Archivio storico dell'arte — 7.1894

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L76 COSTANZA JOCELYN FFOULKES

l'arte alla corte dell'arciducliessa Margherita, reggente dei Paesi Bassi. Nel 1510 fu man-
dato in missione a Roma dall'imperatore Massimiliano 1. e in quell'occasione godette del-
l'amicizia del papa Giulio IT e, come altri, di Raffaello e di Michelangelo. Partì da Roma
per Viterbo nel 1512, dove risiedette fino al 1520, si rivolse quindi a Montbenoit, dove il
papa l'aveva fatto superiore nel 1511; morì nel 1528.

Il quadro, che oltre il ritratto suo contiene la testa di un suo domestico e la figura
del suo segretario, il (piale sta scrivendo ad un tavolo, nel fondo ad architettura reca una
parte di un'iscrizione nelle parole NOSCE OPPORTUNITATEM, le (piali si spiegano come
un motto del Carondelet stesso.

E a sapersi inoltre che quest'opera insigne fu data dal governo degli Stati Uniti di
Olanda a Lord Arlington, a tempo del suo segretariato di Stato per gli affari esteri I 1660-74).
Come che una delle perle dell'Esposizione alla New Gallery, venne riconosciuta esse]- non
già un'opera di Raffaello, bensì di un eminente pittore veneziano, secondo il giudizio una-
nime dei migliori intelligenti.

Il nome di Fra Sebastian dal Piombo è quello che veniva proferito di preferenza, e
ci proverebbe una volta di più come quel pittore, giunto di fresco a Roma nel 1511 dal
natio Veneto, prima di sottomettersi all'opprimente giogo spirituale di Michelangelo avesse
avuto relazioni non dubbie con Raffaello, da poi che consta oggidì, per quasi generale
consenso, che una serie di ritratti appartenenti ai primi anni della sua dimora in Roma,
e che passano sotto il nome dell' Urbinate, sono realmente opere di Sebastiano.

Sarebbe interessante infine d'istituire un confronto fra il menzionato ritratto del Caron-
delet e quello che vedesi in una distinta opera di Fra Bartolomeo della Porta fatta per
la cattedrale di Besancon, dove si trova tuttora. In questa egli è rappresentato come
devoto in ginocchio sotto la Madonna, che apparisce in alto, seduta sulle nubi. 1

Lo scolaro noto di Raffaello, Perin del Vaga, era rappresentato in due buoni quadri,
provenienti entrambi dalla Galleria Northbrook di Londra. Quello del n. 211 corrisponde
tanto pel colorito quanto per altri rispetti con la grande tavola della Natività di Nostro
Signore, segnata e datata 1534, della collezione Cook di Richmond. Proviene in origine
da una collezione privata di Genova, quindi passò in altra col nome di Giulio Romano,
finché il possessore presente lo ridonò al suo vero autore.

Non così fece con l'altro, una Sacra Famiglia, dipinto non finito, proveniente dalla
famiglia Gregori di Foligno, attribuito a Fra Bartolomeo, ma che porta in realtà la spic-
cata impronta di un'opera di Perino.

(Continua) Costanza Jocelyn Ffoulkes.

1 Vedasi in proposito la monografia del signor
Gustavo Gruyer, intorno al frate, che fa parte della
raccolta " Les artistes célèbres „ della Librairie de

l'art di Parigi, dove la pala indicata è incisa a pa-
gina 43.
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