Archivio storico dell'arte — 7.1894

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le percezioni multiple, pur rimanendo attiva l'analizzazione dei loro componenti, e molti-
plicandosi perciò il godimento estetico e l'intellettuale che ci procurano ; nè è la vista sol-
tanto che ne usufruisca. Anche nella esecuzione, evanescente per la musica, perenne nella
architettura, è importante notare che in ogni tessera d'un mosaico, colle sue impercettibili
varietà di superficie, di impasto, di taglio, ecc., come in ogni tocco di pennello o di scal-
pello o di bulino, v'ha una espressione individualo quanto nel modo di far emettere i suoni
ad uno strumento musicale, e questo ci spiega perchè pur facendo la copia esattissima di
un mosaico e collocando a posto, una ad una, le tessere ad imitazione delle antiche, si
ottenga qualche cosa che dell'antico ha tutto, meno la vita, meno quel senso d'intimità
che poteva prima stabilirsi fra noi e l'artefice originale.

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* *

Tali sono i mosaici del duomo di Parenzo, vere decorazioni architettoniche, musica
solidificata pur essi.

Di queste decorazioni si era già posto mano al restauro, quando visitai il monumento ;
e il restauro consisteva nel distaccare i mosaici su tela, nel raschiare la malta dalle com-
mettiture fra le tessere per poi avvicinare queste o riempirne gli interstizi con smalti o
pietre, e nel riapplicarli in opera spianati sulla fronte, coli'aggiunta di nuovo fondo d'oro,
a tessere uniformi color citrino-olivastro, allineate con inclinazione costante.

Tal metodo di restauro, se basta a conservare parte del materiale adoperato nei mo-
saici del secolo vi, distrugge però le caratteristiche più nobili di essi, quelle vale a dire
che rivelano la profonda e delicata intuizione dell'effetto che risulta dalla mescolanza delle
luci colorate, dalla distanza mantenuta fra tessera e tessera, dalla necessità di sopperire
alla sottrazione di luce calda prodotta dall'ambiente, e da tutte le altre particolarità che
concorrono a fare di quei mosaici un'opera d'arte capace di produrre diletto ed ammae-
stramento in molte e molte "generazioni avvenire. Restaurandoli a quel modo finiranno
invece al livello di un'opera industriale, valutabile a tanti fiorini il metro quadrato. 1

saici medioevali romani, secondo la lettura del De
Rossi :

Abside della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (vi se-
colo):

Aula dei claris radiat speciosa metallis
In qua plus fidei lux pretiòsa micat.

Oratorio di San Venanzio nella basilica di San Gio-
vanni Laterano (vii secolo):

Ac sacri fontis simili fulgente metallo
Próvidus instanter hoc copulavit opus.

Absidiola della chiesa di Santo Stefano Rotondo
(vii secolo):

Aspicis auratum cadesti culmine tectum

Astri ferumque micans praeclare lumine fultum.

Abside della basilica di Santa Agnese fuori le mura
(vii secolo) :

Aurea concisis surgit pictura metallis

Et complexa simul clauditur ipsa dies

-Fontibus e niveis credas aurora subire

Correptas nuhes rorilms arva rigans,

Vel qualem inter sidera lucem proferet irim

i'urpureusque pavo ipse colore nitens.

Abside della chiesa di Santa Prassede (ix secolo):

Emicat aula piao variis decorata metallis.

Cappella di San Zenone in Santa Prassede (ixsecolo):
Paschalis praesulis opus decor fulgit in aula.

Abside della basilica di Santa Cecilia in Traste-
vere (ix secolo) :

ltaec domus ampia micat variis lubricata metallis.

Abside della chiesa di Santa Maria in Domnica
(ix secolo):

Nunc rutilat iugiter variis decorata metallis

Et decus ecce suus splendet ceu Phoebus in orbe

Qui post furva fugans tetrae velamina noctis...

Abside della chiesa di San Marco (ix secolo) :

Salomoniaco fulgent sub sidere ri tu.

Abside della chiesa di Santa Maria in Trastevere
(xii secolo):

... divini rutilat fulgore deooris.

Abside della basilica di San Paolo fuori le mura
(xm secolo):

... fulget fulgente decoro.

1 L'architetto Jackson (o. c, III, obi) descrive
1' " ammirabile sistema di conservazione col quale
venne salvato da imminente rovina il mosaico del-
l'abside di San Giusto a Trieste, saldandolo nuova-
mente alla volta senza fargli perdere la genuina
antichità „ :

" Dopo aver rivestito il mosaico con sedici strati
di carta, incollati uno siili' altro, fu costruita una
centinatura lignea, saldata in gesso, per dargli un
sostegno rigido. Demolita quindi la muratura della
volta, e raschiata la malta che formava letto alle
tessere del mosaico, fu loro steso sopra uno strato
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