Archivio storico dell'arte — 7.1894

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NUOVI DOCUMENTI

Tra gl'istrumenti del convento troviamo l'atto
di dotazione dell'altare fatto dalla Duglioli in fa-
vore dei padri Lateranensi. Porta la data 9 set-
tembre 1516 ed è rogato dal notaio Antonio Mon-
terenzi. Con quest'atto la benefattrice cede al con-
vento dei terreni, una casa con orto e cortile a
Varignana e ciò in dote " capelle quam prefata
Domina Elena iam est annus fundavit et de novo
errexit ac fundari, erigi et construi fecit in ecclesia
sancti Joannis in Monte predicti iuxta Capellam
illorum de Scuranis a latore de super sub titulo
Sancte Cicilie et ad laudem gloriam et honorem
omnipotentis dei, ecc. „ e stabilisce inoltre un ob-
bligo di messe. 1

IV.

Alfonso Lombardi e il Duca di Mantova. La data
certa della morte del Lombardi.

Il Vasari aveva scritto giustamente che il Lom-
bardi finì di vivere nel 1536. Ma altri che scris-
sero di quell'artista, osservando che la sua nascita
risaliva al 1487 e che il ritratto che se ne osserva
nella seconda edizione delle Vite è quello di un
uomo vecchio, ne dedussero che egli mori molti
anni dopo la data fissata dal Vasari. Girolamo
Baruffaldi nella sua vita del nostro scultore de-
scrivendo la morte del Lombardi, con gran corredo
di pietosi particolari, la porta nè più nè meno che
al 1560, guardandosi bene, come al solito di simili
lavori accademici, dal citare una fonte purchessia.
La lettera che riportiamo mette le cose a posto,
se ve n'ha bisogno, e dà ragione al Vasari, assi-
curando che la morte del Lombardi è da ritenersi
avvenuta nel 1536.

(Fuori) " Amici et quanto fratelli i S.ri Qua-
ranta Senatori del Stato et della città di Bologna.

" M.oi S." amici et quanto fratelli carissimi.
Ho inteso che Alphonso delli Lombardi da Fer-
rara scultore in Bologna, al quale, io faceva fare
alcune opere di marmore et ho facto pagare, è
morto, et che ui sono alcuni suoi creditori, gli
quali, forsi penseranno di potersi satisfare sopra
quelle mie opere. Et perchè non è di ragione che
da alcuno di loro mi sia tolto ne impedito quello
che ho fatto fare io et pagato, priego le S. V. che
vogliano prouedere che non sia -mosso alcuna di
quelle opere che l'ha fatto et faceva per me, che

1 Arch. cit. Id. Istrumenti.

mi faranno piacer gratissimo. Et ancor io me offero
alli piaceri loro paratissimo.

" Da Mantova alli vij di Decembre M.D.xxxvij.

" Buon amico et quanto fratello
" il Duca di Mantova. „

[Archivio di Stato di Bologna. — Pontificio. —
Lettere di principi, cardinali e prelati al Senato,
1535-37, c. 458].

V.

Un quadro di Ercole Procaccini.

Al pittore Ercole Procaccini si riferisce la se-
guente dichiarazione colla relativa nota, che tro-
vammo tra le carte della collegiata di Santa Maria
Maggiore in Bologna, che possedette il quadro del
quale vi si fa menzione.

" Al nome di Dio adi 7 de Dexembre 1570.

" Io Zenone Prede di Cexaro de Katani fi-
gliolo di Lonardi de Chatani Speziai io o fatto
far questo Quadro de la Madona per man de
M° Ercol Porchacin (sic) depintor e l'o donato 1' o
fatto chornisar dipinger indorar chosi la cima in-
taiata darlieve (di rilievo) et al Chorcefixe e la
Choltrina co li suoi ferri ogni chosa fato à tute
mie spexe e questo l'o fato amore dei e per la
bona memoria di mio barba Cexaro.

" Z. K.

(Segue :) " L'anno 1743 adi 9 xbre essendo
stato da N. S. conferito il Beneficio semplice sotto
il titolo di S. Grio. Battista all'Altare già de Pa-
scili ora di SS." Bianchini in nostra chiesa Col-
legiata di S.a Maria Maggiore a Mons. Latanzio
Lega vescovo di Amatonta e deputato per N. S.
all'Arciuescovado di Bologna piacque al medesimo
Monsignore di fare qualche risanamento al sudetto
altare; perciò fece levare la sudetta Pittura dal-
l'Ancona e la fece ricolorire dal Sig. Canonico
nostro Giacomo Franceschini figlio del celebre
Caualiere Sig. Marc Antonio oltre gli altri orna-
menti. Dietro alla suddetta Pittura vi fu trovato
incolato il soprascritto copiato biglietto in data
delli 7 xbre 1570 e la Pittura rappresentava sic-
come pure di presente rappresenta una B. Ver-
gine sedente in un campo vicino ad una palma,
con avere a mano diritta il S. Gioanino che con-
duce con una mano un agnello e con l'altra l'in-
corona di rose e dall'altra parte sinistra il Barn-
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