Archivio storico dell'arte — 7.1894

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EGIDIO CALZINI

cademia di Brera, ci scrive che a Milano, presso la distinta signora vedova Volpi — via
San Paolo, n. 8 -trovasi del P. mia tavoletta di forma quadrilunga (0.60 X 1) rappresen-
tante anche (''indilla che depone la testa di Oloferne in un sacco o cesto di vimini bruno-
grigi intrecciati a nastri, che le tiene aperto la sua vecchia ancella. Il cartello col nome
del Palmezzano in caratteri ebraici è dipinto sul cesto. L'opera, alquanto fredda e dura,
sospettiamo sia da identificarsi con quella che, secondo il Lanzi, era posseduta dal Faccio-
lati, e che il Milanesi cita nella più volte ricordata nota cronologica.

A Roma, presso il comm. Blumenstihl, è una tavoletta, rappresentante Gesù morto,
coronato di spine, sostenuto da Gt. d'Arimatea, mentre dall'altra parte, un santo vecchio
lo adora a mani giunte. Quest' ultimo, col capo coperto da un drappo a guisa di turbante,
dalla fìsonomia dolce, dalla barba fluente, morbida, è certo la più bella figura del quadro.
Nel (piale, in fondo, con carattere non antico, è segnato il nome dell'artista e l'anno 1520.
Vi si conservano gli stessi caratteri dell'orecchio dal lobo staccato e delle estremità piut-
tosto grosse. L' opera non può dirsi bella e può appartenere all'anno sopra segnato. Della
stessa epoca, a un dipresso, deve essere la Deposizione nel Museo di Vicenza.

(Continua)

Egidio Calzini.
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