Archivio storico dell'arte — 7.1894

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IL DUOMO DI PARENZO ED I SUOI MOSAICI 363

Lo ripeto, e non solo a proposito dei mosaici di Parenzo, al distacco di queste de-
corazioni si deve ricorrere soltanto nei casi estremi, anche quando si è sicuri di poterle
riapplicare in opera tal quali; perciò ho sempre procurato di far impedire il distacco del-
l' imprimitura e del colore delle antiche pitture su tavola, né considero feticismo il credere
che un mosaico o un dipinto, o una decorazione qualunque, abbiano il loro pieno valore
ipiando conservano l'antico intonaco e l'antica muratura, l'antica tavola o l'antica tela. Coi
monumenti non si è mai troppo conservatori.

Ho tradotto la descrizione fatta dal Jackson del metodo seguito a Trieste per salvare
a posto il mosaico dell'abside di San Giusto, perchè con quel metodo si era, se non altro,
raggiunto lo scopo di conservar l'opera antica colle sue caratteristiche risultanti dalla
forma data alle tessere o tesserli che si preferisca chiamarli, dal modo di saldarli e dalla
diversità delle commettiture; quel metodo dev'esser già stato applicato con buon successo
anche nella basilica di San Marco di Venezia, ma per me preferisco di ottenere, quando
ciò è possibile, anche la conservazione delle murature antiche. Chi ha visto in (piale stato
di disgregamento si trovava la muratura del campanile della Martorana a Palermo, prima
che venisse consolidata, nutrendola con accurate colature di cemento, non può che ralle-
grarsi del risultato ottenuto, rendendo monolitica una macera.

Che poi il parroco Deperis, o chi per esso, non arrivi a comprendere, dopo che glielo
si è spiegato, su quali principi diversi riposino le arti del mosaico e della pittura, quanto
dipenda l'effetto delle luci dalla forma data alle tessere, dal modo di saldarle e dalla diver-
sità delle commettiture, è cosa alla quale, purché non si tocchino i monumenti, è possibile
rassegnarsi.

" Di qualunque forma siano e comunque si saldino e si dispongano in un fondo per esempio tes-
selli dello stesso azzurro, si avrà semplicemente un fondo azzurro. „

Yale la pena di fermarsi per ultimo su questa affermazione contenuta nell' opuscolo
in esame, perchè essa ha qualche rapporto colla lentezza di sviluppo della percezione del-
l' azzurro, già notata dal Goethe e da altri.

" Il parait qu'il existe encore aujourd'hui des peuplades chez lesquelles le sens des
couleurs est si peu développé, qu'elles sont incapables de distinguer le bleu des autres teintes
par une sensation particulière et spécifique, „ la quale osservazione di Hugo Magnus non
è certamente applicabile all'Istria latina, che conta secoli di civiltà e che vanta artisti
puramente veneti anche quanto a tavolozza; ma è curioso sentir citare fondi azzurri mo-
notoni, quando invece quelli degli antichi mosaici non lo sono affatto. Nel campo azzurro
degli edifici rappresentati nel mosaico di Santa Pudenziana ho notato più di venti tonalità
distinte nell'azzurro dei tesselli, senza contare le accidentali e le intermedie. A questa va-
rietà della materia prima si deve aggiungere quella risultante dalla natura della superficie
di ciascuna tessera. Le finte pitture a mosaico che si continuano a fabbricare nel labora-
torio vaticano vengono poi arrotate, lisciate e stuccate a colori; lo stesso mosaicista che
lavora a Parenzo ha somministrato una radicale fregagione, susseguita da stuccatura, ai
quattro auriga in mosaico del Museo delle Terme; e così sia. Ma nelle tessere degli antichi
mosaici parietali ancora sfuggiti alla disgrazia del ristauro, la superficie risultante dal ta-
glio a martellina si trova utilizzata per quello che vale. Il campo azzurro nei mosaici
romani e ravennati, oltre alla varietà d'intonazione, si può dire di ciascuna tessera, pre-
senta anche quella risultante dai diversi riflessi che le tessere dànno pel diverso modo
di saldarle. Conosco dei fondi d'oro restaurati anni addietro nella basilica di San Marco
di Venezia, che presentano l'aspetto di una polenta gialla, e conosco certi campi azzurri
e rossi nei mosaici di San Pietro che non servono ad altro ufficio fuorché a quello di
rispecchiare le finestre dirimpetto. Riguardo al taglio delle tessere e alle commettiture
interposte bisogna tener presente come le caratteristiche di una data superficie sono il
risultato della struttura elementare, anche quando essa ci è sconosciuta. Un petalo di rosa
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