Archivio storico dell'arte — 7.1894

Seite: 315
DOI Heft: 10.11588/diglit.19206.29
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19206.36
DOI Seite: 10.11588/diglit.19206#0358
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1894/0358
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
MISCELLANEA

315

Grandioso dipinto a fresco di Bernardino
de' Rossi. — Di peculiare importanza in arte è il
rinvenimento, avvenuto nel febbraio ultimo scorso,
di una intera facciata a buon fresco, del 1511, pas-
sata fin qui inosservata, ed esistente in ottime con-
dizioni nella chiesa di Vigano Certosino presso Gag-
giano milanese.

È opera accertata dell' insigne pittore paveso
Bernardino de' Rossi, e così furono descritte quelle
pitture nel giornale La Perseveranza del 16 detto
mese :

Consta la facciata di Vigano Certosino di un
corpo centrale a due pioventi delimitato da pila-
stri quadrangolari e tutto quanto ricoperto, coi
pilastri stessi, di pitture a fresco ; intonacati per
intero di calce e solo abbelliti da finestre circolari
polilobate, malamente imbiancate anch' esse, ap-
paiono invece i due corpi laterali rispondenti alle
due navate della chiesa.

Un bel rosone, polilobato esso pure nell'orlo
interno e circondato da una vaga fascia, rimasta
intatta, di terraglia smaltata a colori, con rosette
e fogliami di vago effetto, adorna parimente il
corpo di mezzo della chiesa, ed è intorno a quel
rosone che si dispongono con molto garbo e squi-
sita leggiadria le preziose pitture rimasteci di Ber-
nardino de'Rossi.

Il rosone centrale rimane infatti racchiuso, per
così dire, in una specie d'attico dipinto con arcuate
fettuccie ai lati, sulle cui rosette terminali posano
due angeli, giunte le mani in orazione e dalle va-
riopinte ali spiegate. Altri due angeletti, di mi-
nori dimensioni ma vaghissimi essi pure di dise-
gno e colorito, volano loro vicino nello spazio fra
l'attico di mezzo e i pilastri, facendo corona alla
figura maestosa del Dio Padre benedicente, che
sorretto da altri due angeli, tiene il posto di mezzo
della cuspide della facciata.

Il cornicione di terracotta dei due pioventi non
disturba ivi per nulla quella festa di colori vivaci
giacche con beli' artificio venne dipinto alla sua
volta, con tinte smorzate, portando ogni mensolina
di quel cornicione sulla fronte un disegno a rombo
colorito.

Da una parte e dall'altra del rosone centrale
figurano altri due attici minori con fondo rossastro
su cui spiccano dischetti ornamentali, e terminano
entrambi con aggraziata curva in una specie di pi-
lastrino coronato da una testa di angioletto alata.
Sotto ad essi figurano in un tondino i motti, in bei
caratteri del Rinascimento, di CAR. a sinistra e

GRA. a destra, e cioè di Carthusia gratiarum, quale
amavano i certosini di Pavia designare il loro
tempio.

Nelle nicchie con archi a pieno centro di questi
due attici laterali veggonsi, a sinistra dell'osser-
vatore l'Angelo, portante fra mani un mistico ra-
moscello d'olivo, e a destra la Nunziata.

Entrambe queste figure costituiscono la parte
di maggior garbo del grandioso affresco, e l'angelo
in ispecial modo, per la compostezza dell'atteggia-
mento, l'espressione del viso e la intonazione ge-
nerale del dipinto riesce veramente mirabile. Porta
sul capo una corona di rose, ha l'ali variopinte ed
una tunica giallastra dalle maniche verdi. Come si
vede, il pittore non difettava di una ricca gamma
di tinte, ma seppe armonizzarle così sapientemente
da riescire ancor oggi l'affresco, nonostante i guasti
del tempo, di grande evidenza e bellezza.

Anche la Vergine Annunziata si appalesa egre-
giamente disegnata e dipinta, con una sopraveste
di color rosa pallido a risvolti verdastri, e un ben
studiato impasto generale di tinte e colori.

Fra queste due nicchie laterali scorgesi sotto
il rosone di mezzo un'incorniciatura con trabea-
zioni d'un color sanguigno, e vi campeggiano ivi
tre dischetti, portanti, quello di mezzo, in tinte di
un giallo dorato, l'effigie di Giov. Galeazzo Vi-
sconti dal caratteristico pizzo a punta, e le due
laterali, aventi un fondo nerastro, due targhette a
testa di cavallo colla consueta leggenda, in carat-
teri abbreviati, di CAR. GRA.

Come doveva spiccare un giorno artisticamente
in mezzo a quella gaia festa di colori la porta
della chiesa, vuoi a sesto acuto, come sarebbe da
arguirsi dalle traccie esistenti, vuoi rettangolare,
ma con quelle parche e ben studiate modanature
del Rinascimento che si accordavano tanto bene
colle decorazioni pittoriche !

Sgraziatamente, la porta attuale non è eviden-
temente che un rifacimento d'altra porta preesi-
stente; essa appar risalire verso i primi anni del
xviii secolo, e risente dell'aridità e pochezza arti-
stica di quell'epoca. E fiancheggiata però ancora
dagli originari dipinti a fresco posti sotto le due
nicchie di cui facemmo menzione dell'Angelo e della
Nunziata, e raffiguranti a sinistra Sant'Ugo del-
l' Ordine certosino e a destra il vescovo Sant' Eu-
genio, cui fu dedicata quella chiesa parrocchiale.

Altri due santi, parimenti in special venera-
zione dei Certosini, appaiono effigiati sui pilastri
laterali, all'altezza del rosone mediano, e sono essi
loading ...