Archivio storico dell'arte — 7.1894

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FRANCESCO MALAGUZZI VALERI

ricorda questo lavoro: " 1513. Si fece la cantina, vecchia al presente, la quale montò d'ac-
cordo lire 300, che è pertiche quindeci. Questa cantina vecchia già era chiesa... e aveva
sopra e sotto 1' habitationi et anditi et oggidì anco si scorgono alcune pitture et al tempo
mio fu guasta la facciata quando si fece il chiostro novo cioè l'ala che si parte dalla Ca-
mera del Refettorio grande. Nella qual facciata vi erano anche le finestre, l'occhio et una
cappa di marmo rosso, la qual fu levata et portata nel horto che oggidì è del R.d" padre
Priore m.ro Lodovico Aurio da Bologna. „ 1

Nel 1517 il Brensa erigeva un secondo refettorio più piccolo, valendosi di un muro
già alzato e riceveva dai frati lire 149. 2 Di questo secondo refettorio furono eseguite le
vòlte stabili o rifatte le precedenti solamente nel 1533. 3

Ricordammo già che di quanto era l'antico monastero degli Eremitani non rimane
traccia e vi sorse in suo luogo l'attuale Liceo musicale. Le notizie che si riferiscono alle
varie parti dell'antico convento e che riportammo per comodo degli studiosi, hanno quindi
un solo valore storico.

Pietro Brensa è ricordato ancora per qualche tempo per piccoli lavori di riparazione
in varie parti del convento che, per 1' aumentato numero dei religiosi, si andava sempre
più estendendo. Anche nel Cinquecento non mancano lasciti di privati per costruzioni di
tombe e altari e crederemmo dilungarci troppo ricordando anche i principali. I lavori e
le aggiunte alla chiesa, dopo quelli accennati, non hanno del resto più grande importanza
per noi. Ricorderemo solamente che nel 1562 l'architetto Antonio Terribilia ricostrusse la
cupola attuale in luogo dell'altra che era precipitata 4 e nel 1590 si costruiva il lato di
portico, dietro la chiesa, sulla piazza del Teatro comunale. 5

T lavori che mutarono radicalmente l'aspetto interno del tempio furono quelli del 1627
e 1628.

Per adattare ai nuovi gusti la severa chiesa che mostrava in gran parte l'antica co-
struzione romanica, si modificò quasi totalmente il monumento. I piloni furono coperti,
intonacati, imbiancati : sulle cappelle furono erette le attuali infelici balaustrate sormontate
dalle statue della Beata Vergine, di Gesù e degli Apostoli ; il rosone sulla porta e le fine-
strelle dei fianchi che erano rimaste intatte, attraverso i lavori del secolo precedente,
furono sostituiti da grandi fìnestroni. 6 Anche nel secolo scorso la chiesa ebbe a soffrire
qualche modificazione secondaria che, dopo le ricordate e più malaugurate del secolo xvn,
non vale la pena di accennare. Ed è già gran ventura se gli ultimi due secoli, così tristi
non tanto per l'indirizzo dato alle arti quanto per lo spirito di demolizione dei prodotti
dell'arte precedente che li informò, lasciarono in piedi, per quanto mutilate, molte delle
parti antiche del monumento, che ci permettono ancora un facile esame della sua inte-
ressantissima struttura. Così fu ridotta questa povera chiesa, che mostrerà ancora al sole,
sotto la sua forte ossatura, le piaghe lasciate non dal tempo ma dagli uomini, finché un
bel giorno il piccone vendicatore da una parte e un saggio restauro dall'altra rimetteranno
in pieno onore la vecchia chiesa degli Eremitani. 7

1 Libro cit., c. 79, 80.

2 Ibid.

3 Ibid., Ili 1., c. 1 r°.

4 Id., II L, c. 22 i-o.

5 Biblioteca della R. Università di Bologna,
cod. 3877 cit., c. 5 v°.

6 Ibid.

7 Diamo qui un elenco delle pitture della chiesa
di S an Giacomo che troviamo nel Libro antico ci-

tato, II libro, a c. 92, v°. (Archivio di Stato di Bo-
logna - Demaniale) :

" L'ancona dell'aitar di S. Cecilia nostra fu di-
pinta nel 1394 del mese di giugno et fu finita de 1408.
Filippo Dalmasio la dipinse.

" Nel 1420, Pietro di Giovanni et Jacopo di Paolo
dipinsero l'ancona dell'altare di S. Lorenzo dietro
il choro et l'ancona dell'aitar di S. Bartolomeo.

" Nel 1462, Antonio et Bartolomeo Marano di-
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