpellinum vel plures ad sgrossandomi et eligendum la-
pides quos dicti artifices fecerint cavare et lapides quos
dictus Magister hieronimus digerii, prò bonis ad fa-

ciendam dictum Pedestallum dicti deputati artifices te-
neantur facere conducere ad dictam terroni Bocche con-
trate ad locum diete cappelle eorum sumptibus et expensis
et illis conductis dictus Magister hieronimus voluit te-
neri et obligatum esse conciare et in sculpturas redigere
ad formam Pedestalli juxta designimi omnibus suis sum-
ptibus usque et per totum mensem Iunii anni presentis
et asixtere donec et quousque dicti lapides fuerint missi
in opere et architectura per muratores diete fabrice. „

Segue poi una lunga dicitura di questo istrumento,
con la quale, in poche parole riassumendo, i Depu-
tati promettevano di pagare a maestro Basilio per
sua mercede quello che sarebbe stato giudicato e di-
chiarato, per duos alios magistros peritos in arte co-
muniter eligendos.

Dai Rogiti di Maurizio Luzi dal 1534 al 1536.

2 Ecco il lodo arbitrale nel suo originale:

" In Dei Optimi Maximi nomine amen.

" Nos Magister Bernardinus de Fabriano et Magi-
ster Franciscus de Monte Ajate Scolputores (sic) et
Scarpellini, arbitri arbitratores amicabiles compositore*
et amici comites sumpti positi vocati et electi per Pe-
rantonium Tardutii, Benedictum Francisci, et Paulum
Mri Betti de Boccacontrada tamqnam Scindicos Eccle-
siae 8. Annae de Boccacontrada ex una porte et Mrum
Basilium de Bosanis de Ravenna stipulantem prò se
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