Archivio storico dell'arte — 7.1894

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P. L. CALDEE

ipsum vocari istituit Castellionum, eo quod ibi antea in castris suis solebant scd<'re pa-
stores ovium. „ 1

Non così pel CASTE-VM BOLONIANI e per gli altri, dove nella spiegazione sopprime
la parola Castel io.

Confonde YOppidum Lucus, d'origine latina-arcaica od etnisca, col castello di Luco,
pure in provincia di Chieti, a destra dell'Orla, nella vallata di Caramanico, fra Piccerico,
Salle, Musellaro e Paterno, nella contrada omonima e presso il ponte detto anch'esso del
Luco, il quale mette in comunicazione la villa di San Tommaso, sorta fra questo castello
e Paterno, ed il detto Musellaro.

Tralasciando tutte le indicazioni che ci fornisce il Chronicon, basta dire che fu costruito
in tempo dell'abbate Giovanni, sul principio dell'xi secolo. " Istis nempe temporibus a Teo-
baldo, et Winiseio, filiis cuique Dodonis infra terram, et terminos possessionis iuris B. Cle-
mentis aedificata fuerunt duo Castella, Paternum videlicet et Lucus. „ 2 Queste indicazioni
corrispondono perfettamente all'ordine topografico col quale van disposti i castelli: invece
il signor critico, spostandolo di circa 7400 metri dal suo luogo, lo ritiene lungo la sponda
sinistra del fiume Aterno, presso la foce del torrente Orla, dov'è la provincia di Teramo.:ì
e lo lascia restare in quella di Chieti come nella lezione.

Su questi criteri, collo zibaldone di Antinori a fianco, svolge tutto il suo libro di
119 facciate, ma non indugia di manifestarsi fin dal principio, in cui pone Torre de' Pas-
seri alla distanza di circa due chilometri da San Clemente, mentre è notorio, che per la
strada rotabile, dal carcere presso la storica torre - - Turris-passuum - fino alla chiesa di
San Clemente, sono metri 1029,60 ; dalle ultime case sotto il palazzo marchesale sino al-
l'attuale confine di San Clemente, presso la torre campanaria, sono metri 956,50, ossia
meno di un chilometro, che poi in linea retta si ridurrebbero anche a meno di 600 o
700 metri.

So di essermi dilungato abbastanza, e se volessi rispondere pel cronista, pel Muratori
o per 1' Ughelli, uscirei certo fuori d'argomento ; giova però aggiungere che il Pausa per
la parte monumentale incita a parlare il prof. Piccirilli, 1' insegnante della scuola tecnica
di Sulmona: ma anche questi, per essere fuori di carreggiata, ha accusato il suo penti-
mento in una specie di prologo fatto alla sua " Basilica di San Clemente a Casauria -
Lettera artistica pubblicata nell'opera : Il Chronicon Casauriense e le vicende dell'insigne
monistero benedettino di San Clemente alla Pescara. Studio storico-critico di G. Pausa.
Carabba, edizione 1893.

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Non saprei però, con ciò che ha dimostrato, consigliare il Ministero della pubblica
istruzione di affidare a lui una nuova illustrazione sul monumento, dopo quella clic ho
pubblicata nell'Archivio storico dell'Arte, ottenendone una grata approvazione anche dai più
ragguardevoli scienziati stranieri.

E curioso quando questo professore consiglia agli ultimi illustratori il metodo dello
Schulz, ignorando tuttora che il chiarissimo Rohault de Fleury, dopo aver illustrato nel 1890
San Clemente a Casauria su " La Messe - - Monuments des Saints liturgiques - - „ con le
tavole di questo distintissimo archeologo, ha sentito il bisogno di ritornare sulla sua illu-
strazione nel 1891, attingendo dall'Archivio storico dell'Arte; ed ecco al riguardo ciò che
gentilmente mi scrisse 1' illustre scienziato e maestro di color che sanno :

1 Cfr. Muratori, op. cit., p. 834 C.
'l Ivi, p. 838 B.

3 Cfr. G. Pansa, op. cit., p. 104.
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