Archivio storico dell'arte — 7.1894

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COSTANZA JOCELYN FFOULKES

degli Uffìzi (dove Morelli riconosce la mano di de Predis) colà esposto come imagine di
Gio. Galeazzo Sforza, dipinta da Antonio, fratello di Piero Pollajuolo, se non che le deno-
minazioni di entrambi i quadri sono lungi dalla verità. Sono entrambi svisati dai ristauri,
dalle vernici, dalla polvere. Ripristinati debitamente si può credere rivelerebbero il loro
autore ad evidenza.

Da Ambrogio de Predis passiamo a Bernardino de' Conti eli Pavia, del quale ignoriamo
completamente la storia, ma lo sviluppo artistico del quale viene in certo modo a manife-
starsi in un discreto numero di opere per lo più firmate e datate. Quelle della sua età
giovanile risentono l'influenza del Foppa e del suo allievo Civerchio ; nella prima metà
del xvi secolo comincia a modificarsi e a tener dietro al genere di Leonardo e del de
Predis : l'influenza di quest'ultima è maggiormente sentita nei suoi ritratti. Quel sim-
patico profilo di gentildonna milanese (n. 260) prestato dal signor Morrison ne è un esempio,
e può essere classificato con vari altri che si trovano a Varallo (Galleria), a Torino (marchese
d'Angrogna), e a Milano (collezione Vittadini). Il portamento della testa è molto fino, benché
un po' sciupato. Il rimanente della figura tende al tozzo ; il fondo oscuro è stato sfre-
gato, a segno da lasciar trasparire qua e là l'imprimitura rossa della tavola.

Nella New Gallery il ritratto fu esposto col nome del Boltraffio, artista che non vuol
essere confuso con Bernardino, mentre nella collezione dei conti Castelbarco di Milano veniva
attribuito a Leonardo da Vinci. Il concetto dell'opera in genere, le pallide tinte delle carni
ed ogni particolare nel disegno parlano di Bernardino, e a persuadercene viepiù basti con-
frontare questo ritratto con quello firmato, di proprietà del signor Giovanni Battista Vit-
tadini, il quale, come ebbe giustamente ad osservare il suo possessore, ci si presenterebbe
quasi per un riscontro al precedente, se il profilo non fosse tenuto nella stessa direzione
dell'effigie femminile (fig. lla e 12a). 1

Più dubbio è l'autore di un altro ritratto, che viene attribuito al Bramantino (di pro-
prietà Captain Holford, n. 253), la cui paternità è ancora un problema da risolvere. Il
modellato fiacco delle mani, delle braccia e del vestito sono in perfetta contraddizione colla
potente vitalità della testa. Sul catalogo troviamo la data 1520, quantunque sul cartellino
pare di leggere 1512. Il dipinto tuttavia si direbbe di tempo anteriore, vale a dire presu-
mibilmente dell'ultimo decennio del xv secolo. Quanto ai nomi d' autore fin qui proposti
non ve n' è alcuno che riesca a persuaderci. Quello del Bramantino vuol essere respinto
dal momento che il ritratto non porge alcuna somiglianza colLe opere di lui nel Milanese;
nè si saprebbe additare d'altronde alcun ritratto di lui, per cui una simile denominazione
avesse a trovarsi giustificata.

E egualmente impossibile che sia stato eseguito da quel camaleontico pittore del Bar-
tolomeo Veneto al quale in questi ultimi tempi fu attribuita la creazione di tele le più dispa-
rate. Il suo quadro firmato si potè da tutti osservare nella National Gallery e non ha alcun
rapporto col suaccennato. Alcuni poi vogliono che sia una copia ; ma, chi osservi la vita e
l'energia d'espressione della testa, non può essere di questo parere; nè si saprebbe aggiudi-
care ad Andrea Solario, la cui maniera di modellare è affatto diversa dai procedimenti
tenuti in questo ritratto. Che sia opera delia fresca età di un pittore lombardo ci pare
certo ; e non è da negare che sia stato un artista spiritoso ed efficace. Non avendo visto
il ritratto della Galleria Torlonia a Roma, che si dice avere una grande somiglianza con
questo, non osiamo asserire che sia della stessa mano ; ma anche quello è un quadro di
autore sconosciuto: nel catalogo Torlonia è citato come opera di Holbein (n. 69)!

La New Gallery presentava un bellissimo quadro del Solario, anteriore alla sua opera
leonardesca : rappresenta la Madonna in un paesaggio, che adora il Bambino, con Angeli

1 II ritratto maschile, d'ignoto distinto perso- a piene lettere in caratteri romani nel modo se-
naggio, forse appartenente al seguito di re Carlo Vili, guente : BNAKDINUS DE COMITE DE MLO PINXIT
da poiché il quadro proviene dalla Trancia, è segnato 1500 DIE IV N0VBER.
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