Archivio storico dell'arte — 7.1894

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LE ESPOSIZIONI D'ARTE ITALIANA A LONDRA

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individualità. Non v' ha a dubitare che appartenga a quel gruppo di attraenti ed efficaci
ritratti i quali sono da attribuire ai primi anni che il pittore passò a Roma, immediata-
mente dopo la sua partenza da Venezia, cioè fra il 1510 e 1513. Fra questi sono da
nominare la " Dorotea „ della Galleria di Berlino, un ritratto maschile nella Galleria
Scarpa alla Motta del Friuli, la sedicente " Fornarina „ della Tribuna della Galleria degli
Uffizi, e il " Suonatore di violino „ , già della Galleria Sciarra. Non è a dubitare poi che
codesto ritratto di Londra rappresenti proprio l'arcidiacono di Besancon, perchè tiene in
mano una lettera indirizzatagli dall' Imperatore come segue :

Honorabilj devoto no
bis dilecto Ferrico Ca
rodelet. Archidiacono
Bisuntino Consiliario
Et Commissario suo
In Urbi.

Della dignità onde fu investito questo personaggio abbiamo fatto cenno anteriormente;
anche del suo fratello Giovanni abbiamo due ritratti autentici, uno nella Galleria del Louvre
nell'età di 48 anni; l'altro, dov'è rappresentato nella sua vecchiezza, nella Galleria di Monaco.

Quanto a Ferry, apparisce evidente, che trovandosi egli a Roma, dal 1510 al 1512, in
qualità di Commissario dell' Imperatore presso la Curia Romana, si fosse fatto ritrarre in
quegli anni dal pittore veneto che soggiornava nella stessa città. L'attribuzione del quadro
a Raffaello non è nè più nè meno di un'assurdità. Nè è meno certo, che della somiglianza
di composizione fra codesto ritratto e quello di papa Leone X di mano dell' Urbinate
nel Palazzo Pitti, il veneziano non va debitore a nessuno, dappoiché il ritratto del Ca-
rondelet fu anteriore di parecchi anni a quello di papa Leone. Dopo il 1512 Sebastiano
strinse amicizia con Michelangelo, e da quel tempo in poi il suo fare si avvicinò
sempre più a quello del fiorentino. Al principio di questo suo secondo periodo romano
è da attribuire la nobile Madonna della collezione Northbrook, cosa veramente stupenda
nel grandioso suo disegno e nella composizione largamente pensata. Interessante inoltre
vi è la fusione, per così dire, dell'elemento veneziano col michelangiolesco, perchè, mentre
nella Madonna e nel Bambino, nel San Giovanni Battista e San Giuseppe, uno si accorge
della predilezione di Sebastiano per i tipi e pel disegno del fiorentino, nel ritratto del
devoto si mostra di nuovo affatto giorgionesco nel modo di sentire e di eseguire.

Un numero solo porta il nome di Tiziano ; è questa la Madonna col Bambino (Bur-
lington House, n. 110) appartenente agli ultimi anni del pittore. Anteriormente nella col-
lezione Dudley, fu veduto quivi dal senatore Morelli, che lo considerava quale opera di
alto valore. Alla vendita di codesta celebre raccolta, passava, insieme alla " Crocifissione „
di Raffaello, e di altre opere di gran pregio, nella scelta collezione del signor Mond.

Uno splendido esemplare del trevigiano Paris Bordone è la " Disputa di Gesù fra i
dottori „ : a sinistra, nella base di una colonna, il pittore segnò il proprio nome : Bordonus.
Un'accurata descrizione di codesta pittura fu pubblicata in un discorso intorno a Paris Bor-
done letto nel 1831 agli alunni dell'Accademia di belle arti a Venezia, da Giuseppe Bianchetti.
A quell'epoca il quadro si trovava in possesso di un signor Sivry che aveva comprato
la Galleria intera del conte Tiepolo ; più tardi il Bordone fu venduto all'estero e dopo
essere passato per diverse collezioni private d'Inghilterra venne ultimamente fra le mani
del dottor Richter che lo possiede tuttora.

Anche Leandro Bassano si trovava rappresentato in un buon esempio di un'Adora-
zione de' Pastori, n. 111.

Quanto ai due quadri di Bernardo Belotto, possono essere annoverati fra i suoi capo-
lavori; il sole risplende proprio in codeste pitture, e neppure nella Galleria di Dresda,
dove sono riuniti tanti suoi lavori di quell'epoca, si trovano opere da paragonare con
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