Archivio storico dell'arte — 7.1894

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376 RECENSIONI

prelibati, come basterebbe ad assicurarcene de visu^
starei pei- diro, quella parte di essi che apparisce
ne! catalogo fedelmente interpretata in riproduzioni
fotografiche. Primeggia per ingenua finezza una ta-
vola a guisa di predella, rappresentante la Natività
di N. S., opera certamente delle prime, eseguita da

certo che vedrebbe ritornare quel dipinto in con-
dizioni bea altrimenti gradite.

Nella scuola veneta figurano varie opero impor-
tanti di egregi artisti.

In primo una vasta tela, larga più di 12 piedi,
alta più di 9, aggiudicata, e ben a ragione, alla

quel simpatico e nobile artista che fu Francesco scuola di Giov. Bellini. La riproduzione che ne
Francia. Dell' interesse speciale che ha per la storia diamo nella qui unita figura ci dispensa dal de-

Fkt. L. - MADONNA E BAMBINO IN TEONO, CON SANTI

(Nella Galleria di G-lascow)

dell'arte questo quadretto, ci riserbiamo di riparlare
altrove. Quello che non possiamo fare a meno di os-
servare fin d'ora si è che l'armonia di quell'opera, da
noi già osservata in una esposizione temporanea a
Londra, è spiacevolmente turbata dallo stato in che
si trova il dipinto stesso in conseguenza di un pre-
teso ristauro subito parecchi anni or sono. Non vi
ha dubbio che se questo fosse rimosso da una mano
pietosa e bene esperimentata e con opportuno tatto
fosse rimediato il danno sofferto, la modesta pre-
della tornerebbe a manifestarci l'incanto suo pri-
mitivo. Ci pensi l'onorevole Direzione, quand'anco
all' uopo occorresse rivolgersi fuori di paese, ed è

scriverne il soggetto. L'autore del catalogo non
trascura di comunicare i diversi giudizi, per ve-
rità alquanto disparati, che corrono intorno al me-
desimo fra gl'intelligenti. Incominciando col Waa-
gen, l'antico direttore della Galleria di Berlino,
egli non si peritava di attribuire il dipinto al Gior-
gione, facendone nientemeno che the most impor-
tant existing work of this master. Sir Charles B,o-
binson alla sua volta, mentre osserva che da taluno
fu proposto il nome di Giov. Cariani, si sentiva
inclinato, benché con qualche riserva, di attribuire
il quadro a qualcuno della famiglia Montagna, sog-
giungendo: senza dubbio col processo del tempo
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