Archivio storico dell'arte — 7.1894

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LE OPERE MINORI DI BENOZZO GOZZOLI

A. PISA

'opera del Camposanto pisano, bene a ragione detta dal Vasari
" terribilissima e tale che avrebbe fatto paura a una legione
di pittori, „ non solo fu da Benozzo Gozzoli fatta tutta e con-
dotta a compimento con l'aiuto di pochi assistenti, ma gli
permise anche di attendere ad altri lavori, alcuni dei quali
molto importanti, e degni in tutto del grande pittore fiorentino.

La sua permanenza a Pisa è oggi stabilita per docu-
menti, in modo da non lasciar più dubbi di sorta. Vi arrivò
i nel 1468 per gli affreschi del Camposanto, e il 9 gennaio dello
I' stesso anno (stile pisano) ebbe lire 45, in fiorini otto larghi,
e soldi 4 in moneta, " e sono per chaparra di certe storie de' dipingniere in canpo santo
seguitando al principio del mondo. „ 1

A di 3 di maggio del 1469 (stile pisano) torna a Firenze " per la brigata sua, „ e il
14 dello stesso mese l'Opera paga alla moglie di Iacopo di ser Tommaso da Canapiglia
lire 22, soldi 8, in fiorini 4 larghi, " per parte di pigione di casa dov' elfi sta. „ 2

Il 6 di settembre del 1470 prende della cera per far onore a Lese, suo padre, e il
5 ottobre l'Opera paga le spese per il monumento " dove si misse il padre di Benozzo. „ 3
Nel 1473 compra una casa " da quelli di Trip alle ; „ 4 nel 1480 per fuggire la morìa va
a Legoli, ove dipinge, a un crocevia, un tabernacolo con la Crocifissione, la Vergine col
Figlio e vari Santi, e l'Annunziazione, e finalmente nel 1485 dà terminate le storie del
Camposanto.

Ma ad altre opere di minor conto, oltre alle pitture in tavola, di cui appunto inten-
diamo ora occuparci, e che chiamiamo di minor conto in rispetto soltanto dell' altro ter-
ribilissimo lavoro, attese egli durante la sua lunga permanenza a Pisa. Nel 1472 lo sap-
piamo infatti a dipingere una bandiera " che non gostò nulla; „ e Bernardo, fratello di
maestro Benozzo, 1' aiutò un dì a dipingerne altre fatte di nuovo, una delle quali, per la
cupola, aveva la Nostra Donna col Bambino in collo, l'altra, che doveva andare dinanzi
alla " faccia reale, „ l'Assunzione.5 Nel 1482 dipinse una cassa, entro la quale si doveva riporre
la cera offerta in duomo, secondo l'uso, dai cittadini pisani per la festa dell'Assunta, 6
del qual lavoro egualmente il nostro pittore " non ne volse nulla ; ,,7 nel 1489 due ban-
diere, in una delle quali colorì la Nostra Donna, e nell' altra il giglio ; e finalmente,

1 Arch. del Capitolo. Filza A, c. 221. 5 Arch. dell'Opera. Ricordanze, c. 83, 107 t.

2 Arch. dell'Opera. Ricordanze 2, c. 22 t. 6 Tanfani, Provìncia di Pisa, 1882, n. 17.

Id. Id. c. 58 7 Arch. dell'Opera. Entrata e uscita 17, c. 801.

Id. Id. c. 116.

Archivio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. TV. 1
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