Archivio storico dell'arte — 7.1894

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MISCELLANEA

1° febbraio 1894.

" Conservazione e restauro dei monumenti. —
Regione III. Veneto.

" Venezia. — Il cav. GK B. Bressanin, morto
nel diceml)re 1892, lasciò per testamento al mu-
nicipio di Venezia la Scola dei Caleglieri (calzolai)
edifizio del secolo xv assai pregevole per la storia
e per l'arte, colla condizione risolutiva di demo-
lirla entro tre anni dalla sua morte per ampliare il
Campo San Toma, e di conservarne nel Museo Civico
la porta, di stile lombardesco, adorna di un basso-
rilievo, di grande valore artistico, rappresentante
San Marco che risana Ariano feritosi colla lesina.

Ma l'Ufficio per la conservazione dei monumenti
del Veneto, considerando che la Scola dei Cale-
gheri è la sola delle antiche scuole d'arti e me-
stieri che rimanga, almeno all'esterno, intatta, fece
pratiche perchè il municipio ottenesse dagli eredi
del cav. Bressanin la rinuncia ad una condizione
dannosa dell'arte, e non giustificabile nemmeno col
pretesto dell'igiene, perchè il campo di San Toma
è vasto e abbastanza aerato. Le pratiche suddette
sortirono l'esito desiderato e il pregevole edifizio,
che ci offre una delle memorie caratteristiche della
vita veneziana, sarà conservato agli studiosi.

Non c'è che da far plauso sinceramente alla
deliberazione presa mercè l'illuminato intervento
dell'Ufficio regionale per le provincie venete. È
quella modesta Scuola che dà un' impronta spe-
ciale al campo di San Tomà, situato nei pressi
della monumentale chiesa dei Frari, e sarebbe stato
rincrescevole davvero che avesse dovuto cedere al
piccone demolitore senza un reale bisogno.

Quanto al pregevole bassorilievo di che si fa
parola nel Bollettino, esso è una grata espressione
di quell' ingenua vena narrativa per cui si distingue
l'arte veneta del Quattrocento (fig. 2a) e ci richiama
altra composizione di quel tempo e di quella scuola,
rappresentante certamente lo stesso soggetto del
miracolo di San Marco. Consiste in uno schizzo
a penna attribuito alla Scuola veneziana intorno
al 1470, che appartiene al Gabinetto delle stampe
del Museo di Berlino. Le ciabatte che vi si ve-
dono appese sotto il soffitto dell'ambiente, l'atto
di colui che prende per mano il dolente seduto in
presenza degli astanti stupefatti attestano trattarsi
dello stesso episodio. (Vedasi in proposito l'unita
figura 3a).

8 febbraio 1894.
" Modena - B. Galleria Estense. — Il conte Al-
berto Grandini ha donato a quella Galleria quattro

tavolette del secolo xv, da lui possedute, d'ignoto
pittore, seguace dei fratelli Agnolo e Bartolomeo
degli Erri. Il Ministero ha accettato il dono del
gentiluomo modenese, il quale con larghezza di
animo e col sentimento che guida gli eruditi a
mettere a pubblico profitto i documenti della storia,
ha dato esempio degno d'imitazione. „

In altro numero del Bollettino viene avvertito
che il dott. Emilio Diena ha dato in deposito due ta-
volette, la cui maniera si riconnette con la predella
del polittico dei fratelli Erri.

E noto, a proposito, eh' è oramai esaudito il de-
siderio degli amatori e degli studiosi di vedere
rimesse alla luce del sole le opere appartenenti
alla Galleria Estense di Modena, da tanti anni
chiuse in locali provvisori, essendo stato compito
il lavoro attinente alle nuove sale appositamente
costruite per accogliervi la Galleria e il Meda-
gliere. Il cav. Giulio Cantalamessa, al quale fu
affidato l'incarico del riordinamento delle raccolte,
vi attese con ogni alacrità, attirando così le sim-
patie di parecchi privati a favore di quell'Istituto.

Infatti oltre ai doni e depositi già segnalati i
Bollettini più recenti ne annunciano altri nei ter-
mini seguenti:

Il conte Alb. Gandini di Modena ha voluto ge-
nerosamente aggiungere ai precedenti doni da lui
fatti alla Galleria Estense due dipinti, uno su ta-
vola, rappresentante la Vergine col Bambino, tem-
pera del secolo xiv attribuite a Fra Barnaba da
Modena, l'altro rappresentante un paesaggio, opera
dello Zuccarelli.

La stessa Galleria è stata favorita del deposito
di una Madonna di Domenico Panetti, proprietà
del signor Cesare Giorgi e del dono di quattro di-
pinti ad olio di singolare pregio per parte del conte
Luigi Valclrighi.

In fine apprendiamo eh' è entrata in possesso
di un busto di gentiluomo del noto plasticatore
Frane. Begarelli, cedutole dal IL Istituto di belle arti.

" Venezia - BB. Gallerie e Musei. — Il sig. ca-
valiere Valentino Panciera-Besarel, con generoso
pensiero ha donato a quelle RR. Gallerie un busto
di Andrea Brustolon da collocarsi nella sala VII,
ove si conservano le sculture di quel grande inta-
gliatore. „

lo febbraio 1894.
" Bologna - B. Pinacoteca. - Si è disposto per
l'acquisto di ima pregevole pittura di Lippo Dal-
masio, rappresentante l'Incoronamento della Ver-
gine.
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