Archivio storico dell'arte — 7.1894

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IL DUOMO D] PARENZO ED I SUO] MOSAICI

Non intendo con ciò di dare suggerimenti a chicchessia, uè alla Commissione centrale
di Vienna che fa assegnare somme cospicue per La conservazione del celebre duomo, nè
ai restauratori che continuano a Pare a Parenzo ([nello che nessuno ha detto Loro di non
fare nella basilica Labicana di Roma; ma avendo avutola fortuna, che stimo grandissima,
di vedere mosaici così importanti, sentivo il dovere di soddisfare un debito di gratitudine
per gli ammaestramenti e il diletto che ne ho ricavato, verso La bella terra istriana, ben
degna che quanto sopravvive di quel suo monumento Le sia conservato integro ed autentico
il più possibile.

Giacomo Boni.

di cemento Portland e ricostruita la volta. In capo
a due mesi, demolita la impalcatura, tolto il gesso
eia carta, il mosaico riapparve perfettamente sal-
dato, e senza che una sola tessera fosse andata
fuor di posto. Le parti mancanti furono comple-
tate con intonaco dipinto. Se questo metodo inge-
gnoso l'osse stato seguito a Venezia, i mosaicisti

moderni sarebbero rimasti privi di un'occasione di
fare sfoggio del loro ingegno perverso, ed avrebbero
perduto un all'are lucroso: ma non avremmo avuto
a deplorare l'inutile distruzione di tanta parte di
ciò che rendeva sacra all'occhio dell'artista la basi-
lica di San Marco. ..
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