Archivio storico dell'arte — 7.1894

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COSTANZA JOCELYN FFOULKES

A. D. MCCCCCL. „ Di codesta tavola il Vasari ci dà una descrizione accurata nei termini
seguenti: " Sotto la porta della sagrestia, nella chiesa di Santo Spirito, fece due tavole:
una quando san Gregorio papa dice messa, che Cristo gli appare ignudo, versando il sangue,
con la croce in spalla, ed il diacono e subdiacono parati la servono, con due angeli che
incensano il corpo di Cristo. „ 1

Altre notizie ci dà il Milanesi nella nota aggiunta alla narrazione del Vasari. Se ne
ricava, che tolto dalla chiesa di Santo Spirito il quadro passò in casa Antinori; " quindi
venne nelle mani di Giovanni Gagliardi, negoziante e restauratore di quadri, fiorentino ;
ma nella inondazione dell'Arno, avvenuta nel novembre del 1844, rimase notabilmente
danneggiata. Tuttavia, tale quale ella era fu comperata dall'inglese Woodburn che fecela
ristaurare. „

* *

Ben diversa della via scelta dal Botticelli e dai suoi discepoli fu quella seguita dal
Ghirlandaio, che formò anche una discreta scuola. Del suo maestro, Cosimo Rosselli, non
vi sono opere nella New Gallery. Il n. 3 è, tutt'al più, lavoro della sua bottega, eseguito,
come si può dedurre dal soggetto, per un convento di monache domenicane.

Non molto meglio è rappresentato Domenico Grhirlandaio, al quale, come già fu
osservato, si attribuivano nella galleria sette quadri. Di sua mano, in origine, era il ritratto
di Francesco Sassetti con suo figlio ; ma è così intorbidato da restauri, che ha perduto
ogni impronta d'individualità. Quale insigne ritrattista fosse il Grhirlandaio, ognuno che
lo conosce, nel coro di Santa Maria Novella e nella cappella Sassetti di Santa Trinità
lo può attestare. Riesce dunque quasi inesplicabile che una tavola, nel suo stato presente
affatto indegna del maestro, fosse esibita al pubblico ; e ben per la seconda volta, perchè,
se non sbagliamo, faceva parte anche della raccolta di Burlington House nell'anno scorso.

I numeri 125 e 159 spettano a due diverse scuole; nè l'uno nè l'altro è fiorentino;
ne discorreremo più avanti a luogo opportuno. Il n. 150 invece è opera, come primo ebbe
a rilevare il dott. Jean Paul Bichter, di un bravo discepolo di Domenico. E questo Fran-
cesco Granacci, del quale il Vasari ci racconta (V, 340) che " era tenuto dei giovani del
Grhirlandaio il migliore, e quegli che avesse più grazia nel colorire a tempera e maggior
disegno. „ E più avanti discorrendo delle pitture di casa Borgherini, ricorda anche
quelle del Granacci, " in figure piccole fatte con pulitissima diligenza e con vago e bel
colorito, ed una prospettiva... che non può essere più bella in tutte le parti. „ Queste
parole dell'Aretino potrebbero anche benissimo essere riferite a questa tavola della New
Gallery, nella quale, con motivi vaghi e graziosi il Granacci ci narra la storia della nascita
di San Giovanni (fìg. 8a). Caratteristiche, per il maestro, sono in questa tavola le forme
tondeggianti, tendenti un poco al tozzo, i tipi, l'intonazione calda dell' incarnato, la tinta
del paesaggio, non che alcuni incantevoli gruppi di donne, ispirate senza dubbio a quelle
del Ghirlandaio negli affreschi di Santa Maria Novella.

Da annoverare fra i primi lavori del Granacci, sarebbe il tondo n. 93, appartenente a
Mr. Fuller Maitland. La Madonna, tanto nel disegno quanto nel tipo, si accosta del tutto
al fare del suo maestro, ed anche il panneggiamento e le maniche increspate della Ver-
gine sono fatte come soleva farle il Ghirlandaio. Di maggior indipendenza sono i due
angeli ai lati, che ci rivelano una individualità, per così dire, nascente. Il paesaggio in
fondo è di una intonazione fosca, mentre che ne' suoi paesaggi di un tempo di poco più
avanzato, il Granacci mostra una predilezione per le tinte fredde e chiare, tanto, da poter

1 Allo stesso pittore va pure aggiudicata, secondo
ogni probabilità, una tavola datata del 1505 sopra
un altare nel braccio sinistro della croce in Santo Spi-

rito a Firenze, rappresentante la beata Vergine in
trono, col Putto, fra i santi Lorenzo, Giov. Evange-
lista, Stefano e Bernardo.
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