Archivio storico dell'arte — 7.1894

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e ne] colore nella figura consimile dell'affresco (del 1495) nella Pinacoteca forlivese; que-
sta con la figura gentile della stessa santa, nel trittico in San Biagio. La Vergine seduta,
col Bambino dritto sulle sue ginocchia è ancor più bella ed espressiva di quella nella
famosa tavola eseguita quattro anni prima per le Michelino di Faenza. A questa invece
è identica nel piedestallo del trono, sfaccettato, ottagonale e ornato di quadrelli a foggia

Tu. XI. - LA MADONNA TN TRONO, SAN FRANCESCO E SANTA CATERINA, DEL PALMEZZANO

(Chiesa di San Francesco in Matelica)
(Da una fotografia favoritaci del conte P. De Sanctis).

di diamanti. Le figure principali le cui vesti, ricche, mostran sempre 1' influenza umbra,
sono notevoli anche per una certa tendenza a rotondeggiare nelle teste; tendenza che ri-
vela un avvicinamento sensibile ai pittori dell' alto veneto e specialmente a Grio. Bat-
tista Cima. Più chiara del solito la tonalità del colore nelle carni, meno rossiccie ; ricchezza,
come sempre, d'ornamenti architettonici, eleganti e di buon gusto. Peccato che la tavola
sia qua e là guasta e screpolata, e più nelle vesti della Madonna e nel manto, in basso,
di Santa Caterina ; tuttavia ciò che resta di conservato basta a mostrare tutta la belle/za
e vaghezza di questa pittura.

Nella lunetta è la Deposizione dalla Croce. Attorno al Cristo morto sono le Marie,
San Bonaventura e San Lodovico in vesti pontificali. I pilastri della doviziosa cornice
sono ripartiti in tre spazi uguali; in ciascuno dei quali, è una tavoletta con l'effigie di
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