Archivio storico dell'arte — 7.1894

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Veniamo ora a parlare del ricco portico che fiancheggia la chiesa di San Giacomo,
lungo la via Zamboni.

Le nostre ricerche in proposito danno per certo che nello stesso luogo sorgeva un altro
portico, abbattuto quando s'incominciò la costruzione dell'attuale. Fin dal 1371, 22 agosto,
un tal Primo di Salvo Fracassi, orefice bolognese, lasciava i suoi beni per la costruzione
di un portico laterale alla chiesa innanzi alla cappella di Santa Cecilia, costrutta questa
ultima fin dal secolo xiii, ceduta nel 1323 dal Capitolo della cattedrale al quale apparte-
neva, agli Agostiniani che nel 1359 la riedificarono. Il primo portico dovette esser costrutto
solamente intorno al 1389, come risulta dal testamento di tal Giuseppe Uberti che lasciava
una somma in favore della fabbrica già a buon punto. 1

Il primo portico era di piano più basso dell'attuale, che fu alzato per renderlo uni-
forme, in tutta la sua lunghezza, come si verificò in occasione dei restauri praticati fra
il 1826 e il 1827 e come risulta evidente osservando l'antica porta ornata di cotti, ora in
parte sepolta, che metteva nella chiesa di Santa Cecilia, anche questa alzata nel 1483 per
restituire le proporzioni all'edificio. Lungo tutto il portico si stendeva la lunga fila di celle
sepolcrali, addossate alla chiesa, in seguito chiuse, come vedremo.

Il primo edilizio fu distrutto pochi giorni prima che s'incominciasse la nuova fabbrica,
come risulta da un atto del Comune del 28 aprile 1478.

E qui esponiamo un nostro dubbio relativo alla data precisa della costruzione del
portico.

Si ritiene comunemente, sulla fede della iscrizione sul frontone del primo arco, che la
data 1478, che in quella si legge, debba indicare l'anno in cui si fini la fabbrica. Non
mancano però ragioni per dubitarne. Nel libro di memorie del convento degli Eremitani,
ricordato più volte, e che ha un singolare valore perchè ogni notizia è corroborata dalla
precisa citazione dei documenti in gran parte oggi perduti, a carte 86 leggiamo : " 1479. In
questo tempo si faceva il portico nuovo avanti la nostra chiesa al tempo di m. Giovanni
dalla Ripa priore. „ Inoltre il Ghirardacci, lo storico bolognese che appunto appartenne
all'ordine degli Eremitani e che aveva sott'occhio le serie complete delle carte dell'archivio,
ricorda che la fabbrica del portico s'era incominciata nel 1477 e non fu finita che nel 1481.

pinsero l'ancona dell'aitar di S. Sebastiano in chiesa
nostra.

" Nel 1536, Innocentio da Imola dipinse l'ancona
della Madonna della Scala.

" Nel 1564, M. Bartolomeo Passarotto dipinse
l'ancona di S. Antonio della Brigola.

" Nel 1570, M. Lorenzino bolognese che fu pittor
in Roma poi di Papa Gregorio X1IJ della famiglia
de' Buoncompagni dipinse l'ancona delli sig.''1 delli
Malvasia.

" Nel.... (sic) M. Ercole Porcacini (sic) dipinse
l'aitar et ancona di S. Nicola de' Bonasoni. Questo
anco dipinse l'ancona dell'aitar della Cartara cioè
la .Conversione di S. Paolo. Et anco l'ancona di
S. Nicolo in chiesa nostra, aitar de Sassoni.

" M.....(sic) dipinse l'ancona di S. Orsola in

chiesa nostra.

" M. Pellegrino Tibaldi dipinse le due facciate
della Capella del poggio cioè il battesimo et la con-

cettione di S. Gio. Battista.

" Nel 1576, M. Prospero Fontana dipinse l'ancona
del aitar di S. Alessio delli sig. Orsi. Questo anco
dipinse l'ancona de poggi.

" Nel 1575, M. Oratio Sammachini dipinse l'an-
cona et la Capella del Sig. Lorenzo Magnani, cioè
la Purificatione.

" Nel 1577, M. Tiburtio Passarotti tìglio del su-
detto M. Bartolomeo Passarotti dipinse l'ancona di
S. Caterina delli Sig. Loiani.

" Nel 1574, M. Tomaso Siciliani dipinse l'ancona
dell'aitar grande et anco il crocifisso che è in choro
nel aitar delli sig. Riari. Dipinse ancora la tavola
dell'Ili.'" e R.'"° Monsignor Bianchetti e l'altare delli
Magnani. — „

1 Arch. di Stato di Bologna - Demaniale - Eremi-
tani di San Giacomo. Libro antico cit., II 1., c. 63.
1371, 22 agosto e Estranienti. Rogito Nicolò Bua-
lelli, 11 ottobre 1389.
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