Archivio storico dell'arte — 7.1894

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EGIDIO CALZINI

chiata all'Annunziata dell'Antoniasso che si trova sotto il nome del Francia in Laterano,
per vedere la stretta colleganza tra Palmezzano e Antoniasso; così si chiarisce la parentela
col Santi d'Urbino se, come intermediario tra tutti questi, fu il Melozzo „ il quale, come
è noto, fu a Urbino che conobbe Giovanni Santi, quando dal 1474 al 1476 vi lavorò per il
valoroso Federico da Montefeltro. Noi, lasciando inalterato questo giudizio del dotto critico,
vogliamo qui completarlo per ciò che si riferisce a questa tavola, sempre conforme al suo
parere. Egli dunque distingue nel nostro pittore colorito veneziano, come in altri suoi
lavori, e più giambellineschi di quanto lascerebbe supporre la scuola di Melozzo : maniera
umbra nel paesaggio, e cioè campagna e monti verdi, cielo luminosissimo, pianticelle
sparse, ecc. Mostra quindi, sempre secondo lo Schmarsow, anche l'influenza della scuola
romana e veneziana, poiché dall'esame accurato e particolare del detto quadro, tenendo
conto anche dell' iscrizione che sembrerebbe volesse indicare più pittori, si può con molta
probabilità dubitare ch'esso sia stato eseguito in compagnia d'altro artista forlivese. 1

Una terza tavola ammirasi a Brera, al n. 178, anch'essa di carattere umbro (tav. VI).
E la Vergine incoronata dal Redentore, con due Santi monaci in basso, e due angeli, supe-
riormente, ai lati del trono, che suonano il liuto. Le due principali figure stanno sedute
sul secondo gradino di un palco o trono, con nicchia, di stile classico, e ornamentazioni
semplici, minute. I santi a mani giunte stanno inginocchiati nella parte inferiore; un d'essi,
San Romualdo, ha una lunga e bianca barba, e indossa una tunica con cappuccio simil-
mente bianchi; in mezzo a loro sono due libri, dei quali uno è aperto. Sotto il San Fran-
cesco è un polizzino, in parte scancellato nel quale leggesi: palmizano da Forlij. s. fecit...
L'atto solenne, il momento serio e festivo a un tempo, danno alla composizione il carattere
solito del Quattrocento ; le figure un po' rigide ma non senza espressione e nobiltà, buone
pel disegno, alquanto forti negli occhietti delle pieghe, ma ben disposte e grandiose, pare
che derivino dal Melozzo. L'epoca deve avvicinarsi a quella della morte del maestro (1494)
o è di poco posteriore. La tavola proviene dalla chiesa de' MM. Osservanti, presso Coti-
gnola,2 e misura 1.63 X 0.86.

VI.

Due sole pitture a fresco ci lasciò il Palmezzano : la più antica è quella trasportata
sulla tela fin dal 1865, e d'allora trasferita nella Pinacoteca. Con figure grandi al vero,
il maestro vi rappresentò Cristo in croce, con ai piedi la Maddalena, a destra la Vergine e
San Francesco d'Assisi, ed a sinistra San Giovanni e Santa Rosa, e non Sant'Antonio, come
dissero tutti gli altri, il Reggiani, il Casali, il Milanesi, ecc. Le figure sono disposte sotto
un grand'arco, stile Quattrocento; corrette nel disegno, ma non senza una certa durezza
e angolosità nei loro ben proporzionati contorni; nel tono delle carni, piuttosto acceso,
distinguonsi un forte giallo-rosso ed un brunastro per le ombre. La Maddalena, già molto
deperita, oggi è rovinata affatto pel recente restauro. Le quattro figure ai lati della Croce
hanno del peruginesco nel complesso e nelle forme; testine piuttosto piccole, notevoli per
la dolcezza e per la caratteristica loro espressione.

In basso, in carattere stampatello grande, prima del trasporto della tela leggevansi
ancora le parole, ora illeggibili affatto, di Marcus Palmizanus fecit e la data MCCCCLXXXXV.
Così almeno lasciò scritto il pittore Reggiani nel 1838, quando si pensava di salvare l'af-

1 Schmarsow, op. cit., p. 283. — Fuori del Melozzo,
chi potrebbe essere quest'altro artista forlivese?
Quanto alla iscrizione errata, noi non sappiamo, a
dirla schietta, dedurre che questo, e cioè, che se il
Palmezzano era buon pittore del suo tempo, non
era, a quel che pare, buon conoscitore della lingua
latina.

2 Catalogo della regia Pinacoteca di Milano, 1892,
p. 63. — Giorgio Viviano Marchesi, in Vitae Viror.
Must, forol., 1726, p. 257, dice che nella stessa chiesa
di Cotignola vedevasi un'altra tavoletta del Palmez-
zano : la Decollazione di San Giovanni. Noi non l'ab-
biamo veduta, nè sappiamo ove sia oggi, nè se ve-
ramente vi esistesse.
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