Archivio storico dell'arte — 7.1894

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convento e la sua chiesa, pel restauro e pel miglioramento dei quali poneva esso ogni cura.
Fu m una di queste circostanze, che il pubblico Consiglio deliberò di donare il quadro di
Sant'Anna por l'aitar maggiore della chiesa di Santa Maria degli Agostiniani.

Riporterò le parole istesse che Frate Aurelio scrisse in suo Diario manoscritto che in
quest'anno ho potuto esaminare nella biblioteca Classense di Ravenna, dal quale ho rica-
vato interessanti notizie anche per l'istoria dell'arte. 1

1554 M ART IO.

Dominica passioni s. Eo die publico Consilio donata fuit Cona S./e Annae Ecclesiae nostre
prò malori altare, sed quia quibusdam non placuit ex mercatoribus, nolui accipere, ne in patria
haberem qui me rectis ocnìis non aspiceret.

Del resto era assai naturale che i commercianti artis sutorie, che avevano tanto speso
per riedificare la loro chiesa, non volessero che da essa si togliesse il suo principale orna-
mento, e molto bene fece frate Aurelio di non accettare il dono, per non destare malu-
mori; ed egli ne fu bene ricompensato, perchè la Comunità istessa ed il popolo pensò
ventitré anni dopo di fargli fare il bel quadro per l'aitar maggiore della sua chiesa dal va-
lente pittore concittadino Ercole Ramazzarli. Il quale poi a dir vero pose una grandissima
cura a fare questo quadro dove figurò la Visita dei Re Magi, che anche oggi è reputato
uno dei migliori lavori di questo discepolo di Lorenzo Lotto, che talora ha tradito la va-
lentia del suo maestro.

Come in ultimo la piccola chiesa di Sant'Anna venisse chiusa e disfatta ed il bel quadro
trasportato nella nostra Collegiata, noi lo abbiamo per altra pubblica decisione del generale
Consiglio; e ciò dimostra che sino d'allora si teneva in molto conto questa pittura pen-
sandosi al suo collocamento, mentre tante altre che forse avrebbero avuto un qualche
pregio, pel disfarsi di tante chiese, sono andate miseramente perdute. Non più tardi del 1652
nei libri delle Riformarne si legge che siccome la chiesa di Sant'Anna in piazza non ser-
viva che a ridotto di persone, così si levasse via il quadro di Sant' Anna e si collocasse
in una delle cappelle di San Medardo, ed il sito di detta chiesa si consegnasse al cardinale
Cesare Facchinetti. Pare però che in questo anno non fosse stato trasportato, perchè sedici
anni dopo, cioè nel 1668, si trova nuovamente deliberata la traslazione del quadro di San-
t'Anna alla Collegiata e la consegna di detta chiesa a monsignore Claudio Marazzani,
allora vescovo, perchè potesse fabbricarvi, essendo sotto il vecchio Episcopio. 2 In questo
anno io credo che venisse traslocato nell' attuale cappella e quivi adattato, come tuttora
si vede. 3

1 11 Diario di Aurelio Filippini conservato nella
Classense è mancante di alcune carte e comincia
col 1541 e termina col 1578. Vi sono molte notizie
su Roccacontrada e sul cardinale Seripando di cui
il Filippini era amicissimo. Di notizie d'arte ve ne
sono sulla fabbrica di un Coro fatto fare a Salerno
nel 1562 dal cardinale Seripando che costò 500 du-
cati a proposito del quale scrive " 1562 Vili Novem-
bri* Certiorem feci Cardinalem de Choro j ani finito
quod magnopere cupiebat. „ Vi sono anche notizie
sulla costruzione della chiesa diMarsico fatta nel 1571.
e per la quale molto si adoperò il Filippini. E mia
intenzione pubblicare parte di questo Diario con note.

2 Riformarne dal 1652 al 1656, pag. 31. dal 1665
al 1675, pag. 100. Nel concedere questa chiesolina
al vescovo di Sinigaglia fu espresso il desiderio per

parte della cittadinanza che su quell'area dovesse
sorgere un porticato compagno a quello che già esi-
steva di fronte nel palazzo Mannelli. Ciò non fu fatto.

3 Nel 1889, (piando fu restaurata la chiesa di
S. Medardo, dal nuovo patrono di questa cappella, il
compianto Marco Ottaviani, fu fatto togliere l'ornato
barocco scolpito in legno nel 1668 che girava tutto
attorno alla cona ; e fu sostituito con vari ornati in
istucco fatti dal plasticatore sig. Domenico Salcicci,
i quali assai meglio armonizzano con il puro stile
cinquecentistico della cona stessa. Però è desidera-
bile che gli sia data una velatura o colore che in-
toni con tutto il resto e speriamo che il conte G. B.
Borgogelli, erede del signor Ottaviani, vorrà presto
rimediare a questo inconveniente, e vorrà anche con-
tribuire al restauro di questo bel quadro.
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