Archivio storico dell'arte — 7.1894

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EGIDIO CALZINI

Tra i consiglieri di Caterina Sforza durante il governo di suo figlio Ottaviano eravi
anche il ricordato Tommaso, fratello a Marco Palmezzano. 1 Così quando tre anni dopo
l'uccisione del marito, Caterina ripristinò il Consiglio dei quaranta (vecchia istituzione di
Pino Ordelafh) e fece scelta di dieci cittadini per ciascun quartiere della città, tra i rap-
presentanti il Rione San Pietro, eravi Carmignolo Palmezzano. Da ciò si appalesa che
Carmignolo non abitasse la vecchia casa de' Palmezzani, posta nel Rione di Santa Croce,
ma sibbene l'altra posta nel borgo di San Pietro (oggi Mazzini) e cioè proprio quella che
sino a qualche tempo addietro si diceva la Gasa dei Galeppini, confinante con la demolita
chiesa di San Pietro in Scotto. 2

Nel 1503 entra in scena un altro de' Palmezzani, Grianfrancesco, quegli che, con molta
astuzia, ottenne la Rocca di Schiavonia a nome di Antonio Ordelam. 3 L'anno seguente,
partito il duca Valentino, Tommaso e Carmignolo tornarono tra i consiglieri : questi per
il quartiere di San Pietro, quegli per il rione di San Valeriano che comprendeva la catte-
drale di Santa Croce, ov' è posta come dicemmo, la vecchia casa dei Palmezzani. Tommaso
che era notaio, rogò tra gli altri, l'atto solenne del giuramento fatto in San Mercuriale
nel 1505, in presenza di sei sacerdoti, e di molti nobili forlivesi, la cui lega prese il nome
di Confraternita, per serbare lo stato di cose d'allora sotto la protezione e signoria della
Chiesa:4 e l'anno seguente lo stesso Tommaso trovavasi tra i nobili di parte ghibellina
quando per volere di papa Griulio II dovettero ratificare la pace delL'anno precedente. Nel
quale anno (1505) è ricordato ancora Grianfrancesco Palmezzano che con altri nobili, tutti
ghibellini, assalì il 19 giugno il palazzo per ammazzare il capo dei conservatori, Giovanni
Morattini. 5

Certo dovett'essere uomo di lotta e dall'animo sempre agitato e fiero codesto Grian-
francesco chè anche diciotto anni dopo prese parte ad un'altra più terribile congiura contro
il conte Grirolamo Morattini, del quale i ghibellini impadronironsi ed uccisero più di sessanta
persone, tutti di parte guelfa. G E nove anni prima, nel 1514, in una fazione intesa pure
contro il medesimo conte Grirolamo capo di parte guelfa morì, secondo il Bonoli, Antonio
Palmezzano, ghibellino, padre al nostro Marco. 7 Continuano senza interruzioni le notizie
intorno ai Palmezzani, ma noi qui dobbiamo fermarci 8 bastandoci di aver provato come
il pittore nascesse da nobile e forte stirpe. Ad ogni modo pare strano come il nostro
Marco traesse origine da si animosa e irrequieta famiglia; poiché egli d'indole così mite
e per natura così tranquillo, contrasta con il carattere de' suoi antenati fieri, arditi e sempre
in mezzo a congiure e a lotte cruenti, mentre l'artista gentile e modesto si mostra estre-

1 Bonoli. voi. II. p. 257.

2 Tommaso, Marco il pittore, e gli altri fratelli
abitavano nell'antica casa paterna, quella stessa che
oggi porta il n. 39, nella via Garibaldi. Essa pre-
senta ancora qualche carattere del secolo xv. La fac-
ciata è sostenuta da due grandi archi di scarico,
sotto a ciascuno dei quali sono due altri archi con-
giungentesi sopra un capitello pensile, cioè senza
colonna. Le vecchie finestre, oggi murate, mostrano
ancora l'impronta dell'arco a sesto acuto. Il soffitto
di legno, sotto il portico della stessa casa, è anti-
chissimo, alquanto guasto e pare minacci di ca-
dere.

3 Bonolx, op. cit., voi. II, 312.

4 Ivi, voi. II, 338.

5 Ivi, voi. II, 335.

6 Ivi, voi. II, 372.

7 Da alcuni documenti che noi trovammo nel-
l'archivio notarile risulta che un Antonio Palmez-

zano viveva ancora nel 1529 (Prot. gen. n. 307, foli. 48,
78, 198).

8 Non è malagevole per chi lo desideri, seguire
le traccie di questa famiglia forse sino a'tempi no-
stri. I signori Palmezzani abitano ancora l'antica
casa del pittore. Da altri documenti che abbiamo
sott'occhio rileviamo come la famiglia Palmezzani
tenesse alcune terre a San Martino in Strada e più
precisamente alle Banzolc, a pochi chilometri dalla
Porta Ravaldino, oggi A. Saffi. Cosi sotto il giorno
27 ottobre 1G72 è la rinnovazione dell'atto per la
detta terra goduta dai Palmezzani in enfiteusi, ma
di diretto dominio della Badia di San Mercuriale.
Del 1648 troviamo un don Anton Francesco Palmez-
zani, nobile forlivese, tra i monaci di San Mercu-
riale, priore nello stesso monastero, nel 1665. Qui
però tralasciammo di fare ulteriori ricerche sulla
famiglia del pittore perchè non rispondenti al com-
pito che ci siamo prefissi,
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