Archivio storico dell'arte — 7.1894

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CRONACA ARTISTICA ( 'ONTKM PORAXKA

i personaggi elio vediamo dipinti hanno toga, o
pretesta, 0 pallio alla romana, presentano propor-
zioni ossequenti alle leggi della prospettiva lineare,
e valori e toni in accordo con le norme della pro-
spettiva aerea, ma non hanno alcuna individualità,
son frettolose riproduzioni di modelli e di pochi
modelli per giunta. Tanto è vero che la figura del
console Levino, colui che per rifornire di ciurma
le navi e proseguire la guerra contro Filippo in-
disse la resturazione dell'erario per moto sponta-
neo, tosto propagatosi dai magistrati supremi, ai
cavalieri, alla plebe, — la figura del console Levino,
dico, è precisamente quella dello scriba che riceve
e registra i doni. Scarsissima è la varietà nelle
altre tìsonomie ; ma la maggior prova di quanto
asserivo è nella straordinaria monotonia del colo-
rito delle carni. Il gruppo di schiavi che, a destra
sul davanti, trasporta in copia le oblazioni, è tutto
d'un colore, come se ciascuno di essi fosse l'ima-
gine dell'altro. Nè si diversifica gran fatto dalla
loro la carnagione dei tesorieri e dei senatori ; anzi,
fra tanti personaggi, ve n' è solo uno biondo, una
donna in secondo piano, che depone un monile.
Nè si alleghi a scusa che in quella remota epoca,
non essendo ancora avvenute le invasioni dei Cim-
bri e dei Teutoni, nella razza romana il biondo
poteva solo apparire per eccezione. Ammetto ciò
senza discutere, ma non ammetto che senatori e
plebei fossero tutti bruni a un modo, e non am-
metto poi che, in uno stesso individuo, le varie
parti offrissero così poca varietà di colorito.

La identica censura va fatta per il disegno.
Evidentemente l'autore non ha concepito nessun
carattere da esprimere, epperò ogni suo personag-
gio ha certe forme sommarie, certa robustezza, certa
statura, come se la popolazione di Roma uscisse
da unico stampo.

Ho detto che in questo splendido quadro manca
l'uomo, e invero vediamo come lo Sciuti ha imma-
ginata la composizione : in primo piano sono i se-
natori, gli scriba e gli schiavi che trasportano le
offerte ; gli oblatori, gli agitati dal sacro furore
patriottico sono accalcati in fondo, trascurati nella
fattura, insignificanti nell' espressione. Or io non
nego all'artista la libertà di guardar la grandiosa
scena dal lato che più gli piace; credo però che.
essendo protagonista la folla, le si poteva dare
anche il breve spazio concessole in questo quadro,
ma bisognava almeno infonderle passione e far-
gliela rivelare, e fargliela comunicare a chi guarda
il dipinto. Non consiglio la trattazione episodica
anziché quella d'insieme, purché l'autore tragga
il necessario effetto.

Così coni' è il quadro dello Sciuti, opera magi-
strale ed animosa, piuttosto che Restaiiratio aerarli
dovrebbe intitolarsi Registrazione dei doni, poiché
i principali attori, meglio anzi l'intera azione con-
siste nella parte ufficiale dell'avvenimento storico,
piuttosto che nell'avvenimento medesimo.

Urirl.

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Domenico Gnoli, Direttore responsabile

Roma - Tip. dell'Unione Cooperativa Editrice, via di Porta Salaria, 2ì5-a.
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