Archivio storico dell'arte — 7.1894

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CAPOLAVORO NUOVAMENTE ILLUSTRATO

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Come poi nella natura nulla procede a salti, ma gradatamente, noi vediamo anche
presso gli artisti maturarsi a poco a poco i loro concetti. Così, come noi troviamo per
parte del Correggio lo stupendo motivo dell'Adorazione del Bambino, qual' è immortalato
nel suo quadretto noto, della Tribuna degli Uffizi, già rappresentato in uno stadio ante-
riore nell'altra pur mirabile Adorazione, da pochi anni in qua rivelataci mercè la sagacia
del Morelli nella tavola appartenente al cav. Crespi, già citata, in egual modo alla pala
della Madonna' della Scodella il pittore preludiò fin da quando una diecina di anni prima
ebbe a dipingere per una chiesa del suo paese quella tela del Riposo nella fuga in Egitto,
la quale per una serie di vicende vedesi ora parimenti collocata nella Tribuna fiorentina.

Mentre si sa che l'opera di che ci siamo occupati è sempre stata considerata per uno
dei capolavori dell'autore, è strano che il Vasari nelle sue vite non ne faccia menzione.
Eppure si sa ch'egli fu ripetutamente a Parma, e che insieme alla cupola di San Giovanni
vi loda la Pietà e la Madonna del San Girolamo in Galleria, nonché l'Annunciazione
dei Zoccolanti, ora pure trasportata in Pinacoteca. Comunque sia, egli si mostra grande
estimatore dell'artista e valgon ben anche per la Madonna della Scodella gli elogi ch'egli
fa del suo magistero nei termini seguenti: " Tengasi pur per certo, che nessuno meglio
di lui toccò colori, nè con maggior vaghezza o con più rilievo alcun artefice dipinse
meglio di lui: tanta era la morbidezza delle carni ch'egli faceva e la grazia con che e'finiva
i suoi lavori. „

Se a queste poche parole si è riesciti di aggiungere una buona riproduzione grafica
dell'opera, lo si deve essenzialmente alla perfezione tecnica dell'esperto fotografo, il quale
ha saputo ottenere un nuovo successo nella sua arte, quello cioè a dire di raggiungere
un effetto ben equilibrato fra l'opera di rilievo della cornice e quella della pittura, che
consiste in sè in una pura finzione. E bensì evidente che questo equilibrio viene favorito
notevolmente dalle qualità del pittore, dappoiché a tutti sia noto com'egli non fosse
secondo a nessuno nella facoltà di dare rilievo alle sue figure. Qui poi l'illusione è portata
al colmo, potendosi facilmente credere che di sotto l'arco della cornice noi spaziamo al-
l'aperto e vi vediamo una scena reale, dal piano anteriore, occupato dalla Sacra Famiglia,
fino a quello più remoto dell'angelo che vedesi intento a legare l'asinelio ad un tronco.

Gustavo Fjrizzoni.

Madonna della Scodella ne vengono citate due : una
di Bernardino Gatti, noto seguace del Correggio, nella
chiesa di Sant'Angelo a Cremona ; l'altra di Anni-

bale Caracci, eli e si trovava nella raccolta di casa
Farnese.
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