Archivio storico dell'arte — 7.1894

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IGINO BENVENUTO SUPINO

Cinganoli] ebbe '200 pezzi d'oro " per un quadro di San Tommaso d'Aquino, per dorare
la cornice d* esso et la predella, „ 1 e questo il 4 di giugno, ed il 14 dello stesso mese
Benedetto Petroni, pittore, ebbe 100 pezzi d' oro per le predelle del detto quadro. 2 Nei
Bicordi lasciatici dall'operaio Curzio Ceuli leggiamo a proposito di questo dipinto: "Ri-
cordo come questo prexente anno 1630 To Curtio Ceuli Operaio ho fatto accomodare ne li
pilastri della nave grande tutti dui li quadri grandi l'uno di Santo Tommaso d'Aquino,
et l'altro di Santo Girolamo et altre figure; quello di Santo Tommaso è di mano di Benozzo,
vecchio già di 160 anni, et era una figura eh' haveva fatto fare la casa delli Scorni, però
ci è un'armetta dentro . . . „ 3 II Da Morrona, che vide la tavola nel Duomo, la giudicò con
1' abituale leggerezza : " toltone la secchezza, scrive egli, e la scelta infelice, soliti difetti
delle pitture di quei tempi, fu considerato questo lavoro tanto dal Borghini, quanto dal-
l'aretino maestro uno dei migliori, e dei più finiti, che facesse Benozzo, e lo è di fatto anche
adesso che dell'esser suo primiero è scemo. „ 4

Comunque, è davvero da deplorarsi che i Francesi nel 1813 lo togliessero dal Duomo
per portarlo al Louvre, ove attualmente si trova.

V.

Di un altro quadro del nostro artista s'ignora la sorte : quello ch'ei fece per la chiesa
della Spina, di cui non rimane che il ricordo nei libri di amministrazione. Sappiamo in-
fatti che per quella chiesa dipinse un tabernacolo della Madonna,5 e noi abbiamo trovato
tra le carte sciolte dell'archivio Rondoni un fascicolo di entrata e uscita del 1486, messo
erroneamente sotto 1' indicazione della chiesa di San Frediano, mentre, come può leggersi
in fondo, si riferisce invece alla chiesa della Spina ; 6 ove sono le seguenti partite :

A dì vii di dicembre, a maestro Benozzo dipintore, per parte di suo lavoro,

lire iiij e soldi xvin

A dì dicto (xiiij di genaio) a maestro Benozzo per parte di suo lavoro. . lire iiij

come appare al suo conto cioè.....

A dì dicto (xxvn di genaio) a maestro Benozzo dipintore, per resto di sua dipintura,

lire vii e soldi x in u some di vino, e lire viu e soldi vi contanti.
In tutto lire xv e soldi xvi cioè.............lire 15, soldi 16

Di fianco si legge :

Vino. E al facilino portò l'angiulo...............soldi tre

Pare dunque si trattasse di un quadro composto di varie parti, se il facchino portò
quella dov'era dipinto solo un angiolo, dalla bottega di Benozzo alla chiesa della Spina;
ma non c'è stato possibile trovare altre notizie, quindi non sappiamo nè possiamo dir nulla
di più intorno a questo lavoro.

1 Archivio del Capitolo, filza L, c. 632.

2 Ibidem.

3 Arch. della Primiziale. Campione Rosso A.

* Da Morrona, Pisa illustrata, voi. I, pag. 304.

5 Tanfani, Santa Maria di Ponte Nuovo. Docu-
mento XXIII, pag. 214. Nella filza intitolata Con-
tratto dell' Opera della Spina (A. S. R., filza 2212)
sono alcuni inventari delle cose esistenti nella chiesa,
fatti in tempi diversi. In essi, fra le altre cose, si
trova notato uno baldacchino di tavole dipinto sopra
Vaitar grande. Se tale baldacchino era, come crediamo.

il tabernacolo che fu colorito da Benozzo, questo
sarebbe andato perduto dopo il 6 settembre 1696
(stile pisano), avendo tale data 1' ultimo inventario
nel quale è ricordato quel baldacchino. (Tanfani, loco
citato, pag. 112, nota 2).

G Noi Federicho di Piero di Ghuiduccino, e Fran-
cesco di Pietro de le Vecchie, citadini pisani, eletti
e deputati a veder le ragioni e elioliti di entrata e
uscita di Lionardo, Operaio di Santa Maria del
Ponte Nuovo, a Pisa, ecc.
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