Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GIACOMO BOXf

V. con uccelli al posto delle volute.
VI. a l'orina di canestro come taluno di Santa, Solia di Costantinopoli; un capitello
congenere si trova pure nella chiesa di Pomposa.
VII. varietà del LL

Le tre navi non furono mai coperte a volta ed hanno ora un soffitto intonacato. Nella
parte superiore dei muri rimangono traccie delle primitive finestre armiate. Le finestre
semicircolari moderne danneggiano assai l'effetto dell'ambiente.

L'abside, poligonale al di fuori, semicircolare nell'interno, è rischiarato da quattro

PAETE SUPEEIOEE DELLA FACCIATA DEL DUOMO DI PAEENZO *

* Per questa ed altre principali illustrazioni mi valsi delle fotografie che il marchese Giorgio Polesini, di Parenzo, ha
avuto la somma cortesia di eseguire e di inviarmi.

grandi finestre arcuate; conserva l'emiciclo di sedili marmorei e il trono vescovile. I muri
sono interamente rivestiti di preziosi mosaici di marmo, di porfido e di smalto; nel centro
dell'abside sorge il ciborio del milleduecento, tutto di marmo incrostato di mosaico, co-
prente l'aitar maggiore, eh'è adorno di un magnifico parapetto d'argento dorato. Nessuna
abside delle basiliche di Roma, di Ravenna e di Milano ha conservato in tal guisa il suo
antico splendore.

1 sedili, di marmo bianco e venato rassomigliante al cipollino, finiscono alla imboc-
catura dell'abside con Una spalliera in forma di delfino. Il muro sopra ad essi, rivestito
di marmi e di porfidi, ricorda qualche decorazione di Santa Sabina a Roma; è composto
di porfido rosso, di serpentino verde, di smalto opaco, di onice bianca simile a quella d'Al-
geri, di terra cotta a più colori e di madreperla, eh' è adoperata non soltanto nel mosaico,
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