Archivio storico dell'arte — 7.1894

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MARCO PALM EZZANO E LE SUE OPERE

(Continuazione, vedi fase. IV, pag. 269).

ella Pinacoteca comunale di Forlì, tra le altre cose più
importanti, è pure una grande tavola (2.30 X 1.80)
eseguita dal Palmezzano, giovane, dopo di avere co-
nosciuto però il concittadino maestro. Trovavasi fino
al 1840, in una cappella della cattedrale dirimpetto
alla Comunione dello stesso Palmezzano ; di là passò
in quel medesimo anno nel palazzo vescovile e nel 1851
venne trasferita nell'attuale Galleria.

Sotto ad un grand'arco, con soffitto a rosoni, soste-
nuto da semplici pilastri, la Vergine è seduta in alto
col Bambino sulle ginocchia. Dietro di lei, una tenda
scura rialzata ai lati, lascia vedere un paesaggio ; ai
lati, San Yaleriano con bandiera a larghe liste bianche
e verdi, ed il beato San Severo vescovo, e non San Mer-
curiale, come dissero finora, con un pettine nella destra, protettore dei lanaioli. 1 In basso,
nel mezzo, tre angioli in piedi, musicanti, che ricordano, anzi sono identici nel colore e
nelle forme, ai putti dalle gambine così esili dipinti ne' pennacchi della nota cupola di
San Biagio. Sotto ad essi è un cartellino abraso senza alcuna scritta. Composizione sem-
plice, armoniosa in cui l'aria vi gira per entro e dà vita alle figure. Il piccolo trono è
sostenuto da una base elegante, a due ripiani ottagonali, perfettamente resi in prospettiva.
L'eroica figura del San Yaleriano, tranne la bandiera che è al posto della lancia e del
capo scoperto, si presenta uguale persino nelle dimensioni, ad un'altra figura dal Palmez-
zano dipinta nell'affresco della vecchia cappella in San Biagio. Per simile riscontro, e per
altre considerazioni noi fummo indotti a proclamare la suddescritta tavola lavoro del Pai-
mezzano, mentre sino al principio del 1893 essa veniva designata semplicemente della
Scuola di M. Melozzo. 2 Nè il cartellino abraso e rimasto senza il nome dell'artista potè
lasciarci nel dubbio, esso porgendoci anzi nuovo argomento a sospettare che colui il quale
ne cancellò il nome molto probabilmente non fece in tempo a sostituirvi quello forse dello
stesso Melozzo ; tenendo presente il fatto che sulla prima metà del secolo fuvvi qui una
specie di caccia morbosa a' nomi apposti nelle tavole di qualche pregio, non sappiamo se

1 Nel proemio di una pergamena della Bib. : Or-
dini e Capitoli dell'arte della lana della magnifica città
di Forlì, 10 ottobre 1569, troviamo notati, tra i prin-
cipali protettori di Forlì, San Mercuriale, San Va-
leriano e il beato San Severo, arcivescovo della città
di Ravenna, particolare avvocato di tutti quelli che
fedelmente esercitano quest'arte (della lana).

2 Quando l'anno scorso fummo cliiamati — per
la parte artistica — a compilare la Guida di Forlì
(ivi, 1893), persone egregie condivisero il nostro pa-
rere, ond' è che sotto il quadro prima indicato della
Scuola del Melozzo, oggi si legge il nome del Pai-
mezzano.
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