Archivio storico dell'arte — 7.1894

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ADOLFO VENTURI

in abbandono le sue figure allampanate, si gonfiò d'un tratto por apparire nobile e gran-
dioso ; ne Alberto di Ferrara, il cui solo quadro conosciuto sta presso il sig. avv. Ettore
Testa a Ferrara; nò Geminiano de'Benzonchi, del quale a Milano, nella casa Cereda, è un
quadro firmato. Rappresenta San Paolo: ha i caratteri del Panetti, la barba sfilata, le
pieghe a contorni scuri qua e là taglienti. E segnato : " jeminianus De Bezonchiis . fera-
riensis . opus. „ Differente da questi sembrerà Antonio Aleotti d'Argenta, noto per un
quadretto della Galleria di Ferrara, recante la sua firma scritta a rovescio e la data
del 1498; ma, più che da quel dipinto, si potrà avere migliore cognizione del suo valore,
non grande del resto, ad Argenta, sua patria, ove si conserva un polittico della sua mano,
e a Cesena, ove nella Gralleria comunale sta esposto un quadro, rappresentante la Vergine
in trono e i Santi Michele ed Antonio Abate, con la firma dell'autore scritta non a rovescio.

Più grato è stato sin qui lo sforzo di determinare le diramazioni della scuola ferra-
rese e lo sviluppo delle scuole emiliane nel Rinascimento. Pochi anni fa l'incertezza era
grande; ma oggi può vedersi chiaramente come la corrente d'arte seguita da Francesco
del Cossa penetrasse sino a Faenza nelle forme dello Scaletti, e a Modena con Agnolo e
e Bartolommeo degli Erri o del R e con Bartolomeo Bonascìa. A Modena l'arte si mosse
in modo concentrico alla ferrarese, così che dopo i seguaci delle forme d'arte, a cui si
ispirò Francesco del Cossa medesimo in Ferrara, si vedono, con Francesco Bianchi Fer-
rari e con Pellegrino Munari, le forme parallele a quelle di Ercole Roberti e di Lorenzo
Costa. A riguardo di Francesco Bianchi-Ferrari, nato, vissuto e morto a Modena, non
sarà discara una nuova notizia, che meglio servirà a determinarne l'artistica natura con-
fusa con quella di Michele Coltellini e di altri suoi contemporanei. Il solo quadro auten-
tico di Francesco Bianchi Ferrari è l'Annunciata della Gralleria Estense in Modena, ma non
è tutto opera di lui, che nel 1510, morendo, lo lasciò incompiuto. Lo finì il pittore Antonio
Scaccieri o Scaccierare, detto il Frate, di cui non si conosce opera alcuna. Quel quadro
quindi era un enimma per tutti gli studiosi, non avendosi opere certe nè dell'uno, nò del-
l'altro pittore, che servissero a discernere le parti loro proprie. E per la via dell'induzione,
si poteva correre, ma cadere anche facilmente ! Ora noi possiamo indicare un'opera certa,
dipinta interamente dal Bianchi Ferrari, nel 1507, e cioè i tondi nelle crociere della volta
della sagrestia di Modena, rappresentanti San Greminiano benedicente in uno, la Madonna
col Bambino in un altro. Leggesi nel libro delle spese ed entrate della Fabbrica di San
Geminiano (Archivio capitolare della cattedrale di Modena), dell'anno 1507, a carte 28:
" M° Francesco Frare depintore lire 40 per imbiancare et depingere le croxene de le volte
de la dieta sagristia e per depingere una figura di Nostra Donna e un San Geminiano
dentro la sagrastia... 1. xl. „ Nel tondo, rappresentante la Madonna col Bambino, si vede
la Vergine in atto di tenere sollevato nelle mani il diviri Figlio, il quale si stringe a lei
con la sinistra, mentre alza in atto di benedire la destra. Quattro cherubini quadrialati
ne stanno intorno. La Madonna ricorda tipo e forme costesche, la sua mano sinistra ha
lunghe dita ; ed è notevole certo rosseggiare o colore di fragola sulle guancie del Bambino
e dei cherubini, colore che si riscontra anche noli' " Annunciata „ della Galleria Estense.

Nel Bianchi Ferrari modenese sono evidenti le affinità artistiche con l'arte di Ferrara,
come in Lazzaro Grrimaldi reggiano e in Gian Francesco de' Manieri pittore e miniatore
di Parma. Quei tre pittori rappresentano le tendenze artistiche di Modena, Reggio e Parma,
i tre luoghi sacri all'arte del Correggio, che riassunse in sè gli sforzi dell'arte regionale
nel Rinascimento, rese a perfezione le idealità della bellezza e della grazia emiliana. Possa
la esposizione del Burlington Fine Aris Club rendere evidente il cammino dell'arte emi-
liana, le sue etniche tendenze, il fiorire della gentilezza del Correggio sul terreno disso-
dato dagli energici quattrocentisti, l'ariostesca vivezza delle immagini noli'infiammata arte
dei Dossi; e possa la storia trovare nuovi veri, la giustizia del tempo vincere ancora gli
errori antichi e nuovi!

Adolfo Venturi.
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